martedì, maggio 15, 2007

L'illusione di essere diversi...

L'invito da parte di Venturi, numero uno di Cisco in Italia, ad alcuni blogger per un aperitivo ha scatenato un interessante dibattito sul quale credo valga la pena qualche considerazione.

Gaspar ha lanciato il sasso seguito da molti commenti e da alcuni post di altri blogger, me compreso.

Tra le altre cose mi ha colpito molto un passaggio del post di Gaspar dove dice:

"Il problema fondamentale è il suo carattere chiuso, che lo rende odioso nei confronti degli altri 999.900 non invitati. ".

Prima di tutto va detto che non c'è a priori nulla di male ad organizzare un evento chiuso, anche la rete di oggi ne è piena (quella che chi sa che cosa sia chiama 2.0, io non uso il termine perchè non lo capisco): qualche tempo fa per esempio c'è stata una conferenza Dada-blogger su inviti e nessuno si è stracciato le vesti, come mai?

E' vero che i Barcamp liberi nascono di fianco ai Foocamp per inviti, ma non è assolutamente detto che le due cose non possano convivere.

Sembra avere suscitato grande disappunto il fatto che Cisco quando aiutata da Lele ha steso la lista degli invitati ha scelto i blogger che, secondo lei, sono più "attivi ed influenti", questo il termine usato nella email di invito.

Ebbene se Cisco per organizzare una conferenza stampa per la presentazione di una nuova famiglia di apparati avesse scelto giornalisti provenienti da giornali a larga diffusione e di settore qualcuno si sarebbe scandalizzato? Il non invito del bollettino parrocchiale di Concorezzo in quanto poco diffuso o di "Cavalli e segugi", diffusissimo settimanale del gruppo Time, in quanto completamente fuori tema sarebbero stati considerati un problema?

E' inutile che stiamo qui a dirci continuamente che siamo una nuova forma di giornalismo se poi non accettiamo di accettare le dinamiche che governano, con buona logica, il mondo del giornalismo da sempre.

Immaginare che dalla sua sedia di AD di Cisco Italia Venturi veda tutti i blogger come se fosero tutti uguali è un poco fuorviante. Nella blogsfera ci sono, come in ogni rete, hub e foglie: gli hub sono collettori che in qualche modo si sono evidenziati come possibili centri di diffusione di contatti. La cosa vale per le reti sociali di ogni tipo: basta ascoltare per un'oretta la conversazione in un salotto per identificare un certo numero di hub.

Cisco organizzando l'evento ha probabilmente cercato di identificare gli hub: che ci sia riuscita o meno è un altro discorso, ma l'intenzione era del tutto logica.

Nel caso dei blog gli hub sono siti che hanno un traffico significativo, che si sono conquistati una credibilità e che trattano temi in qualche modo attinenti alla attività di Cisco. Questo esclude blog bellissimi ed autorevolissimi in altri settori: mi viene per esempio in mente Placida signora: leggo Mitì ogni mattina, trovo le cose che scrive deliziose, ma se si mettesse a parlare di router o di WIFI le chiederei che cosa si sia fumata per arrivare a tanto!


Illuminante il volume di Albert-Làzlò Barabàsi intitolato Link, un libro che chiunque si occupi di queste cosa dovrebbe leggere con attenzione.

8 commenti:

  1. Hai perfettamente ragione, ma la polemica non è mica nata per questo, ma per i criteri con cui sono stati inviati gli inviti. Se ti chiamano a fornire una lista di blogger e agisci come blogger e dici invito gli amici è un conto. Se sei un giornalista e decidi di invitare quelli che ritieni abbiano un impatto più importante in rete è un altro, il problema nasce quando i ruoli non sono ben definiti. Oggi è molto comune avere più ruoli, ma sarebbe opportuno per professionalità e trasparenza indicare in quale veste si agisce per evitare i cosidetti conflitti di interessi.

    RispondiElimina
  2. Maurizio non so se ci siano in corso due dibattiti diversi sullo stesso problema, ma quello in quello a cui faccio riferimento io nessuno ha opinato sui nomi nella lista, anche perché credo che nessuno di noi la abbia vista, ma sulla opportunità di organizzare un evento del genere piuttosto che partecipare a un camp e sul fatto che scegliere un certo numero di blogger non sia nello spirito aperto della blogsfera.

    E' questo che io opino...

    Del resto credo che tu sia d'accordo con Venturi visto che sei, mi pare, tra gli organizzatori insieme al cittadino digitale Camisani "il censore" di un MarketingCamp rigorosamente chiuso e rigorosamente su inviti. Ho proposto un intervento, ma mi è stato detto a chiare lettere che per partecipare bisogna essere "graditi" agli organizzatori.

    Non per questo mi sono stracciato le vesti, ho solo tolto qualche blog dal mio reader...

    Quanto al conflitto di interesse nel quale sarebbe caduto Lele mi sembra un discorso privo di fondamento. Dividere le persone in categorie e giudicare dalla appartenenza alla categoria il loro comportamento è un modo di ragionare comune, ma del tutto illogico.

    Lele non è blogger o giornalista o sciamano o allevatore di concillà, Lele è una persona che dando una mano a Cisco ha fatto le sue scelte usando la sua professionalità. Le scelte sono per definizione opinabili, se avrà successo bene, se no si tratta di un problema tra lui e Cisco, non certo di conflitto di interessi.

    Auguri per il vostro chiusissimo Camp del 23...

    bob

    RispondiElimina
  3. L'elenco dei 100 blogger non è pubblicamente disponibile; ciononostante girando tra blog e commenti se ne individuano almeno una decina.

    In almeno un paio di casi si tratta di blog con seguito ridotto, quindi non si può sicuramente parlare di 100 hub ;-)

    RispondiElimina
  4. Roberto, guarda che prendi un abbaglio. Io non sono organizzatore del Marketing Camp, sono solo un invitato. Ho aderito perchè il tema è di mia competenza e mi interessa confrontarmi su una serie di aspetti.
    E' un evento chiuso, così come quello di Venturi, cosa che capisco, per questo sono d'accordo con il tuo post. Ma sembra che tu comprenda gli eventi chiusi, tranne quelli in cui tu non sei invitato. Io sarò forse paranoico, ma sono assolutamente rigoroso nel tenere distinti i ruoli e quindi i cappelli. So per certo che alcune scelte che sono state fatte per l'evento di Venturi hanno una valenza personale e non professionale, ecco perchè insisto sulla separazione dei ruoli. Come consulente non chiamo mai le persone a me più simpatiche, ma quelle che rispondono meglio ai requisiti del progetto. Un blogger può scrivere quello che vuole, un giornalista no. Un blogger può invitare chi vuole ad un evento, un consulente di comunicazione no. E' questa la sottile differenza che rende un professionista credibile. Questa è ovviamente la mia opinione, sono sicuro che tu non sarai d'accordo, ma è questo il bello delle conversazioni.

    RispondiElimina
  5. @pseudotecnico

    Vedi io credo che si debba dividere con chiarezza la critica al metodo e quella alla implementazione: io credo che ci sia tutta la ragionevolezza possibile nel dire che i blogger non sono tutti ugualmente influenti (queto il concetto), il fatto poi che Cisco sia riuscita a scegliere quelli giusti è tutto un altro discorso che attiene alla implementazione.

    Del resto va detto che esistono hub molti importanti anche con pochi collegamenti perché bisogna tenere conto anche della importanza dei collegamenti: un blog puo' avere pochi accessi, ma di altissima qualità in quanto da parte di hub con accessi numerosi e qualificati, e diventa a quel punto un hub fondamentale.

    @maurizio

    Scusa avevo inteso che tu fossi uno dei tre organizzatori.

    Credo tu sia abbastanza adulto da capire bene che affermare "Ma sembra che tu comprenda gli eventi chiusi, tranne quelli in cui tu non sei invitato." è un insulto alla mia persona, peccato tu non riesca a dialogare serenamente.

    Il bello delle conversazioni sarebbe per cominciare evitare insulti inutili!

    Io capisco benissimo eventi chiusi, io ho criticato il marketingcamp solo perché veniva presentato come una cosa eccezionale mentre non è che una delle mille riunioni del genere che si fanno, e veniva presentato come un camp quando del formato camp non ha NULLA.

    Questa tua idea dei diversi ruoli e del diverso comportamento nei diversi ruoli è grottesca: tu a Ritalia in che ruolo parlavi? Professore, uomo di marketing, blogger, viaggiatore, partecipante al camp, promotore del camp?
    Non mi sembra che tu lo abbia specificato prima...

    bob

    RispondiElimina
  6. piccola puntualizzazione: l'incontro da Dada è stato promosso da un piccolo gruppo autoorganizzato, autofinanziato, autosponsorizzato e senza fini di lucro, che ha l'obiettivo di promuovere le iniziative (di qualsiasi tipo) del Web 2.0 italiano portandole a incontrare esponenti de "l'industria"

    è spontaneo, gli incontri sono gratuiti per tutti (azienda ospite e invitati), nessuno ci guadagna niente se non conoscenze incontri visibilità forse opportunità, speriamo

    durante i tre incontri creati finora si è cercato di avere al tavolo persone sempre diverse, per offrire questa possibilità al maggior numero di persone

    il numero è per forza ristretto altrimenti non si riesce a parlare

    il che è ben diverso rispetto a un evento dai tratti chiaramente business, in cui un'azienda paga un consulente per una iniziativa di comunicazione

    riguardo alla quale non vedo niente di male: ognuno invita chi gli pare

    però ho due critiche. la prima riguarda il tema del "disclosure", di cui ho parlato spesso sul mio blog. un'etica della trasparenza (chi-fa-cosa-perchè) molto importante nei blog della prim'ora, e che oggi sembra, purtroppo, essersi un po' persa

    secondariamente concordo con il tema uscito presso i commenti di Gaspar: trovo quantomeno di cattivo gusto dare giudizi di valore ("autorevoli" etc). ogni scelta è lecita, ma chi le fa se ne dovrebbe assumere le responsabilità dirette, senza coinvolgere altri

    RispondiElimina
  7. Per me ha risposto Alberto D'Ottavi, in modo migliore di quanto avrei potuto fare io.

    RispondiElimina
  8. Non era assolutamente mia intenzione insultarti ho solo notato un'incongruenza, ma forse non è così, se tu dici.

    RispondiElimina

Qualche esperimento...