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domenica, luglio 01, 2007

martedì, aprile 10, 2007

La Stampa... no grazie!

Leggo con un certo stupore si iblog.it la storia dell'oscuramento del sito di Marco Giacosa reo di avere contestato un concorso fotografico lanciato dal quotidiano torinese.

Non vi racconto la storia ben illustrata da iblog.it e non entro nel merito della complessa diatriba anche se a occhio sembra proprio che uno dei premi sia andato a una foto in rete da anni, ma vorrei fare qualche considerazione.

Più che la idea di una azione di censura, intendiamoci assolutamente riprovevole, mi colpisce la stupidità della decisione e la scarsissima conoscenza della rete e dei suoi meccanismi dimostrata da chi la decisione ha preso.

Non avere capito che in una rete cooperative e connessa come è la rete di oggi il re è più nudo che mai è sintomo di grande stoltezza. Pensavano forse i nostri eroi quando hanno bloccato il blog che la cosa si sarebbe risolta così in sordina?

La mia reazione è stata immediata e istintiva: sono andato sul mio aggregatore ed ho cancellato ogni riferimento ai siti e ai blog che afferiscono a La stampa. Mi dispiace un poco per il blog di Anna Masera, ma credo che chi si comporta in questo modo non merita il mio traffico.

Certo è piccola cosa e se ne faranno certamente una ragione, ma mi è sembrata un giusto gesto di solidarietà nei confronti di Giacosa che ha aperto qui un nuovo blog.

bob

PS intendiamoci se il concorso è stato condotto in modo cristallino e c'è una spiegazione a tutto questo una spiegazione sarebbe stata atteggiamento MOLTO più intelligente!

lunedì, marzo 19, 2007

Carlini e la blogsfera...

Carlini è un amico di vecchissima data e mi sono sempre trovato abbastanza allineato con lui su diversi argomenti. Devo dire che trovando in rete la levata di scudi sul sull'articolo nel quale senza mezzi termini attacca la blogsfera sono rimasto un poco sorpreso. Da qualche giorno ci sto pensando e credo di essermi fatto l'idea di una possibile chiave di lettura.

Qualche anno fa ero a un congresso ad Amsterdam, era il lancio si dBaseIII mamma mia quanto tempo è passato... , giravo in bicicletta con una amica, ci è venuta sete e siamo entrati in un locale senza guardare troppo l'insegna. Abbiamo chiesto due birre e ci hanno guardato come marziani: dopo un gustoso siparietto nel quale ci sono stati mostrati spinelli di ogni dimensione e torta alla cannabis abbiamo capito che semplicemente eravamo nel contesto sbagliato.

L'errore di contesto è un grave problema, è causa per esempio di una larga parte di incidenti aerei. Come fa molto giustamente notare Lupi credo che il discorso di Carlini sia viziato dal fatto di riferirsi al mondo dei blog e di applicare allo stesso una analisi che sarebbe molto corretta per il giornalismo: due contesti radicalmente diversi.

In genere con il termine blog ci si riferisce a qualsiasi sito che utilizzi software o servizi tipici. Forse varrebbe la pena una migliore tassonomia di un mondo tanto popolato (Goetz ne propone una interessante).

La stragrande maggioranza dei blog è gestita da persone normali che vogliono mantenere il contatto con gli amici, parlare di una band e organizzare feste, poi ci sono gli appassionati di qualche cosa che vogliono condividere la passione per la fotografia o per i loro trenini elettrici... in altre parole c'è gente che senza farsi tanti problemi di tassonomia sente l'esigenza di generare e condividere contenuti e relazioni.

All'estremo opposto ci sono i blog giornalistici nei quali l'utilizzo della struttura di blog viene scelta non perché più adatta, ma semplicemente perché più comoda ed immediata. Una piccola porzione di questi si pone il fine non di commentare, ma di dare notizie.

Ebbene credo che il ragionamento di Carlini si possa applicare solo a questa ultima categoria, non entro qui nel merito della correttezza del ragionamento, ma dell'ambito di applicazione.

Il discorso sul controllo delle fonti infine mi sembra un poco strano: non è che nel giornalismo vero sia una regola mi pare, avete letto per esempio il pezzo di Turani su Google?

lunedì, ottobre 23, 2006

Piccoli grandi segnali della blogsfera...

Quando si è immersi in un fenomeno si finisce per perderne gli importantissimi segnali deboli.
Questa mattina stavo prendendo il caffè con un collega grande utente delle informazioni Google e, parlando della crescente importanza del fenomeno dei blog mi ha fatto notare due cose che mi erano sfuggite.

Nella pagina di Google News in alto a destra è stato aggiunto il link al motore di ricerca Google dedicato ai blog, Google Blog Search, strumento che, anche grazie alla efficacia di Google ping, sta diventando sempre più interessante. Al momento il link non è disponibile nella pagina italiana.



Anche più forte il segnale che si può cogliere nella parte inferiore destra della pagina Google Finance risultato della ricerca di una specifica compagnia, nell'immagine ho chiesto informazioni su Edelman ed ho ottenuto, tra l'altro, anche i link ai blog che ne parlano.



Gli uomini di Google sono attentissimi alla interfaccia e l'esperineza ha dimostrato che il posizionamento anche si un solo link in una posizione importante di una delle loro pagine principali provoca aumenti di traffico ipressionanti.

Credo che si stia attivando una sorta di circolo virtuoso: la decisione di dare importanza ai blog da parte di un operatore come Google è un segno tangibile della importanza che il fenomeno blog si sta conquistando ed il fatto di essere ben posizionati in pagine che molti utenti che non hanno mai guardato i blog guardano spesso non potrà che estendere la platea di utenti dei blog.

Mi rendo conto che è una frase un po circonvoluta, ma il concetto mi sembrava importante e non mi riesce di girarla meglio!


domenica, ottobre 22, 2006

Quale piattaforma?

Quando sono partito con l'idea di un nuovo blog ho cominciato a ragionare per decidere che strumento utilizzare.

La prima decisione è stata quella di utilizzare una piattaforma standard, lo so che gestire il sistema da soli è più elegante, ma non ho tempo e tutto sommato credo che il livello di flessibilità di alcune delle piattaforme oggi disponibili sia di fatto più che sufficiente per le mie esigenze.

Partivo da Typepad, ma l'idea di provare qualche cosa di gratuito mi ha attirato.

Ho aperto account un po' dappertutto, ma alla fine sono atterrato sulla versione beta di Blogger: è funzionale e si integra in modo molto efficace e efficiente con il sistema Google.

Il fatto per esempio di poter scrivere su Writley (oggi Google Docs) e pubblicare direttamente mi svincola da una stazione di lavoro specifica e mi permette di utilizzare un PC qualsiasi. Scusate se è poco...

Sistema credo sia la parola giusta per definire il cuore del fenomeno che chiamiamo WEB 2.0!


Technorati Tags: google docs, google, blogging

Qualche esperimento...