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lunedì, ottobre 11, 2010

Montanelli, il Nobel e la rete...


Moltissimi anni fa IBM lanciò alla Terrazza Martini il suo sistema di videoscrittura, come si chiamavano allora gli word processor con hardware dedicato, io ero un ragazzino, scrivevo su Zero Uno e venni mandato dalla redazione all'evento.

In prima fila nientemeno che Indro Montanelli che con la sua impareggiabile verve toscana sostenne in una domanda che una macchina tanto complicata non avrebbe mai sostituito la macchina per scrivere. A un dirigente IBM che cercava di sostenere il contrario rispose "Mi scriva, sarà un piacere leggerla!" e se ne andò. Ricordo che la cosa mi colpì molto, ma alla fine a uno che scriveva come Montanelli si perdonava questo ed altro.

L'episodio mi è venuto in mente leggendo oggi la reazione di Riccardo Luna, direttore di Wired, alle discussioni nate intorno alla iniziativa del giornale di proporre la rete come candidata al premio Nobel per la pace.

Devo dire che l'atteggiamento di chi a fronte di ragionate obiezioni non trova nulla di meglio che cercare di screditare chi le illustra, senza entrare minimamente nel merito, non credo sia vincente!

Quando sono arrivato al punto 8, dove si parla della obiezione di chi dice che il Nobel è destinato alle persone, mi sono detto "Finalmente una delle obiezioni basilari troverà una risposta!". Sbagliavo. Luna non entra nel merito nemmeno di striscio, il ragionamento è tutto improntato una sorta di "Ipse dixit": lo hanno sostenuto persone degne di fiducia ed allora è vero...

Ho continuato a leggere cercando la posizione di Luna sulla obiezione principale: la rete è uno strumento, se accreditiamo allo strumento le cose belle che ci si fanno dobbiamo anche addebitare le cose negative ed alloro il premio va anche agli usi più meschini. E' lo stesso errore che fanno quelli che vorrebbero chiudere la rete perché ci sono i pedofili!

Ricerca vana, su questa obiezione nemmeno una parola!

Trovo anche estremamente fastidiosa e offensiva la frase "In Italia il manifesto di i4p è stato accolto con molta freddezza da tanti blogger per motivi che non fatico ad immaginare", quali mai sarebbero questi motivi?

Stiamo mettendo in dubbio la onestà intellettuale di tutti quelli che hanno criticato l'iniziativa insinuando che le obiezioni non sono state scritte da persone che ci credevano e volevano portare un contributo alla discussione, ma per altri, non ben chiari, motivi?

Io ho qualche dubbio sul fatto che l'iniziativa non sia stata pensata anche per aumentare le visibilità della rivista, cosa che è indubbiamente successa, ma ha ragione Luna quando dice che la cosa non ha contribuito ad aumentare le vendite di Wired, la rivista dal giugno 2009 al giugno 2010, stando ai dati di Prima, ha visto una calo di vendite in edicola che, a essere molto generosi, possiamo certamente definire estremamente significativo: 51,3 %.

Non sarei nemmeno tanto sicuro che l'uso fatto da Luna dei social apparendo ogni tanto per annunciare una iniziativa o una copertina e poi scomparendo da qualsiasi discussione relativa alla rivista sia quello giusto. Il social non è, o almeno non dovrebbe essere, una vetrina a buon mercato, ma un luogo di incontro e discussione.

bob

domenica, ottobre 10, 2010

Internet , il Nobel e la bomba atomica...


La mancata assegnazione del Nobel per la pace a Internet ha sollevato una discreta polemica in rete e qualche stizzita reazione da parte di chi la aveva spinta.

Quello che io penso della cosa lo avevo già espresso in febbraio, ma credo sia utile qualche precisazione perché il polverone delle reazioni sui social rischia di ingenerare incomprensioni.

Personalmente ho visto questa iniziativa come un tentativo di una rivista che ha grossi problemi di contrazione delle vendite (-51,3 % in un anno, un record!) per attirare la attenzione. Devo dire che la cosa non mi scandalizza per nulla, è una operazione di marketing come un'altra.

Perché non ha senso un premio del genere alla rete?

La rete è uno strumento di comunicazione e di condivisione delle informazioni, ma sempre e solo uno strumento.

Gli strumenti non sono ne buoni ne cattivi, buono o cattivo è l'uso che la gente ne fa. Il bisturi salva ogni giorno la vita a milioni di persone, ma nessuno ha mai pensato di dare il Nobel al coltello perché il coltello in se non è ne buono ne cattivo.

Se proprio dobbiamo dare il Nobel per la pace a uno strumento diamolo alla bomba atomica: è grazie a lei ed alla sua azione deterrente che la mia generazione non ha conosciuto la guerra, mentre mio nonno se ne è fatte tre!

Pensare di dare il Nobel per la pace alla rete accreditandola di una azione che porti a migliorare la situazione del pianeta vuole dire fare lo stesso errore di chi la vuole chiudere perché ci sono in rete i pedofili: se i meriti sono della rete allora dobbiamo addebitarle anche i demeriti!

Se proprio vogliamo dare un premio per la pace diamolo a chi la rete la ha usata per le finalità previste da Nobel: diamolo ai ragazzi che durante le manifestazioni in Iran hanno tenuto vive le connessioni con gravissimo rischio personale, diamolo a WikiLeaks che scompiglia le carte della guerra e rende note cose gravi che altrimenti resterebbero sepolte nei segreti militari... diamola alle persone che lo strumento usano e non allo strumento!

Confesso che alcune cose mi lasciano stranito. Mi lasciano stranito le, pochissime, reazioni stizzite di chi era coinvolto nel progetto di fronte ai commenti alla non assegnazione, mi lascia stranito il fatto che si trovino in rete persone che la candidatura la esaltavano entusiasti ed ora la dichiarano illogica e mi lascia stranito il fatto che Luna (che non interviene, ma lui non interviene mai, lui il social lo usa solo come vetrina) esca con uscite come questa, che si commentano nella loro assurdità da sole!

Ed è stato utile anche nel piccolo orticello italiano. Ricordo che quando lanciammo la campagna, il 21 novembre scorso a Milano, in Italia Internet faceva notizia solo se uno apriva un gruppo per la mafia su Facebook. Non è più così e questo cambia tutto. Se saremo capaci di andare avanti su questa strada. Di non fermarci.


bob

domenica, febbraio 07, 2010

Nobel a Internet, a me sembra una stupidaggine...


E' di questi giorni la notizia: il comitato del premio avrebbe accettato la candidatura di Internet proposta da Wired Italia.

A me la cosa è sembrata un poco strana fin da quando se ne è cominciato a parlare in rete, oggi mi sono preso la briga di andare a leggere lo statuto del premio dove si legge lo spirito della motivazione del Nobel per la pace, questa parte del documento è stata scritta da Alfred Nobel in persona.

<< and one part to the person who shall have done the most or the best work for fraternity between nations, for the abolition or reduction of standing armies and for the holding and promotion of peace congresses. >>

Innanzitutto salta subito all'occhio che il premio è destinato alle persone. Assegnarlo a una tecnologia sarebbe piuttosto singolare e tradirebbe lo spirito di chi ha istituito e finanziato il premio.  Se proprio si derogasse ci sono tecnologie come il telefono e la televisione che hanno certamente contribuito di più e prima all'avvicinamento tra popoli e culture.  Il web nasce per facilitare il lavoro dei fisici, il social nasce per divertimento.

La rete è uno strumento di comunicazione e come tale contiene cose bellissime e cose pessime, sarebbe come dare il Nobel per la pace all'umanità includendo assassini, stupratori e pedofili solo perché al mondo ci sono anche eroi, santi e persone che vivono e danno la vita per il bene del prossimo.

Certo il Nobel ha evidenti esigenze di marketing.  E' stato dato a Gore per avere lavorato per diffondere una teoria, quella del riscaldamento globale provocato dall'uomo, ancora tutta da dimostrare.  E' stato, in modo assurdamente preventivo, dato al capo dell'esercito più grande del mondo che per la pace dopo avere preso il Nobel non si capisce bene cosa abbia fatto visto che ha significativamente aumentato investimenti militari e numero di soldati mandati in guerra.

Un altro problema che sorge è a chi dare il premio?  La rete come la conosciamo oggi nasce dal lavoro di moltissime persone che hanno agito, in genere, per motivi che nulla hanno a che fare con la pace: Arpanet per esempio nasce per poter utilizzare in modo efficace ed efficiente i sistemi di calcolo delle università statunitensi per motivi militari. 

bob

giovedì, settembre 24, 2009

Nobel per la pace a Berlusconi?




Ieri sera, non ricordo bene come, sono arrivato su un sito che chiede che venga assegnato a Silvio Berlusconi il premio Nobel per la pace.

In un primo memento ho pensato a uno scherzo delle sinistre tanto cattive sempre con Silvio, ma poi, con non poco stupore, mi sono accorto che la cosa è seria anche se rasenta in alcuni punti il ridicolo, per esempio quando segnala come evento il compleanno del presidente, a proposito è il 29 settembre, ricordare di fargli gli auguri!

Scorrendo il sito si arriva sulla pagina del "testimonial di eccezione", il primo pensiero è che sia un politologo, l'ex ambasciatore italiano all'Onu... No, si tratta di una biondona che ha fatto tra le altre cose la presentatrice televisiva e scrive poesie romanesche pare bellissime, tanto da essere paragonata a Trilussa.

Certo il Nobel venne assegnato del 1946 all'inventore della lobotomia, ci possiamo aspettare di tutto, ma c'è anche un limite a tutto!


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sabato, ottobre 13, 2007

Povero Nobel...

Il premio assegnato a Gore, il Nobel per la pace, non ha alcun senso logico per più di un motivo.

1) Pace?

Quale si il legame tra ambientalismo catastrofista e pace credo sia un mistero che tutti stanno cercando di svelare. Certo se fosse vero che siamo di fronte a un cambiamento climatico inarrestabile e che ci saranno milioni di profughi che dovranno scappare dalle terre allagate per cercare un altro posto dove vivere nasceranno guerre. Mi sembra un legame piuttosto vago e fantasioso.

2) Cambiamenti provocati dall'uomo?

Quella dell'inarrestabile riscaldamento terrestre provocato dall'uomo è solo una delle teorie, esiste anche una teoria che afferma che siamo di fronte a cicli di riscaldamento e raffreddamento del pianeta naturali, troppo lunghi perché ce li si possa ricordare e disporre di misure.

Nessuna delle due teorie è stata oggi dimostrata in modo scientificamente non confutabile. La motivazione del premio, scritta giustamente da persone che del clima ne sanno quanto ne so io, da per assolutamente scontata la verità delle teorie abbracciate da Gore e questo non ha senso.

3) IPCC

Il Comitato intergovernativo per i mutamenti climatici dell'ONU dovrebbe essere l'ente terzo sopra le parti che esaminando i lavori scientifici che via via appaiono indica ai potenti della terra quali siano le teorie più accreditate come vere in modo che possano essere prese le decisioni opportune.

Il comitato non si è ancora espresso in modo univoco.

Premiarlo insieme al leader del movimento di opinione che sostiene la teoria catastrofista è come premiare in una partità l'arbitro insieme a una delle due squadre prima che la partita sia finita!

bob

Qualche esperimento...