I principi sono di vetro, se li pieghi si spezzano!
Della denuncia anonima abbiamo sempre avuto una brutta concezione.
La Serenissima repubblica di Venezia ne ha fatto un largo uso tanto che c'è una angolino all'ingresso di Palazzo Ducale che la commemora. E' da sempre uno strumento delle dittature e dei regimi totalitari.
Come spesso succede per qualche strano motivo si è portati a pensare che in rete le cose debbano essere diverse, ma non è logico sia così: i valori etici della rete dovrebbero essere identici a quelli che riteniamo validi nel mondo reale.
E' di queste ore l'ordinanza di chiusura, da parte di un tribunale californiano, di WickiLeaks il sito che raccoglieva da tempo e con molto successo documenti di denuncia inviati in modo anonimo.
Si è sollevata una ondata di sdegno all'insegna della riprovazione di ogni censura.
Francamente, malgrado la mia avversione a ogni forma di censura, non mi sento di associarmi al coro. La denuncia anonima è eticamente scorretta e poco importa se qualcuno la fa a fin di bene.
La situazione qui è molto diversa dalla sacrosanta protezione delle fonti che può fare un giornalista perché in quel caso c'è qualcuno che raccoglie le notizie, le dovrebbe controllare e mette in gioco la propria fedina penale, qui no, chiunque può creare un documento e renderlo di pubblico dominio.
Nel passato di documenti farlocchi ne sono stati fatti tanti. Basta pensare all'esecrato, e falso, Protocollo dei savi di Sion usato dai nazisti per gettare discredito sulle comunità ebraiche e tentare di giustificarne la persecuzione o al telegramma che raccolto e ricomposto divenne una falsa comunicazione riservata dell'addetto militare tedesco Schwartzkoppen al maggiore Esterhazy e venne usata come principale prova di accusa verso un innocente che finisce deportato a vita nel penitenziario dell'isola del Diavolo alla Caienna!
La rete e la enorme disponibilità di informazioni che offre rende oggi tra l'altro possibile confezionare documenti falsi in modo molto più facile.
Intendiamoci non sto dicendo che tutti i documenti di Wikileaks siano falsi, sto solo dicendo che la delazione no, proprio non mi piace.
I principi vanno mantenuti a qualsiasi costo perché sono di vetro e piegandoli si spezzano un poco come succeda a Guantanamo dove vengono trattenute in stato di arresto persone alle quali vengono negati i più elementari diritti a una pubblica accusa e ad un giusto processo. E la cosa più bizzarre è che chi lo fa afferma di farlo per difendere la civiltà...
bob
PS il sito, che rispondeva all'indirizzo wikileaks.org, oggi è ancora raggiungibile all'indirizzo http://88.80.13.160, testimonianza questa della oggettiva difficoltà di bloccare in rete qualche cosa in tempi brevi.