Chrome OS, browser in a box...
Leggendo i documenti che si trovano in rete con le prime descrizioni di Chrome OS, il sistema operativo di casa Google, ho fatto qualche considerazione che riporto qui di seguito.
Innanzitutto, come già osservai a suo tempo, non si tratta di un "nuovo" sistema operativo, ma di una nuova distribuzione di Linux. Non si capisce perché mai si continui a parlare di "nuovo sistema operativo".
A guardarci bene è assolutamente analogo ad altre interfacce grafiche come KDE, solo che questa accentra tutta la sua usabilità nel browser e funziona su un kernel molto succinto.
Molti anni fa ero direttore Ricerca e Sviluppo di una banca e presentai la slide che vedete qui sopra come proposta per la operatività di un nuovo sportello, ne realizzammo solo una parte, il sistema di supporto alle vendite, ma funzionava benissimo ed era molto facile da utilizzare.
La filosofia di Chrome OS credo sia più o meno la stessa e credo sia piuttosto interessante, l'hardware diventa una scatola per contenere il browser, tutto il resto accade nel browser.
Molti opinano che per funzionare il sistema debba essere costantemente collegato alla rete. Ieri sarebbe stato impensabile, oggi per molti di noi è perfettamente accettabile perché siamo collegati sempre con contratti flat o quasi flat, domani probabilmente la percezione che avremo della connessione sarà simile a quella che abbiamo della rete elettrica della quale consideriamo la mancanza un evento assolutamente eccezionale.
Basta che Google resista alla tentazione, da qualcuno ventilata, di usare la propria versione di Linux per rendere più invasiva la sua pubblicità impedendo la installazione di software che la blocchi o imponendo tempi di visione non arrestabili. sarebbe un gravissimo errore e non credo proprio che i nostri amici siano tanto sprovveduti da commetterlo!
bob

