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sabato, luglio 28, 2007

Il bello delle applicazioni web based...



Anni di uso di Gmail mi convincono sempre più di come il paradigma delle applicazioni web based sia vincente e del fatto che dovrebbe essere preso in considerazione non solo dai privati, ma soprattutto dalle grandi organizzazioni.

Fin da quando qualcuno nel maggio del 2004 mi mandò un invito la mia posta personale è solo Gmail e ne sono soddisfattissimo, unico neo l'essere dovuto a suo tempo passare dal mio storico roberto@dadda.it ad un @gmail. Adesso le cose sono cambiate e appena ho un po' di tempo passo anche il domino su Gmail.

La posta aziendale è gestita su server locali ai quali accedo via Microsoft Outlook e l'uso parallelo dei due sistemi mi convince sempre di più della bellezza di una applicazione web based.

Non devo installare nulla
La posta è in qualsiasi browser e in qualsiasi calcolatore sulla faccia della terra sia collegato in rete. Prima accedere da casa si un amico o dalla saletta di attesa di un aeroporto era sempre una avventura.

Le dimensioni della casella sono faraoniche
Gmail è di fatto anche il mio archivio: mi sono dovuto abituare al passaggio dalle cartelle alle etichette, ma non è stato difficile.

I miglioramenti sono automatici
Non conosco più lo stress della versione, non installo nulla, migliorie e nuove funzioni sono lì subito appena pronte. Questa mattina leggendo Downloadblog ho saputo che è stata migliorata la anteprima dei documenti Microsoft Word e non devo fare nulla per disporre della nuova versione del visualizzatore!

E' il migliore antispam che abbia mai usato
Il fatto di lavorare su un numero immenso di mail e di avere un grande numero di persone che segnalano mail di spam rende il sistema molto efficace. Anche qui senza problemi di versione o installazione!

Personalmente sono anche un fedele e soddisfatto utente di Google DOC e di Google Calendar, mi manca al momento un analogo sistema per la gestione dei miei contatti sincronizzabile con il mio telefono portatile ed è l'unico motivo per il quale ho ancora una versione di Outlook sulla mia macchina.

Le considerazioni fatte sull'offerta Google sono ovviamente analoghe a quelle che si possono fare sui numerosi altri servizi del genere che stanno apparendo in rete, ma resta il fatto che si tratta a mio modo di vedere di un paradigma al quale le grandi organizzazioni dovrebbero prestare molte più attenzione!

domenica, marzo 18, 2007

Software locale: modello obsoleto?


Questa mattina guardavo una trasmissione su TPS, un servizio satellitare francese, che mostrava alcuni film tratti dalla enorme collezione di filmati dei fratelli Lumière, inventori del cinematografo.

Bellissimi spezzoni ovviamente in bianco e nero mostravano le prime centrali elettriche. Sono andato un po' in giro in rete a cercare informazioni sulla storia della distribuzione della energia ed ho trovato uno spunto che mi pare interessante.

Se girate in una zona di antica industrializzazione, per esempio la Pianura Padana, vedrete un sacco di vecchie ciminiere: un tempo tutte le fabbriche erano indipendenti dal punto di vista energetico e utilizzavano o la forza del vapore i quella di un corso d'acqua (nelle vecchie pubblicità le trovate definite come "opifici a forza idraulica").

Oggi le cose sono molto cambiate, l'energia viene prodotta altrove e trasportata in loco dalle linee elettriche, generatori locali sono utilizzati solo dove una mancanza di rete, evento peraltro rarissimo, può provocare problemi di sicurezza.

L'industria della produzione e distribuzione di energia elettrica trovò una iniziale resistenza da parte di chi era abituato a qualche cosa di locale e di controllabile, l'idea di dipendere da un complesso sistema di distribuzione faceva paura. Il crescere della affidabilità dei sistemi di distribuzione ha cancellato questi timori ed oggi a nessuno verrebbe in mente di costruire una centrale elettrica per alimentare ogni fabbrica.

Trovo una forte analogia con i programmi offerti in rete in sostituzione a quelli installati sulla macchina.

Da qualche tempo uso per scrivere tutti i miei testi Google DOC. A casa a Milano e al mare ho ottime connessioni WIFI, in ufficio sono ovviamente connesso e da tempo scelgo solo alberghi connessi, quando sono in giro uno la connessione via cellulare e se proprio so di dovere lavorare fuori linea scarico tutto su una chiavetta dove ho anche installato una versione portatile di OpenOffice.

L'offerta di software on line si sta arricchendo in modo molto significativo e veloce negli ambiti più disparati e presto potremo fare quasi tutto on line. Certo non mi aspetto che sia tutto sempre gratuito, ma sono certamente pronto a pagare soprattutto se potrò pagare per un reale utilizzo e non per enormi pacchetti dei quali anche l'utente più evoluto usa solo una piccola parte.

Quando racconto questo modo di lavorare ai miei amici la reazione è quasi sempre: "Come fai a fidarti così della rete?".

Potrei rispondere loro "E tu quando sali su di un ascensore come fai a fidarti della rete elettrica?".

La risposta è semplice: di fatto non mi fido e tutti i documenti importanti sono comunque copiati su più servizi. Devo comunque dire che se mi guardo indietro ho perso molti più documenti per problemi locali alle mie macchine che per problemi di rete e soprattutto negli ultimi tempi la connessione non è mai stato il problema.

Forse siamo di fronte a un vero cambio di paradigma!

Chissà forse tra non molti anni avere del software installato sulla macchina sembrerà strano come avere una centrale elettrica dedicata e vedremo le nostre macchine come scatole di supporto a un browser...

bob

PS quanti di voi sanno, a proposito di distribuzione elettrica, che la prima città al mondo dopo Manhattan ad averne una è stata Milano? Gli inglesi ci hanno preceduto di un anno, ma loro illuminvano un ponte, noi strade e teatri!

giovedì, marzo 01, 2007

Disse la macina la grano... adeguati!


Chi è abbastanza vecchio si ricorderà certamente come all'inizio i Personal Computer fossero snobbati dalle grandi società di informatica, IBM in testa, che lo consideravano poco più che un giocattolo. HP si vide addirittura offrire Apple, ma rifiutò!

Quel giocattolo però è piaciuto agli utenti e dopo pochi anni nasceva il PC IBM...

Simile la storia della diffusione della rete. Nata nel mondo della ricerca militare , passata poi alle università venne snobbata per anni ed anni. Bill Gates fece in due anni successivi due interessanti interventi all'apertura del Comdex, la fiera di Las Vegas uccisa dall'esplosione della bolla speculativa nel 2000: nel primo dichiarò che la rete era una realtà insignificante, solo un anno dopo ci disse che tutta la strategia di Microsoft da quel giorno in poi sarebbe stata basata sul Web!

La storia delle tecnologie è piena di eventi simili: chi ha avuto successo sfruttandone una è molto bravo a migliorarla, ma fa molta fatica a cambiare paradigma. Spesso si trova poi costretto a farlo: quelli bravi sopravvivono, quelli meno bravi soccombono.

Le società telegrafiche sottovalutarono e snobbarono le comunicazioni radio, la radio snobbò la televisione...

Ebbene credo che in questi giorni ci siano tutti i segni di un evento simile. Da tempo vediamo in rete tentativi sempre più riusciti di sostituzione di applicazioni tradizionalmente proposte come pacchetti software con vere e proprie applicazioni basate su web. Programmi per l'ufficio e per la elaborazione di immagini sono solo la punta dell'iceberg: per capire come il fenomeno stia diventando interessante basta fare un giro sul sito Go2Web20.

Personalmente da tempo uso Google Doc che soddisfa quasi sempre pienamente le mie esigenze per la elaborazione di testi (quando non mi basta uso OpenOffice) e da pochi giorni per le elaborazioni "veloci" di immagini uso Picnik che certo non ha le funzioni di Gimp o di Photoshop, ma per molte situazioni va benissimo.

Dopo gli annunci che dimostrano che Google sta facendo in questa area sul serio ecco Microsoft annunciare una sua offerta "live" e Adobe presenta una versione light di Photoshop tutta basata su Web e gratuita, o meglio pagata da banner pubblicitari.

Ho qualche dubbio che questa idea sia gradita ai produttori di pacchetti, ma credo che come il grano davanti alla macina stiano facendo buon viso a cattiva sorte.

Molti anni fa si parlava di NetComputer, una macchina ultraleggera che potesse funzionare solo collegata in rete usando le risorse della rete: forse era troppo presto, ma oggi le cose stanno rapidamente cambiando.

A quei tempi amavo dire che avrei desiderato un "browser in a box": una scatola che avesse a bordo solo un browser: collegato alla rete con una connessione veloce ed affidabile avrei fatto tutto: ebbene in questo momento sto lavorando esattamente così con piena soddisfazione e per continuare domani mattina a lavorare sugli stessi documenti ai quali lavoro questa sera non ho bisogno di portarli in ufficio in un disco, basta che li salvi e che li ricerchi domani nel mio browser!

Il paradigma cambia e non sarà un cambiamento indolore proprio per tutti credo...

Qualche esperimento...