Voto di scambio e tecnologia...
Questa mattina in coda al seggio sentivo una coppia chiacchierare davanti a me. Lei aveva notato il cartello che intimava all'elettore di non sognarsi nemmeno di portare in cabina una macchina fotografica sola o compresa nei servizi di un telefonino. Lui osservava che adesso le tecnologie permetterebbero di portarsi dietro una macchina fotografica tanto piccola da passare inosservata e da poter essere usata come prova di un voto espresso.
La parola "adesso" mi ha colpito e mi ha fatto ricordare quando al liceo mi svenai per comperare una Minox C usata, una macchina fotografica molto più piccola di un telefono cellulare!
Il problema non è di adesso, decenni fa senza andare a prendere un oggetto tanto sofisticato esistevano macchine abbastanza piccole da poter essere tenute in tasca: qualcuno davanti al seggio la poteva consegnare a chi si era venduto il voto, il venditore avrebbe potuto fare una foto e poi le foto sarebbero state sviluppate prima di consegnare la contropartita della vendita del voto. Non è detto che la cosa non sia stata fatta...
In realtà, come spesso succede, la rete e le nuove tecnologie che la contornano non sono responsabili del maleficio, ma sono la causa del fatto che le cose vengono scoperte, come è successo per il voto visto che qualcuno alle scorse elezioni si è divertito a fotografare o a filmare la scheda votata mettendola in rete.
Non dunque, come molti sembrano ritenere, causa del problema, ma contributo alla soluzione.
bob



