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domenica, aprile 13, 2008

Voto di scambio e tecnologia...

Questa mattina in coda al seggio sentivo una coppia chiacchierare davanti a me. Lei aveva notato il cartello che intimava all'elettore di non sognarsi nemmeno di portare in cabina una macchina fotografica sola o compresa nei servizi di un telefonino. Lui osservava che adesso le tecnologie permetterebbero di portarsi dietro una macchina fotografica tanto piccola da passare inosservata e da poter essere usata come prova di un voto espresso.

La parola "adesso" mi ha colpito e mi ha fatto ricordare quando al liceo mi svenai per comperare una Minox C usata, una macchina fotografica molto più piccola di un telefono cellulare!

Il problema non è di adesso, decenni fa senza andare a prendere un oggetto tanto sofisticato esistevano macchine abbastanza piccole da poter essere tenute in tasca: qualcuno davanti al seggio la poteva consegnare a chi si era venduto il voto, il venditore avrebbe potuto fare una foto e poi le foto sarebbero state sviluppate prima di consegnare la contropartita della vendita del voto. Non è detto che la cosa non sia stata fatta...

In realtà, come spesso succede, la rete e le nuove tecnologie che la contornano non sono responsabili del maleficio, ma sono la causa del fatto che le cose vengono scoperte, come è successo per il voto visto che qualcuno alle scorse elezioni si è divertito a fotografare o a filmare la scheda votata mettendola in rete.

Non dunque, come molti sembrano ritenere, causa del problema, ma contributo alla soluzione.

bob

mercoledì, novembre 07, 2007

La firma è una cosa seria!

Questa sera solita discussione a cena con amici: la rete non è sicura e chi dice come te (che sarei poi io) che si potrebbe persino votare in rete in tutta sicurezza dice una stupidaggine.

Personalmente sono fermamente convinto che ci siano tutte le tecnologie per rendere un eventuale uso della rete per elezioni e referendum sicuro almeno quanto l'attuale meccanismo cartaceo. Il meccanismo potrebbe essere congegnato intorno alla firma digitale che ci potrebbe e dovrebbe essere assegnata dall'amministrazione pubblica e conservata in una carta di identità a microchip. Ovviamente il vero problema è che non tutti possono o vogliono avere accesso alla rete e di conseguenza una votazione solo in rete è una utopia.

Uno dei miei amici ha citato un sito on line da pochi giorni che raccoglie petizioni per la caduta del governo e lo svolgimento di nuove elezioni ed ha affermato che in un'oretta di buona volontà la stessa persona potrebbe firmare la petizione decine e decine di volte.

Ho fatto qualche test ed effettivamente il sito è un poco naive: non esiste alcun serio controllo come per esempio una email di conferma (che comunque non assicurerebbe la unicità del voto, tutti abbiamo più di una email): immettendo dati identici variando solo la email e mettendone una di pura fantasia si "firma" regolarmente!

In parole povere il numero di firme raccolte non ha alcun serio valore.

Ho fatto una passeggiata sugli altro siti si petizione in rete ed ho visto che anche altri siti simili hanno lo stesso problema che li rende di fatto assolutamente incapaci di fornire dati credibili.

Francamente credo che applicazioni di questo genere facciano più male che bene sia a chi ha l'iniziativa di proporre una petizione perché ne mina la credibilità, sia alla rete che rischia di vedere la sua, spesso ingiustificata, nomea di insicurezza riconfermata.

bob

NOTA per Marco

Marco non sapevo che l'iniziativa fosse tua, lo ho scoperto stamattina su Pandemia, sarebbe comunque bello sapere cosa pensi del problema della affidabilità della corrispondenza una persona - una firma in iniziative come questa.

martedì, maggio 08, 2007

Blog e news, ho ancora qualche dubbio... parte seconda.


Quando vado controcorrente ho sempre il dubbio di sbagliare e la cosa mi è puntualmente successa ieri quando ho messo in dubbio il futuro dei blog come fonte di informazione. Il commento di Emanuele mi ha particolarmente colpito: lui sembra convinto che io mi sbagli totalmente e bayle arriva addirittura a predire il mio rinnegare presto il post.

L'idea mi è frullata in testa tutto il giorno e confesso che non sono ancora convinto, anzi resto della mia idea.

Francamente non capisco come il mondo dei blog possa diventare una fonte accurata e tempestiva di notizie. Raccogliere notizie è una operazione complessa, costosa e fortemente tecnologica. Prima dell'avvento delle agenzie di stampa e dei telegrammi i giornali davano le notizie con grande ritardo e cominciavano spesso con frasi del tipo "Viaggiatori provenienti dalla Cina riferiscono che...".

Poi vennero le agenzie di stampa, in Italia la storica Agenzia Stefani, e le notizie cominciarono ad essere più tempestive e i pezzi finivano con la citazione della fonte "(telegramma Stefani)".

Oggi le cose sono ulteriormente evolute: le televisioni hanno corrispondenti e troupe pronte a saltare in macchina o su un elicottero sparse ai quattro angoli della terra: pensare che un blogger possa disporre di opportunità anche vagamente simili è velleitario.

Certo un blogger può essere casualmente sul luogo della notizia con la sua macchina fotografica nello zaino, può raccogliere materiale e pubblicarlo immediatamente, ma si tratta di casualità non di opportunità sistematiche.

Del resto in occasione del ballottaggio francese i blogger invitati sono stati ospitati dalle televisioni ed hanno ottenuto le notizie esattamente nello stesso momento nelle quali le ho ottenute io via satellite.

Resto del parere che se vogliamo competere con i giornali di carta dobbiamo farlo con la terza pagina, non con la cronaca!

Dove sbaglio?

bob

lunedì, maggio 07, 2007

Blog e news, ho ancora qualche dubbio...


L'altra sera seguivo il ballottaggio delle elezioni per il presidente della Repubblica in Francia: CNN acceso su di uno schermo del mio PC e Google Reader sull'altro.

L'idea che una televisione francese abbia invitato un certo numero di blogger da tutta Europa per seguire l'evento e riferirne on line mi ha incuriosito, ma alla fine del gioco devo dire che l'informazione avuta dalla televisione è stata più puntuale e completa. In realtà la parte interessante nei blog era quella dove riferivano della loro avventura, di come sono stati trattati, delle loro difficoltà e delle opportunità: in realtà quelli che io ho avuto modo di seguire parlavano di fatto più del contenitore che del contenuto.

Questi esperimenti sono certamente utili e interessanti, ma probabilmente è necessaria ancora una taratura della nostra presenza nel mondo della informazione.

Personalmente credo che, con pochissime eccezioni, il valore del blog non stia tanto nella tempestività della notizia, ma nel commento e nella presa di posizione. In altre parole vedo più una analogia con del blog con la terza pagina che con la cronaca.

Sbaglio?

bob

Qualche esperimento...