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sabato, luglio 12, 2008
Forse non se ne è accorto nessuno, ma da parecchie settimane non scrivo complice il fatto che sono stato un poco in giro per il mondo.
Il periodo più lungo lo ho passato in Giappone, un paese che io amo moltissimo e che credo sia sempre interessante da vivere: luoghi magici, cibo eccezionale, persone gentilissime e una organizzazione che rasenta la il maniacale, ma che rende la vita molto più facile.
I treni per esempio hanno dell'incredibile: altissima velocità, frequenti su tutte le tratte, comodissimi e molto facili da usare anche per chi non conosce la lingua. Sei minuti di ritardo su una tratta di 450 km è un problema e il capotreno si scusa a profusione con i passeggeri... proprio come sul Milano - Roma.
Il primo giorno a Tokio sono uscito con nello zaino il mio Asus 700 (si amo gli ultraporatili e spero presto di passare all'Acer che ha una marcia in più...), mi sono seduto su una panchina nel parco, ho accesso la macchina ed ho lanciato la ricerca di reti WIFI immaginando che in una città tanto tecnologicamente avanzata avrei trovato reti libere dappertutto.
Sbagliavo, pochissime reti chiuse, nulla di pubblico. Cambio parco: lo stesso e niente reti e nulla ne da Mc Donald's ne da Starbucks! Anche in albergo la connessione in camera è fatta con un cavo Ethernet.
Dopo qualche giorno sono stato intervistato dal capo redattore di PC Magazine Japan e alla fine bevendo un tea le ho chiesto come mai Tokyo non fosse coperta di reti WIFI gratuite come mi ero immaginato. Ha aperto la borsa, ha tirato fuori il suo PC, si è collegata in un attimo e mi ha fatto osservare che il collegamento alla rete cellulare in Giappone è velocissimo e soprattutto molto economico ragion per cui non si sente il bisogno di andare a mettere nuove antenne con tutte le complicazioni realative. L'unico progetto che mi ha citato è quello della rete sullo Schinkansen, il treno ultraveloce, perché quando ci si muovo a più di trecento chilometri l'ora la connessione con la rete cellulare tende ad essere instabile.
Il giorno dopo girando per i grandi magazzini di informatica di Akihabara, un intero quartiere dove si vende solo tecnologia, mi sono reso conto di quanto sia facile ed economico fare un abbonamento flat dati alla rete mobile (decine di euro al mese al massimo) e come spesso un intero anno di connessione sia compreso nel prezzo di un nuovo PC.
Fuggetta qualche tempo fa espose questa teoria, molti non erano d'accordo, ma credo che la realtà di paesi come il Giappone tendano a dargli ragione.
In fondo ragionandoci bene la tecnologia c'è, le antenne sono onnipresenti: si tratta solo di dare una aggiustatina alle tariffe, ma i volumi potenziali molto alti dovrebbero proprio convincere i provider di telefonia cellulare a muoversi su questa strada e forse anche da noi le reti WIFI saranno relegate nelle case e negli uffici mentre per la connessione dai luoghi pubblici useremo solo la rete cellulare.
Del resto io da molto tempo mi collego quando sono fuori casa quasi esclusivamente con il mio contratto "3" che mi da 5 GB al mese, molto più che sufficienti per gestire la posta e per quella poca navigazione che mi serve fare mobile.
bob
mercoledì, novembre 22, 2006
Robot androidi... perché?

Da qualche tempo girano in rete filmati e notizie sui grandi passi avanti che in Giappone sono statiu fatti nella realizzazione di robot dall'aspetto sempre più umano.
Francamente mi stupisce non poco il fatto che si spenda tanto denaro non nel migliorare le funzionalità di queste macchine, ma nel miglioramento del loro aspetto inteso come massima somiglianza all'uomo, essere peraltro tutt'altro che perfetto.
Perché?
PS Una mia amica un poco maliziosetta una ipotesi, che non riporto perché il blog va in onda anche in fascia protetta, la ha formulata...
Scritto da
Unknown
at
07:51
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