Global warming (riscaldamento globale): i fatti.
Non sono un meteorologo e nemmeno un fisico della atmosfera, ma mi sono molto documentato negli ultimi mesi e devo confessare che la realtà che emerge dalla lettura dei documenti scientifici è molto diversa da quella che ci viene proposta dai media e dai catastrofisti, anche da quelli casalinghi come Grillo.
Lo so che è un argomento un poco OT rispetto a questo blog, ma vorrei condividere con voi qualche considerazione.
Beppe vede iguana alla finestra di casa, sente i grilli tutta la notte ed è preoccupato per le api che lavorano anche l'inverno. Credo che gli si possa dire di stare assolutamente tranquillo: questo autunno insolitamente caldo non è dovuto al fenomeno del riscaldamento globale, ma rientra nella normale variabilità del clima: questo NON è l'autunno più caldo nel nostro paese degli ultimi cento anni, ma solo il terzo classificato e mentre qui abbiamo caldo in altre regioni, per esempio negli USA, hanno freddo perché le temperature sono sotto la media.
Le dimensioni del fenomeno
Se andate a cercare nei siti ufficiali in rete, anche in quelli più favorevoli alla ipotesi di un fenomeno anomalo, trovate un aumento della media della temperatura di 0,6 gradi centigradi in cento anni, nulla dunque di nemmeno vagamente percepibile senza una adeguata strumentazione.
Per gli USA sono disponibili in linea dati abbastanza dettagliati che mostrano un aumento anche inferiore, nell'intorno del quarto di grado centigrado negli ultimi cento anni (il grafico è in Fahrenheit).
E' una anomalia?
Di fatto non c'è certezza che si tratti di una anomalia e non di una normale fluttuazione periodica perché mancano misurazioni accurate che vadano più indietro di 120 anni, un tempo che nel grande orologio della terra è solo un istante infinitesimo.
Del resto se pensiamo alle glaciazioni dobbiamo considerare come variazioni naturali della temperatura anche enormemente più grandi di quelle che stiamo osservando si sono certamente verificate senza alcun intervento da parte dell'uomo.
Ammesso che lo sia è colpa nostra?
Anche questo non è per nulla dimostrato, gli stessi scienziati che hanno a suo tempo elaborato il modello oggi lo mettono in dubbio. Molti ritengono che pensare che una cosa minuscola come l'uomo che abita uno straterello infinitesimo di un immenso pianeta sottoposto ad energie fortissime sia provenienti dallo spazio che dal suo nocciolo possa avere una influenza tanto forte sul clima sia una specie di delirio si onnipotenza.
Se andate a leggere i lavori scientifici e non i rotocalchi viene fuori che una delle idee prevalenti è quella che anche ammettendo una non dimostrata influenza del genere umano sul fenomeno questa potrebbe situarsi, come ci ricorda Stefano in un commento all'altro post che ho scritto sull'argomento, nell'intorno di qualche punto percentuale. In altre parole una grande eruzione vulcanica ha per esempio un effetto molto più forte di tutte le nostre automobili messe insieme.
And so what? (in milanese e alura?)
- Probabilmente sarebbe opportuno investire più risorse non per capire gli effetti del fenomeno, ma per capire se davvero il fenomeno è tale e nel caso quale sarà il modello per i prossimi anni (fino ad ora tutti i modelli catastrofisti si sono rivelati alla prova dei fatti assolutamente sbagliati).
- Alla ricerca dello sccop dovremmo anteporre la ricerca della obiettività.
- Certamente dobbiamo continuare a combattere l'inquinamento, ma forse dirigendo le risorse in modo più logico e mirato.


