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giovedì, dicembre 07, 2006

Due pesi e due misure?


Il blog di Beppe Grillo non è certo tra quelli che preferisco, ma certamente una occhiata ogni tanto mi capita di darla. In più di una occasioni Grillo mi è sembrato paladino della causa di chi considera in copyright iniquo. Grillo il paladino lo fa a tempo pieno e per una varietà inquietante di cause, ma la sua avversione per la legge Urbani mi è sempre sembrata chiara e netta.

Un paio di volte ho provato a commentare il suo blog chiedendo come succede che io dovrei regalare il software che scrivo mentre devo pagare per i suoi spettacoli, ma ovviamente non ho mai avuto alcuna risposta.

Del resto il blog di Grillo è piuttosto particolare e del blog ha invero solo la struttura. Beppe posta il suo intervento e immediatamente appaiono migliaia di commenti, moltissimi totalmente OT, ma non appare mai una risposta dell'autore. In realtà è diventata una sorta di bacheca nella quale la gente scrive con l'idea di catturare la attenzione di un numero grandissimo di lettori, senza di fatto capire come un commento annegato in una pagina lunga un chilometro ha probbabilmente pochissime possibilità di essere letto.

Ieri sono incappato per caso nella lettera che scambioetico ha scritto a Grillo e dove viene raccontata una storia interessante.

E' una questione legata alla pubblicazione dei filmati di uno spettacolo di Grillo sul sito.

La lettera la potete leggere direttamente, ma un cosa mi ha particolarmente colpito: il permesso alla riproduzione viene negato perché:

"I diritti del filmato sono stati concessi alla Televisione Svizzera ed è lei che ne ha il controllo."
Bene forse ho una mente semplice, ma non riesco a capire come mai al nostro guitto la legge Urbani non va bene, mentre la equivalente legge svizzera non solo la accetta, ma la usa per proteggere il frutto del suo lavoro.


Il De Mauro recita:

co|e|rèn|za
s.f.
CO
1 fedeltà di una persona ai propri principi, conformità costante tra le sue parole e le sue azioni: dare prova di c., un uomo di grande c.
2 non contraddittorietà sul piano logico di un ragionamento, di un discorso e sim.: la c. di un pensiero, di una teoria filosofica
...

martedì, novembre 21, 2006

Treni, Linux, Birmingham...


In Sardegna le ferrovie sono alimentate con corrente alternata.


I motori elettrici a corrente continua sono il modo migliore per fare correre i treni, ma la corrente alternata è più facile e meno costosa da trasportare ed è meno pericolosa: oggi è possibile portarla a bordo della motrice dove un sistema di raddrizzatori provvede a trasformarla nella corrente continua richiesta dai motori.


La Sardegna sarebbe dovuto essere il laboratorio sperimentale per questa, allora nuova, tecnologia, l'esperimento ebbe successo, ma rimase tale.


Nel continente le ferrovie sono alimentate a corrente continua: è molto più costoso, più complesso e più pericoloso (gli archi in caso di corto circuito sono più persistenti e le folgorazioni micidiali), ma si continua con questa scelta storica semplicemente perché cambiarla richiederebbe investimenti troppo ingenti.


Credo che per una motivazione del tutto analoga la città inglese di Birmingham abbia recentemente deciso di interrompere il passaggio da Windows a Linux: costava troppo, a regime probabilmente avrebbe portato un beneficio economico, ma gli amministratori hanno giudicato non fosse sufficiente a giustificare gli investimenti iniziali.


E' successo più o meno quanto cercavo qualche settimana fa di dire qui commentando un post di Beppe Grillo.


Io non ho visto i conti e non so se la decisione sia giusta o meno, ma certamente dimostra che la gratuità di Linux non è necessariamente una motivazione per la conversione di sistemi di grandi dimensioni e con molto software installato.


La comunità open piuttosto che assumere atteggiamenti alla Grillo (chi non passa a Linux o è un cretino o in malafede) dovrebbe meditare su quanto si dovrebbe fare per ridurre l'attrito di trasferimento e migliorare ancora la semplicità di uso: quello che va bene per gli smanettoni non è certo sufficiente per chi il sistema lo deve usare non per passione, ma solo per dovere professionale.


Molto è stato fatto, ma credo che molto si possa ancora fare...

domenica, novembre 05, 2006

A me il digitale terrestre continua a piacere!


Il contributo per il passaggio a televisori digitali è forse l'unica cosa che mi piace della finanziaria in discussione in questi giorni.

Ieri ero alla Fnac di Nizza, il grande magazzino di elettronica che preferisco, e razzolando negli scaffali ho scoperto che sono in vendita una serie di convertitori per il digitale terrestre.

Non avendone mai sentito parlare qui in Francia dove passo la maggior parte del mio tempo libero, ho cercato un commesso e dopo una chiacchierata ho scoperto che qui senza tanto chiasso e senza l'opposizione di “grilli parlanti” il digitale terrestre lo stanno facendo molto meglio e molto più rapidamente di quanto non stia accadendo da noi!

L'offerta dei canali è più vasta, i decoder costano poco e qualcuno offre anche la integrazione con la larga banda. Neuf Telecom, per esempio, ha messo il digitale terrestre nella sua offerta di connessione e di televisione.

Le strane affermazioni dei detrattori


Per motivi che francamente mi sfuggono nel nostro paese è nato un movimento contrario alla adozione di una tecnologia alla quale di fatto stanno puntando quasi tutti i paesi ad alta penetrazione di televisione nel mondo.

Qualcuno, Grillo in testa, afferma che il digitale terrestre non serve perché si trova tutto in rete gratuitamente.

E' un errore. Io non so che Internet navighi il comico genovese, certo è molto diversa da quella che navigo io che non mi offre ad oggi una vera alternativa ai programmi televisivi.

Qualcun altro sembra considerare inutili gli investimenti sul terrestre vuoi perché si debba passare al solo satellite, vuoi per privilegiare l'avvento di televisione solo IP sulla larga banda.

E' un errore. La storia delle tecnologie ha dimostrato chiaramente che nel caso delle tecnologie pervasive il passaggio da una all'altra non avviene mai istantaneamente e che ci sono sempre tempi, anche molto lunghi, di convivenza.

In questo caso poi pensare che in pochi anni a tutti gli italiani sia offerta la possibilità di passare alla larga banda e che tutti lo vogliano fare mi sembra un tantino velleitario.
Cosa è davvero la televisione digitale terrestre?

L'evoluzione da analogico a digitale è un passaggio tecnologico del tutto naturale. Qualche anni fa siamo passati dal vinile al CD per ragioni assolutamente analoghe e la cosa è stata accettata da tutti senza che ci si ponessero grandi problemi.

Certo qualcuno afferma che il vinile avesse una migliore qualità, ma in realtà si tratta di una impressione nata dal fatto che per tanti anni siamo stati abituati ai suoi difetti e ci piacciono. E' un poco quello che mi succede quando guardo i vecchi film del primo periodo del colore: hanno spesso una orribile dominante rossastra, ma a me piacciono forse perché mi ricordano l'infanzia.

La televisione utilizza una risorsa preziosa e scarsa: una parte della banda delle frequenze disponibile, qualche cosa legato a leggi fisiche non modificabili, ne sa qualche cosa chi sta cercando di spingere WIMAX e trova la resistenza dei militari a cedere le loro frequenze!

Ebbene con lo “spazio” che oggi utilizziamo per trasmettere un solo canale televisivo con la tecnologia digitale si possono trasmettere 5 canali televisivi diversi, più un certo numero di canali radio e di dati: un aumento considerevole delle efficienza di utilizzo della banda radio...

La qualità della trasmissione digitale è molto più alta, si avvicina a quella di un DVD.

Il digitale terrestre può portare OGGI più canali, la paytv e la interattività per tutti coloro che non vogliono passare al satellite o alla fibra, con un costo tra l'altro molto più di massa.

Intendiamoci questo non vuole dire che non si debba spingere anche per una migliore offerta satellitare e per una buona offerta via cavo o fibra, ma dobbiamo considerare come le due cose non sono alternative, ma complementari su un mercato vastissimo.

Del resto per viaggiare per esempio da Milano a Roma posso usare automobile, moto, aereo o treno e qualche appassionato lo fa a cavallo o in bicicletta e a nessuno è venuto mai in mente di pensare che si debba puntare su uno solo di questi mezzi. E' il mercato che deve decidere: le carrozze sono scomparse perché sono scomode e costose, per lenta e progressiva scelta degli utenti.

Certo la soluzione ponte del decoder non va presa come modello a tendere: tra poco tutti i televisori sul mercato saranno prediposti per ricevere direttamente il segnale digitale. E' una storia che abbiamo già visto quando dal televisore con un solo canale siamo passati al secondo canale utilizzando anche allora un convertitore che veniva posto tra antenna ed apparecchio e che passava il segnale a frequenza più alta di RAI2 alla più bassa frequenza usata da RAI1, l'unica che i televisori fossero in grado di ricevere.

Morale

Personalmente credo che:

  • il passaggio al digitale sia una positiva naturale evoluzione della televisione analogica
  • il digitale per un poco conviverà con l'analogico, ma alla fine dovrà morire perché usa la banda radio in modo scellerato
  • il digitale terrestre può essere una delle alternative possibili per chi non possa o non voglia passare alla fibra o al satellite
  • deciderà il mercato
  • le guerre di religione servono in genere poco poco, quando sono fatte per partito preso e senza evidenziare le motivazioni non servono a nulla

mercoledì, novembre 01, 2006

Global warming (riscaldamento globale): i fatti.

Non sono un meteorologo e nemmeno un fisico della atmosfera, ma mi sono molto documentato negli ultimi mesi e devo confessare che la realtà che emerge dalla lettura dei documenti scientifici è molto diversa da quella che ci viene proposta dai media e dai catastrofisti, anche da quelli casalinghi come Grillo.

Lo so che è un argomento un poco OT rispetto a questo blog, ma vorrei condividere con voi qualche considerazione.

Beppe vede iguana alla finestra di casa, sente i grilli tutta la notte ed è preoccupato per le api che lavorano anche l'inverno. Credo che gli si possa dire di stare assolutamente tranquillo: questo autunno insolitamente caldo non è dovuto al fenomeno del riscaldamento globale, ma rientra nella normale variabilità del clima: questo NON è l'autunno più caldo nel nostro paese degli ultimi cento anni, ma solo il terzo classificato e mentre qui abbiamo caldo in altre regioni, per esempio negli USA, hanno freddo perché le temperature sono sotto la media.


Le dimensioni del fenomeno

Se andate a cercare nei siti ufficiali in rete, anche in quelli più favorevoli alla ipotesi di un fenomeno anomalo, trovate un aumento della media della temperatura di 0,6 gradi centigradi in cento anni, nulla dunque di nemmeno vagamente percepibile senza una adeguata strumentazione.

Per gli USA sono disponibili in linea dati abbastanza dettagliati che mostrano un aumento anche inferiore, nell'intorno del quarto di grado centigrado negli ultimi cento anni (il grafico è in Fahrenheit).

E' una anomalia?

Di fatto non c'è certezza che si tratti di una anomalia e non di una normale fluttuazione periodica perché mancano misurazioni accurate che vadano più indietro di 120 anni, un tempo che nel grande orologio della terra è solo un istante infinitesimo.

Del resto se pensiamo alle glaciazioni dobbiamo considerare come variazioni naturali della temperatura anche enormemente più grandi di quelle che stiamo osservando si sono certamente verificate senza alcun intervento da parte dell'uomo.


Ammesso che lo sia è colpa nostra?

Anche questo non è per nulla dimostrato, gli stessi scienziati che hanno a suo tempo elaborato il modello oggi lo mettono in dubbio. Molti ritengono che pensare che una cosa minuscola come l'uomo che abita uno straterello infinitesimo di un immenso pianeta sottoposto ad energie fortissime sia provenienti dallo spazio che dal suo nocciolo possa avere una influenza tanto forte sul clima sia una specie di delirio si onnipotenza.

Se andate a leggere i lavori scientifici e non i rotocalchi viene fuori che una delle idee prevalenti è quella che anche ammettendo una non dimostrata influenza del genere umano sul fenomeno questa potrebbe situarsi, come ci ricorda Stefano in un commento all'altro post che ho scritto sull'argomento, nell'intorno di qualche punto percentuale. In altre parole una grande eruzione vulcanica ha per esempio un effetto molto più forte di tutte le nostre automobili messe insieme.


And so what? (in milanese e alura?)

  • Probabilmente sarebbe opportuno investire più risorse non per capire gli effetti del fenomeno, ma per capire se davvero il fenomeno è tale e nel caso quale sarà il modello per i prossimi anni (fino ad ora tutti i modelli catastrofisti si sono rivelati alla prova dei fatti assolutamente sbagliati).
  • Alla ricerca dello sccop dovremmo anteporre la ricerca della obiettività.
  • Certamente dobbiamo continuare a combattere l'inquinamento, ma forse dirigendo le risorse in modo più logico e mirato.

Qualche esperimento...