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giovedì, luglio 23, 2009

Francia terra della libertà della copia pirata, ma quando mai?


Come credo tutti sappiate in Francia una legge che proponeva la disconnessione dalla rete di chi fosse sorpreso per tre volte a copiare materiale illegale è stata qualche mese fa bloccata dalla corte costituzionale.

I libertari di casa nostra hanno subito inneggiato alla libertà della rete e della copia con la solita esterofilia di chi però dei giornali legge apparentamente solo i titoli.  Impagabile il vicesindaco di Venezia, Michele Vianello,che in occasione della innaugurazione della rete WIFI che copre alcune, poche, zone della città ha addirittura dedicato la giornata alla Corte costituzionale francese, simbolo della libertà.

In questi giorni la legge sta per essete portata in parlamento ed ho seguito la cosa con attenzione.

Sul fatto che la copia non autorizzata di materiale protetto sia un reato e vada perseguita in Francia sembrano tutti molto convinti ed è un punto fermo che nessuno mette in parlamento in discussione.

L'argomento del contendere non è la impossibiloità di perseguire chi copia, l'argomento sta nelle modalità e nella necessità dell'intervento di un giudice.

Francamente tutto l'entusiasmo di casa nostra io non lo capisco...

bob

sabato, giugno 27, 2009

La visione olistica della rete…

Sentendo parlare della rete si ha spesso l'impressione che per qualche strano motivo l'immagine che la gente ne ha è olistica, si tende a prendere in esame Internet come se fosse un insieme indistinto.


Gli innamorati della rete tendono a considerare tutto quello che si trova bello e buono per definizione, per i detrattori tutto è indistintamente negativo e da evitare.


La rete, lo so lo ripeto spesso, non è altro che un potentissimo strumento di comunicazione e di accumulo e condivisione di informazioni. Considerarla nel suo insieme senza fare distinzioni è semplicemente stupido.


Corollario della visione olistica è la affermazione "la rete deve essere libera e senza limitazione alcuna". Come per ogni cosa anche in rete la libertà NON è un valore assoluto: la rete deve essere libera fintanto che la sua libertà permette a qualcuno di esercitarla a scapito di quella di qualcun altro. Martin Luther King affermava "La mia libertà finisce dove comincia la vostra!".


Ben vengano dunque tutte le limitazioni necessarie a mettere in pratica anche in rete questo fondamento della civile convivenza, e ovviamente solo quelle.


bob

giovedì, gennaio 10, 2008

Il blog è mio e ci faccio quello che voglio!

Nota: qui c'era il tanto esecrato disegnino dei calici con i link, lo ho tolto per non penalizzare troppo chi carica la pagina, ma resta il concetto, sul mio sito faccio quello ce mi pare!
(12 gennaio 2008)

Calici, elenchi di link, concorsi ed altre amenità del genere a me non divertono, non ne faccio e non partecipo.

Questa è una mia personale scelta, chi fa scelte diverse ha tutto il diritto di farle ed è proprio per rivendicare questo diritto che pubblico qui il primo dei post incriminati che mi è capitato sotto mano.

Dare del buffone o dell'imbecille a chi pubblica qualche cosa del genere vuole dire vivere un pericoloso senso di onnipotenza e pensare di poter imporre agli altri le proprie scelte, una cosa che fa a pugni con il concetto stesso di pubblicazione dal basso.

Se questo altera le classifiche, che peraltro sono già estremamente dubbie, è un problema di chi le classifiche le fa e di chi le usa in modo spesso miope ed ignorante.

Se la cosa non va bene a qualcuno che mi tolgano dalla classifica, mi mettano in centomillesima posizione, ma per favore piantiamola con insulti infantili e stupidi.

C'è addirittura chi parla di codice di comportamento: ma quando mai? Chi lo decide questo codice di comportamento?

Un appello: piantiamola di guardare le improbabili classifiche e focalizziamoci sui contenuti!

Qualche esperimento...