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lunedì, novembre 09, 2009

Il blog non sarà morto, ma di certo non sta molto bene...


Dello stato di salute del fenomeno Blog si parla in modo sempre più insistente.

Personalmente ho la netta sensazione che il fenomeno dia un poco in crisi, o meglio che si stia stabilizzando dopo il primo periodo di eccitazione al suo giusto livello.

L'altro giorno guardavo l'oramai da tutti dimenticato Blogbabel.

Quello che penso di di queste statistiche lo ho più volte illustrato: non hanno alcun senso! L'uso del link è assolutamente fuorviante.

Per capire meglio il fenomeno mi sono preso la briga di andare a vedere nei primi dieci blog della classifica quante citazioni avessero avuto i post più citati e quanto fossero vecchi.

Il diagramma in cima al post riporta il numero di citazioni, il diagramma qui sotto la vecchiaia in giorni del post più citato.



Il fatto che ci si trovi di fronte al declino del fenomeno blog mi pare ovvio osservando l'età, mediamente altissima, del post più citato in ogni blog.

Il grafico del numero di citazioni ci dice che si può entrare nelle classifiche anche con pochissime citazioni e che l'algoritmo è molto sensibile, forse troppo, alla storia del blog.

(i dati sono quelli del 6 novembre 2009)

sabato, agosto 30, 2008

Quando il blogger si morde la coda!


Quello che penso delle classifiche basate sui link lo ho detto più volte: bullshit! 

Il bello è  che lo ho anche documentato con un ragionamento che nessuno si è nemmeno provato a contestare.

Ogni tanto una occhio sulle classifiche lo metto perché mi interessa il fenomeno e ho la stessa sensazione che provo quando di fronte a una persona convinta sostenitrice della astrologia e mi diverto a leggere l'oroscopo per lo stesso segno zodiacale e per lo stesso periodo su diverse riviste...

Questa mattina osservando la classifica di Blogbabel mi chiedevo se i gestori si siano accorti che c'è chi alza artificiosamente la propria posizione con una compulsiva autocitazione da altri blog dichiaratamente gestiti da lui stesso.  Leggendo i post si nota tra l'altro che i link sono quasi sempre piuttosto artificiosi e si fa una certa fatica a immaginare il percorso logico che li lega.

Se non sbaglio un presunto simile comportamento di qualche mese fa da parte di Catepol sollevò un putiferio infernale...

Mi sfugge qualche cosa?

bob

domenica, luglio 27, 2008

La quinta essenza della autoreferenzialità...


Una mia studentessa sta facendo una tesina sul fenomeno delle classifiche dei blog: sta analizzando quelle nostrane e quelle straniere e sta cercando di stabilire qualche parametro di giudizio formale.

Oggi mi ha scritto chiedendomi cosa succederebbe alla classifica di Blogbabel se, come alla fine mi sembrerebbe logico, non venissero conteggiati i link provenienti da blog o tumblr che sono gestiti dallo stesso autore del blog in esame, facendomi notare che c'è gente che adotta questa strategia sistematicamente.

Evidentemente hanno molto tempo da perdere.

Essendo la classifica basata su un numero molto esiguo di link credo che le cose cambierebbero non poco.

bob

domenica, luglio 20, 2008

E se la piantassimo di chiamarle discussioni?

Se andiamo a cercare sul De Mauro il lemma "discussione" troviamo come prima voce:

di|scus|sió|ne
s.f.
AU
1 il discutere; esame attento e approfondito di una questione, fatto da due o più persone che esprimono pareri più o meno contrastanti: la d. di un progetto, una d. pacata, accesa, interminabile; intavolare, sollevare una d., porre fine a una d.
...

La discussione è un esame attento ed approfondito di una questione fatta tra due o più persone, del resto cosa sia una discussione lo sappiamo bene tutti.

Se andiamo nella pagina principale di Blogbabel e guardiamo quelle che vengono chiamate discussioni troviamo qualche cosa di molto diverso: troviamo qualcuno che dice qualche cosa e qualcun altro che lo cita in un suo discorso nella maggior parte dei casi una sola volta, non c'è vero contraddittorio e non c'è nulla che possa nemmeno avicinarsi all'esame attento ed approfondito del quale parla la definizione del De Mauro!

In realtà la discussione, qando c'è, sta nei commenti, non nei link!

Tra l'altro anche i numeri di cui si parla e sui quali si basa la amata odiata classifica sono assolutamente insignificanti: in questo momento sulla pagina principale l'argomento più discusso è la voce "Borsellino" di Wikipedia: 8 citazioni (perché poi alla fine sempre ai link finiamo con tutti i problemi di significatività) che su tredicimila e passa blog considerati ci dice che lo 0,00060% dei blog stanno parlano di quell'argomento...

Alberto Sordi aggiungerebbe "e chi se ne frega non ce lo metti?".

Anche se andiamo a vedere il numero di citazioni che porat i blog in cima alla classifica troviamo valori del genere, altrettanto insignificanti.

Come dicevo in un altro post la cosa assume una certa rilevanza perché poi quando qualcuno vuole una foto della parte alta delal classifica per invitare qualcuno a scrivere su un giornale o partecipare a un congresso per pura e semplice ignoranza va a prendere la insignificante classifica che diventa significativa solo perché viene usata come tale.

bob

giovedì, luglio 17, 2008

Analogie...



Domani dovrebbe riaprire BlogBabel .

Da settimane se ne parla, qualcuno ha cominciato a fare un poco di polemica aiutato anche da dove si continua a dire che ci sono grandi novità nei meccanismi di monitoraggio della conversazione, che la classsifica non conta nulla, però poi fanno vedere... la prima pagina della classifica senza nulla dire delle nuove dunzionalità. (Mi sembra fosse Enrica, ma per fortuna non chiedetemi di cercare il post!)

Quello che penso delle classifiche basate sui link lo ho già detto: non vogliono dire nulla perché si basano su un meccanismo sbagliato solo perché è di fatto l'unico implementabile.

Qualche tempo fa Marco (spero di ricordare giusto) sul suo blog ha dato una lucida interpretazione del motivo per il quale molti sono interessati alle classifiche: tutti sanno che la classifica ha poco senso e che non riflette in nessun modo la autorevolezza, ma poi i giornalisti quando vogliono publicare l'immagine della blogosfera o vogliono invitare qualcuno a un talk show o a una conferenza cosa fanno? Ovviamente vanno in cima alla lista e da lì scelgono... Chi ha per vezzo o per bisogno di immagine necessità di essere scelto a quel punto si arrabbia. Credo che sia una analisi lucida e molto condivisibile!

A pensarci bene tra l'altro la misura della autorevolezza a colpi di link è la negazione lampante della "coda lunga" di cui tanto i blog parlano!

Sono passati un po' di mesi, ma non è cambiato nulla, la rilevanza resta immisurabile, i link poco sognificativi, da domani ripartiranno le polemiche.

L'altro giorno ascoltavo Radio 24 e Il gastronauta racontava con tanto di interviste di come Gualtiero Marchesi abbia deciso di chiedere di essere tolto nientemeno che dalla Guida Rossa Michelin per motivi assolutamente analoghi a quelli che hanno fatto partire la polemica BlogBabel a suo tempo.

La Guida Francese assegna a Francia e Germania, tanto per fare un esempio, molte più stelle di quante non ne assegni all'Italia... forse anche il problema sta nei parametri e nelle modalità di valutazione.

L'analogia mi sembra sconcertante!

bob

PS certo forse Marchesi ha ragione perché pensare che in Francia e in Germania si mangi tanto meglio di quanto non si mangi da noi pare davvero bizzarro.

venerdì, gennaio 18, 2008

Tumblelog, continuano a non piacermi e finalmente so anche perché...

Questo bel pensatore è di Sironi.

Qualche giorno fa esprimevo i miei dubbi sulla validità del modello offerto dai tumblelog, la reazione di qualcuno ed il fatto che stanno andando tanto di moda mi ha fatto molto pensare. Oltre che pensarci ho passato un poco di tempo ad analizzare il fenomeno, mi sono aperto un tublelog di prova e mi sono messo a giocare per vedere se mi era sfuggito qualche particolare dello strumento e del fenomeno.

Confesso che i tumblelog continuano a non piacermi, ed i motivi sono almeno due.

Il primo problema è nel modello nel quale sembra mancare il concetto di permalink che permette, quando si usa un link per una citazione, il puntamento al post specifico.

Fino a qualche giorno fa nella prima pagina di BlogBabel era presente il riferimento a un Tumblelog, non ricordo bene quale: andando ad aprire chi lo "linkava" si finiva sempre sull'ultimo post del tumblelog ed alla fine era assolutamente impossibile capire perché mai fosse stato referenziato a meno che la cosa non fosse espressamente indicata nel post.

Nei fatti sono molto d'accordo con quanto esprime folletto malefico nel commento che ha aggiunto in coda alla discussione che è nata sul mio post: il tumblelog come strumento altro non è che un sistema per la gestione dei blog con qualche semplificazione e qualche aggiunta per semplificare la citazione di oggetti diversi. Tutto sommato forse sarebbe meglio aggiungere queste funzioni a un sistema di blogging completo, ognuno poi userà quello che meglio crede.

Il secondo motivo per il quale l'uso che molti "tumbler" fanno dei loro tumblelog non mi piace è che inserisce, con le autocitazioni, un inutile rumore nel sistema dei link della blogosfera e altera in modo molto pesante le già dubbie e traballanti classifiche.

Studiando il fenomeno mi sono accorto che ci sono blogger che si sono fatti un tumblelog e che si autocitano anche una decina di volte in 48 ore.

E poi ci si preoccupa dell'alterazione indotta nelle classifiche da qualche alberello di Natale!

bob

giovedì, gennaio 10, 2008

Il blog è mio e ci faccio quello che voglio!

Nota: qui c'era il tanto esecrato disegnino dei calici con i link, lo ho tolto per non penalizzare troppo chi carica la pagina, ma resta il concetto, sul mio sito faccio quello ce mi pare!
(12 gennaio 2008)

Calici, elenchi di link, concorsi ed altre amenità del genere a me non divertono, non ne faccio e non partecipo.

Questa è una mia personale scelta, chi fa scelte diverse ha tutto il diritto di farle ed è proprio per rivendicare questo diritto che pubblico qui il primo dei post incriminati che mi è capitato sotto mano.

Dare del buffone o dell'imbecille a chi pubblica qualche cosa del genere vuole dire vivere un pericoloso senso di onnipotenza e pensare di poter imporre agli altri le proprie scelte, una cosa che fa a pugni con il concetto stesso di pubblicazione dal basso.

Se questo altera le classifiche, che peraltro sono già estremamente dubbie, è un problema di chi le classifiche le fa e di chi le usa in modo spesso miope ed ignorante.

Se la cosa non va bene a qualcuno che mi tolgano dalla classifica, mi mettano in centomillesima posizione, ma per favore piantiamola con insulti infantili e stupidi.

C'è addirittura chi parla di codice di comportamento: ma quando mai? Chi lo decide questo codice di comportamento?

Un appello: piantiamola di guardare le improbabili classifiche e focalizziamoci sui contenuti!

martedì, gennaio 08, 2008

Misurare l'immisurabile... e il peggio è che qualcuno poi ci crede!


Ho passato i giorni di capodanno a Berlino, una festa intima alla porta di Brandeburgo con un milione e mezzo di persone ed ho usato la rete solo per cercare luoghi e ristoranti interessanti.

Questo capodanno ha per me un valore particolare perché dal primo gennaio lascio la società e sono tecnicamente un pre-pensionato. Mi dedicherò di più e meglio ai miei studenti in università, a scrivere sulle riviste e a fare quello che mi interessa, ma la cosa, dopo più di trent'anni di aziende, fa un certo effetto.

Tornato a Milano ho attivato il mio Google Reader per vedere cosa era successo nei blog ed ho trovato una gran baraonda introno a Blogbabel ed ai meccanismi che ne generano le classifiche.

Ho passato qualche ora a rileggere la marea di post e di commenti che si sono scatenati a seguito dei post dove gli editor di blogbabel annunciavano la modifica dell'algoritmo, e questa mi pare una cosa giusta, e stigmatizzavano in modo spesso violento ed offensivo un certo uso dei blog, e questa no, a me non pare una cosa giusta.

Che cosa è una classifica? Una classifica mette in ordine un certo numero di oggetti sulla base di un valore comune misurato e calcolato.

Mi viene in mente l'esame di Teoria e pratica delle misure, croce e delizia del terzo anno del Politecnico per gli ingegneri chimici come me.

La prima cosa da fare quando si pensa di misurare qualche cosa è decidere con una certa precisione che cosa si vuole misurare. Il secondo passo è verificare che sia possibile misurarlo, il terzo è quello di ideare un metodo di misura che alteri il meno possibile la grandezza che si va a misurare.

Che cosa misuriamo?

Già qui le cose si complicano un poco: in buona sostanza vogliamo misurare l'importanza di un blog, un concetto impalpabile, multiforme ed estremamente soggettivo.

Technorati parla di "autorevolezza", ma il termine è assolutamente sbagliato perché tra essere indicati in un link ed essere autorevoli c'è un abisso tanto è vero che quando qualche anno fa con grande fierezza vennero presentati i risultati delle sue analisi tra i primi blog italiani c'era Sette in condotta, quello che riporta le note che i professori scrivono quando gli alunni si comportano male e le giustificazioni degli alunni: la sola idea di legare il termine autorevolezza a questo tipo di cose fa solo sorridere per la sua surreale comicità.

Blogbabel parla di "capacità di generare discussioni" una espressione che meglio rappresenta una classifica in buona sostanza basata sui link, ma che comunque non misura che in modo molto parziale la importanza di un blog nella blogosfera. In realtà la generazione di discussioni non è solo legata ai link: una parte molto rilevante della discussione può essere per esempio nei commenti e di questo non si tiene, mi sembra, alcun conto. I link non sono poi tutti uguali e tutti ugualmente significativi e questo rende una classifica basata sui soli link, pur con tutte le correzioni possibili, molto poco significativa.

E' possibile una misura?

No, comunque mettiamo le cose la misura della bontà o della importanza di un blog non è possibile. Del resto se andate nelle FAQ di Blogbabel troviamo una indicazione precisa della cosa: la classifica aggregata non è attendibile, lo sono quelle specifiche che indicano parametri oggettivi come per esempio i link in ingresso negli ultimi trenta giorni.

Del resto in questo tipo di misura anche dove, come nei giornali, è possibile una misura oggettiva come il numero di copie vendute il significato della cosa va pi comunque e sempre valutato, le vendite sono vendite, la autorevolezza e la incisività di un giornale sono un'altra cosa. TV Sorrisi e canzoni vende molto più dell'Espresso...

E' possibile una misura che non alteri il fenomeno?

Questo è un grosso problema delle misure in generale, in caso di fenomeni sociali come questo la risposta è anche qui no. Molti sono interessati alla classifica, tutti la guardano e consciamente o inconsciamente chiunque la guardi rischia di aggiustare il suo modo di fare il blog per guadagnare visibilità. La cosa è naturale perché di fatto tutti scriviamo per essere letti.

Il vero problema è che qualcuno poi ci crede pure.

Il vero problema nasce dal fatto che quando qualcuno parla o scrive di blog si dimentica di tutte queste limitazioni e prende banalmente i primi dieci blog nella classifica aggregata, dichiarata inattendibile dagli stessi che la fanno, e definisce quelli i blog più importanti nel nostro paese.

Non so bene se sia ignoranza o disattenzione, ma i giornalisti ci cascano tutti, persino quelli di Nova24 che dovrebbero essere in questo caso un tantino più esperti degli altri.

Del resto è un fenomeno che si riscontra anche nella ricerca scientifica: si ha bisogno di una misura, si scopre che non è possibile, se ne realizza un'altra simile e si traggono conclusioni, quasi sempre sbagliate, facendo finta che la grandezza misurata sia quella giusta.

Quello che conta è il fenomeno, non la sua misura!

Illuminante è stata la lettura di un post nel blog di Enrica e in particolare del commento nel quale rispondendo a un commento molto condivisibile di Alberto D'Ottavi dice:

il punto è che BB è referenziale anche e soprattutto per aziende e giornali, è un gioco sempre più serio, e allora dei codici di condotta ci vogliono per tutti.
Qui sta l'errore!

Non capisco bene l'uso del termine referenziale, ma mi sembra di interpretare che voglia dire che la classifica diventa sempre più punto di riferimento per aziende e giornali.

Mi sembra che si stia facendo un poco di confusione: l'importante è il fenomeno, non la sua misura, pretendere che qualcuno che si diverte a fare alberelli o calici sul proprio blog smetta solo perché a qualcuno serve una misura senza i sui giochini è semplicemente demenziale: nella rete che viene dal basso c'è libertà, nel mio blog faccio quello che mi pare e l'unico codice di comportamento che io mi impongo è di natura etica.

Le aziende e i giornali non riescono a misurare come vogliono loro?

Per parafrasare Sordi: "E chi se ne frega non ce lo metti?".

bob

Qualche esperimento...