martedì, novembre 28, 2006

E se la piantassimo di piangerci addosso?

Avete letto “Il piccolo principe” di Antoine de Saint Exupéry?


Se la risposta è negativa correte a comperarlo perché è un libro che non è possibile non avere letto ed è tutt'altro che un libro per bambini. Il piccolo principe emana pensieri positivi e credo che nel mondo della rete oggi proprio di pensieri positivi abbiamo bisogno.


Partecipando a incontri, congressi e tavole rotonde dove si parla della situazione della rete nel nostro paese e i blog di analogo argomento non può non saltare all'occhio che hanno qualche cosa in comune.

Noi iniziati, che la rete la abbiamo capita, abbiamo la disgrazia di vivere in un paese che non la capisce e che non la capisce. I politici non ne sanno nulla, chi investe in pubblicità non ne conosce le potenzialità, gli enti normativi la castrano, la polizia la boicotta e la perquisisce e così via in un pianto greco al quale francamente credo sia giusto mettere un punto finale!


Se non vogliamo contribuire in modo determinante alla arretratezza delle iniziative legate alla rete nel nostro paese forse dovremmo cominciare a pensare e a reagire in positivo cercando di mostrare atteggiamenti più equilibrati.


Qualche considerazione...


  • Continuare ad affermare che tutto nel nostro paese va male mentre all'estero le cose funzionano è poco saggio e fortemente controproducente: viviamo problemi abbastanza comuni.

  • Tanto per fare un esempio il problema, oggi tanto caldo, della responsabilità dei provider di servizi sul contenuto degli stessi non nasce in Italia. Si tratta di una cosa discussa in tutto il mondo dove si usa la rete. Si è arrivati addirittura a considerare eBay responsabile per le truffe perpetrate sulle sue pagine, e questo in Inghilterra non in Italia

  • Se chi pianifica gli investimenti pubblicitari snobba ancora la rete forse dovremo cominciare a pensare che i problemi non sono suoi, ma nostri perché non sappiamo essere abbastanza incisivi nella proposta.

  • ...


Anni fa le cose erano sì molto diverse: i miei colleghi statunitensi si collegavano alla loro posta e ai Gopher da casa, in Italia se installavi un modem sulla linea di casa invece di ordinare le costosissime e ingombranti linee dati della SIP rischiavi sequestri e denunce, ma chi ci credeva lo faceva lo stesso e raccontava in giro con entusiasmo delle grandi potenzialità diquesto strumento ed è anche grazie al loro entusiasmo che oggi possiamo avere una fibra in casa.


Un poco meno di Incompreso e molto più di Piccolo principe, questo ci serve!

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