mercoledì, maggio 14, 2008

Google blogger non mi vuole bene!

Da qualche giorno Google mi impedisce di entrare nel mio blog perché addebita al mio IP un comportamento scorretto.

Io sono nattato da Fastweb e di conseguenza esco con un IP che è comune a migliaia di utenti, qualcuno avrà anche un virus o un troyan, ma vai a capire chi è...

La cosa bizzarra è che impedisce alla macchina di entrare nel blog, ma permette alla stessa macchina di entrare nella gestione del blog dove ovviamente un malintenzionato potrebbe fare molto più danno. Bizzarro davvero!

Comunque sappiate che al momento leggo i commenti via mail, ma non posso rispondere, speriamo si risolva presto.

Sabato hanno cercato di convincermi a passare a Wordpress, mi sa che alla fine lo faccio.

bob

E' solo rumore di fondo...

Quando si misurano segnali deboli il problema è distinguere il segnale significativo dal rumore di fondo sempre presente: "Teoria e pratica delle misure" è forse uno degli esami del Politecnico che ho apprezzato di è più e che mi ha lasciato un segno profondo nel modo di osservare il mondo.

Stimolato dalla risposta di Matt alla domanda di Napolux sono andato a rivedere qualche appunto che ho scritto su una delle mie Moleskine a proposito delle amate-odiate classifiche.

Perché i blogger guardano le classifiche?

Quando sento qualcuno fare questa domanda francamente mi sembra un atteggiamento un poco naive. Quando si scrive qualche cosa e lo si pubblica è ovvio che si desideri di essere letti ed è abbastanza logico che, aderendo alla erronea idea che porta a pensare che essere alti in classifica voglia dire essere più letti, si controlli la posizione per sapere se qualcuno ci legge.

Giornalisti ed addetti stampa poi quando vogliono parlare di blog o invitare blog "influenti" alle conferenze stampa cosa fanno?

Guardano le classifiche!

Per qualcuno che in altri tempi non sarebbe mai stato preso nemmeno in considerazione è ovvio che essere in cima alle classifiche è importante e gratificate.

Questo meccanismo ha fatto nascere una serie di "Grilli parlanti" (e non mi riferisco solo a Beppe) che sdottorano in tavole rotonde e conferenze di cose delle quali di fatto hanno solo molto parlato e pochissimo fatto. Una sorta di "esperti sulla parola"!

Hanno senso le classifiche come sono fatte oggi?

Le classifiche prendono in considerazione, con qualche correzione, sostanzialmente solo i link che afferiscono ad un certo blog senza considerare il traffico, che darebbe una indicazione del numero di lettori, le pagine viste e il tempo passato sulla pagina che darebbe una idea dell'interesse dei contenuti o i commenti che darebbero, quelli si, una indicazione della capacità di generare discussioni.

Le classifiche misurano solo i link perché sono la cosa più facile e immediata da misurare. A pensarci bene la cosa non ha senso perché viene data una importanza enorme solo ai lettori che hanno un blog e che hanno voglia di citare nel loro blog il post: è la quinta essenza della autoreferenzialità della blogosfera.

Questa mattina mi sono divertito ad andare in Wikio ed ho preso i primi blog della classifica non legati ad un gruppo editoriale perché in quel caso i dati di traffico Alexa sono falsati dalla URL comune a quella del giornale.

Sono andato su Technorati ed ho fatto la media dei link degli ultimi venti giorni per ognuno dei siti e ho messo i valori in grafico in ordine casuale:

Chi indovina quale è la barra di Beppe Grillo non vince nulla, ma credo sia ovvio a tutti come l'intera classifica sia basata su valori tanto bassi da essere assimilabili al rumore. Tra i primi dieci della classifica e il centesimo la differenza è di due o tre link su sei o sette!

Rumore...

Già che c'ero ho giocato un poco anche con Alexa mettendo in grafico le pagine viste per i primi cinque blog nella classifica (anche qui togliendo quello che sta sotto la url dell'Espresso) ed ho avuto una sorpresa che ha confermato la mia idea sulle classifiche basate sui link.

Geekissimo che nella classifica non è secondo lo è di gran lunga in termini di pagine viste...

martedì, maggio 13, 2008

Renato Brunetta, neomistro, ha fatto subito la sua sparata: tra 18 mesi niente più carta negli uffici della pubblica amministrazione e anche le pagelle dei ragazzi che vanno a scuola saranno messe a disposizione dei genitori solo in rete.

A parte il fatto che demonizzare in questo modo la carta non ha alcun senso perché ci sono cose cha vanno bene in formato digitale e cose che vanno bene sulla carta, l'idea di risparmiare ed incentivare l'uso della rete è assolutamente encomiabile, ma l'obiettivo dei 18 mesi è assolutamente irraggingibile e gli obiettivi irraggiungibili sono pericolosi perché distolgono la attenzione da quelli raggiungibili.

Anche la uscita sulla consegna on line delle pagelle mi pare un pochino bizzarra: ai genitori che non sono in rete (la maggioranza) PC e connesione li regala il ministero? Questa si che sarebbe una bella idea...

bob

lunedì, maggio 12, 2008

Il senso del peso degli eventi...

Questa mattina il telegiornale di Radio24 ha dato come prima notizia la situazione del campionato di calcio che è a non so bene quale importante momento, sono andati avanti per minuti e minuti con uno sterminato e per me incomprensibile elenco di nomi, poi hanno parlato della formula uno e alla fine sono cominciate le notizie vere.

Poco fa sotto la doccia ascoltavo non so bene quale radio e qualcuno diceva che le vittime del terremoto in cina sono almeno 5000 in una sola regione, ma "per fortuna" le installazioni olimpiche non hanno subito danni.

Francamente a me del campionato di calcio e della formula uno non importa nulla e penso che le relative notizie dovrebbero essere date al loro posto in coda al telegiornale, a parte un brevissimo flash per eventi particolarmente eclatanti.

Di fronte a migliaia di morti e di persone ancora sotto le macerie francamente anche delle Olimpiadi credo dovrebbe importare poco a chiunque, la fortuna sarebbe stata se fossero caduti tutti gli impianti sportivi e nessuna scuola piena di studenti!

O no?

bob