sabato, febbraio 04, 2012

La sindrome del pugile suonato...


Guardando in questi giorni la rete e in particolare i social network mi è venuto in mente un film, non ne ricordo nulla tranne il fatto che uno dei protagonisti era un pugile che dopo tanti anni di pugni in testa aveva sviluppato una specie di sindrome: tutte le volte che sentiva qualche cosa simile a un gong dovunque fosse si metteva in guardia pronto a menare le mani.

Ci sono anche in rete parole trigger e moltissime persone che travisando anche molto pesantemente le notizie si mettono virtualmente a menare le mani in rete, la cosa monta di post in post fino ad arrivare a vedere scritte stupidaggini che non hanno nulla a che fare con la notizia iniziale.

E' di questi giorni la sentenza della Cassazione che dice che in caso di SOSPETTO di stupro fino al processo il giudice può, a sua discrezione, proporre misure restrittive diverse dal carcere, per esempio i domiciliari.  Passando di bocca in bocca la notizia è prestissimo diventata: "Non più carcere per gli stupratori" con gente che si stracciava le vesti e che urlava vergogna!

Ho chiesto a molti di questi indignados se sapessero esattamente di cosa parlasse la sentenza, nessuno lo sapeva con esattezza, l'indignazione era esattamente come il mettersi in guardia del pugile suonato al gong.

Molte sono le "parole gong", per esempio rete e libertà, ma forse sarebbe opportuno mettere un po' di cervello tra stimolo e indignazione, ne guadagnerebbe tanto la credibilità stessa della rete!

Per chi è interessato qui una posizione ragionevole e qui una interessante analisi.

lunedì, dicembre 26, 2011

Nel software applicativo dovremmo, finalmente, imparare da Ford!

Parlando di Henry Ford e della sua mitica Modello T la maggioranza delle persone osserveranno che ha inventato la catena di montaggio.


La cosa è solo parzialmente vera, la catena di montaggio è una conseguenza di una ben più grande innovazione: la standardizzazione delle misure delle componenti della macchina.  Prima di allora si adottava quella che si chiama deformazione dimensionale permanente: veniva fuso e lavorato per esempio il monoblocco e poi venivano realizzati i cilindri delle dimensioni delle loro sedi, non sempre uguali.  Il problema era che la automobile doveva essere costruita via via e che in caso di guasto non esisteva la possibilità di prendere un pezzo di ricambio, si doveva costruire il pezzo della dimensione adatta con tempi e costi molto alti.
L'idea di Ford fu quella di disegnare le parti con misure standard e di realizzarle così tutte uguali in  modo che fossero tra loro intercambiabili. Il fatto che un pistone non fosse fatto per quel cilindro, ma che in generale si poteva usare in ogni motore dello stesso tipo rese possibile la realizzazione della catena di montaggio.



In questi ultimi tempi ho avuto occasione di guardare con una certa profondità sistemi gestionali anche di grandi dimensioni e non posso non pensare che se gli architetti di sistema si ispirassero un po' di più a Ford le cose potrebbero andare molto meglio.

La cosa è bizzarra perché la grande idea alla base della rete e del suo successo è proprio quella della standardizzazione, ma la cosa non ha preso piede in molte altre situazioni.  Spesso la gente non capisce che essere standard è come essere incinta, o ci sei o non ci sei, non ci sono mezze misure.

Ieri sera mi è venuta voglia di sfogliare questo basilare libro che ha cambiato il mio modo di vedere la programmazione e pensavo che chi non lo ha letto e chi non ha scritto almeno un programma in assembler non potrà mai essere un vero programmatore.





giovedì, dicembre 22, 2011

Untitled


Taken at Kempinski Hotel Corvinus

venerdì, dicembre 16, 2011

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Qualche esperimento...