lunedì, luglio 09, 2007

Attento al loggione caro Del Boca...


Leggendo questa sera il bel blog di Luca Conti sono rimasto basito: in una bizzarra dichiarazione Lorenzo Del Boca presidente dell'ordine dei giornalisti si lancia in una improbabile difesa del giornalista professionista (iscritto cioè a un ordine da molti ritenuto, giustamente a mio modo di vedere, anacronistico) nei confronti di quegli iconoclasti che qualcuno chiama blogger.

(ANSA) - TORINO, 7 LUG - ''Nel paese dei ciechi, chi ha un occhio sembra vedere in modo straordinario. Ricordiamoci che dove il conformismo e l'omologazione sono la regola e' facile che i blog vengano visti come il maggiore strumento di liberta' di stampa'': il presidente nazionale dell'Ordine dei giornalisti, Lorenzo Del Boca, non e' convinto la rete sia piu' libera rispetto ai media tradizionali, se non in quei Paesi dove non c'e' o e' molto scarsa la liberta' dell'informazione. Del Boca lo ha detto nell'ambito di un dibattito, ieri sera a Torino, sulla professione iornalistica e il futuro dei prodotti editoriali che ha preso spunto dal libro del giornalista Claudio Cerasuolo Paladini di Carta. ''A lungo andare - ha spiegato - illudersi che la liberta' sia nel cicaleccio della piazza resta un'illusione. Ci sono regole, scritte e non scritte, che restano immutate. I giornalisti devono essere testimoni dei fatti che raccontano e rimane buona norma non credere alla prima versione, ma interpellare piu' fonti. Nel rappresentarle poi bisogna saper usare equilibrio: in teatro il protagonista avra' piu' peso della comparsa e l'usciere meno di entrambi. Un blog invece rischia di scambiare i ruoli. Una notizia sbagliata puo' diventare una verita' mediatica''. I giornalisti - ha aggiunto - conquistano la liberta' ogni giorno attraverso la competenza, la conoscenza dei fatti.
(via Pandemia)

Le reazioni si sono fatte sentire e devo confessare che leggendole mi sono trovato d'accordo con tutte (cosa abbastanza rara):

Netturbino
Luca Mondini
Telcoeye
Manteblog
Piovono rane (Alessandro Gilioli)
Andreamartines
In the name of blog

Mi limito a qualche osservazione supplementare:

Afferma mr President:
A lungo andare - ha spiegato - illudersi che la liberta' sia nel cicaleccio della piazza resta un'illusione.
Questa frase è la più debole di tutte: utilizzare un termine in buona sostanza dispregiativo e minimizzante come cicaleggio testimonia una sostanziale debolezza. Chi è convinto delle proprie tesi non ha mai bisogno di portare attacchi puerili come questo!

Quello che impressiona di più nelle sue dichiarazioni è la visione piuttosto ridotta che sembra avere del giornalismo: un marziano che leggesse penserebbe che i nostri giornalisti si limitano alla ricerca ed alla pubblicazione di notizie, nessun accenno viene fatto all'idea che una delle fondamentali funzioni del giornalista è quella di commentare le notizie e dare interpretazioni, se così non fosse i giornali non avrebbero motivo di esistere, basterebbero le agenzie di stampa!

Afferma mr President:
Un blog invece rischia di scambiare i ruoli. Una notizia sbagliata puo' diventare una verita' mediatica
Questo signore deve vivere su Marte e va certamente giustificato perché deve essere arrivato sulla terra l'altro ieri. Questa è la sola spiegazione perché nessuno che viva sul nostro pianeta può pensare che il fatto di essere scritti da giornalisti professionisti mette al riparo i giornali dalla possibilità di scrivere notizie sbagliate che poi amplificate si trasformano in verità mediatiche. Il presidente dell'ordine dovrebbe vagamente conoscere il significato della parola "bufala"...

Essere completamente liberi e non pagati da nessuno mette poi al riparo da possibili condizionamenti. Sarà anche vero che ci sono editori illuminati che lasciano completamente liberi i loro giornalisti, ma criticare un grosso inserzionista può non essere sempre facile.

Mantellini ci ricorda che in una precedente uscita mr President ha affermato:
Sarebbe un grave errore. Nulla impedirebbe a un editore di mettere un posteggiatore a scrivere editoriali
Io vi chiedo: cosa mai impedisce oggi a un editore di chiedere un editoriale a chiunque? E' scritto forse da qualche parte che per scrivere su di un giornale si debba essere giornalisti professionisti (quanti tra quelli che scrivono su Nova sono professionisti) ? Non sa mr President che esiste un ordine dei pubblicisti che scrivono pur non essendo professionisti? Non sa mr President che una assurda ed anacronistica regola impedisce la iscrizione a due ordini professionali e che di conseguenza avvocati e ingegneri che scrivono non sono mai giornalisti? Ci sta dicendo che sono per questo meno affidabili?

Afferma mr President:
in teatro il protagonista avra' piu' peso della comparsa e l'usciere meno di entrambi
Qui c'è il rischio di una pericolosa sottovalutazione del problema. Noi, caro Lorenzo, non siamo i protagonisti, non siamo comparse e non siamo uscieri, noi siamo il loggione!

bob

2 commenti:

  1. Toh.
    Strano che il signor Del Boca non abbia mai letto questo : http://www.disinformazione.it/libertadistampa.htm

    Un gigante dai piedi d'argilla, il signor Del Boca...

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  2. Bel post.
    Si tratta sicuramente di un tema scottante, e che fa strizzare il ... a non poche testate e giornalisti.
    Ma come rilevi giustamente tu, non dimentichiamo che la 'levatura' e l'affidabilità autoriale di un pezzo stanno anche in una competenza che dalle parole di un pezzo in genere trapela, così come da altri indizi, Inoltre, l'abbondanza delle fonti può essere un buon incentivo al confronto critico.
    Una persona interessata a un argomento che legge online qualcosa di pertinente, avrà poi tanto più la capacità di capire se si trova davanti a una notizia degna di attenzione o meno.
    Ci sono poi tutta una serie di fattori per decidere dell'affidabilità di un blog, come di altre pubblicazioni online (feedback e commenti, comunità di lettori, ecc).

    Il cicaleccio c'è, c'è sempre stato e ci sarà sempre, quello della blogosfera è solo una sua nuova forma, ma la Fama come figura mitica alata che porta con la rapidità delle sue ali le 'Voci', buone o cattive esse siano, esiste da tempi immemori.
    Una sua nuova incarnazione digitale non toglie potere di discernimento alla gente, che resta inoltre libera di farsi incantare anche da carta stampata pessima.

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