lunedì, ottobre 15, 2007

Nostalgia dei MEMO!

("La menzogna è un processo?"-"Se fai abbastanza slide può esserlo")

C'erano tempi umani e felici nei quali chi faceva una presentazione o una lezione si alzava davanti a voi, parlava facendo un discorso come un normale umano farebbe e al bisogno andava alla lavagna per un disegno o per rafforzare un concetto scrivendo poche parole che voleva mettere come punti fermi nel suo ragionamento.

Qualcuno usava semplici diapositive, ma la cosa era molto costosa e di conseguenza rara: l'oratore cominciava ad assumere un aspetto da androide per quel "next slide please" che pronunciava a cadenza fissa.

Le slide in acetato trasparente permisero al presentatore di gestire da solo il cambio delle immagini: cominciava l'era degli oratori dal volto spettrale illuminato dal basso dal fascio della alogena. Non tutti hanno una bella scrittura e non tutti sanno disegnare... e si vedeva.

Poi venne Powerpoint!

Da quel momento l'umano non è che un accessorio alla presentazione, tutto comincia con il collegamento del portatile al proiettore, al primo colpo di solito non funziona, arriva il tecnico, si fa qualche battuta oramai un poco stantia sulla tecnologia che non ti aiuta mai e si parte solo dopo avere esaurito questa bizzarra liturgia. Sembra che partire senza slide sia diventato pressoché impossibile!

Tutta una storia parallela la hanno avuta i puntatori: sugli acetati si appoggiava la matita, ma i più "fighi" avevano la manina semitrasparente, qualcuno preferiva la stanghetta tipo frustino da ufficialetto di cavalleria, poi sono venuti i puntatori laser e ci siamo messi ad inseguire velocissimi pallini rossi. Io mi chiedo una cosa. Stai parlando di un certo argomento, se tutto va bene sei davanti alla slide che corrisponde proprio a quell'argomento: se perché la platea capisca dove sei ci vuole un puntatore non ti viene il dubbio che ci sia qualche cosa di sbagliato nella tua presentazione?

Non c'è oramai conferenza stampa che non cominci annunciando alla platea che nella chiavetta USB che è stata distribuita troverò tutta la presentazione. Grazie per la chiavetta che è sempre utile, ma vorrei tanto ricevere anche un bel documento scritto e con una struttura logica.

Distribuire la presentazione senza note aggiuntive, pratica questa offerta da Powerpoint, ma quasi mai usata, non ha senso perché i casi sono due:

1) La presentazione è stata pessima perché fatta con slide zeppe di parole praticamente solo lette, ed allora me la potevano mandare senza che mi dovessi muovere per andarla ad ascoltare.

2) La presentazione è stata bella, molte slide con solo immagini, la maggior parte delle slide con massimo cinque parole e belle immagini, pochissime slide con elenchi puntati, NESSUNA slide con testi che abbia un senso leggere come fosse un documento ed allora bella la presentazione, ma totalmente inutili le slide da sole!

C'è anche di peggio: le slide Powerpoint tendono spesso a sostituire completamente i documenti, mi è successo addirittura di avere a che fare con clienti che mi passavano le specifiche dei programmi da realizzare sotto forma di criptiche slide.

Credo che si sia perso il senso del processo. Se devo fare una presentazione o una lezione personalmente comincio sempre con una mind map, poi scrivo un testo e solo alla fine costruisco le slide che servono solo, come serviva la lavagna una volta, a sostenere i punti più importanti del discorso, a evocare stati d'animo e ad attirare la attenzione su concetti cardine.

Se poi voglio distribuire la presentazione allora lo faccio sotto forma di filmato evitando di usare quelli, quasi sempre pessime, riprese durante l'evento, ma avendo cura di rifarle "in studio". Chi voglia vedere di cosa parlo può andare su Youtube dove ci sono le presentazioni che ho fatto allo Zenacamp 2007 sulla Usabilità e al Femcamp 2007 sulla Economia del dono.

All'inizio della mia cariera non avrei mai osato presentarmi a una riunione senza un "memo" nelle mie mani, oggi la gente non osa presentarsi senza una chiavetta zeppa di slide, ma non credo sia un bene.

bob

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