martedì, aprile 15, 2008

XP come lo Z80?

Era il luglio del 1976, Federico Faggin, uno dei due ideatori e progettisti in Intel del primissimo microprocessore, aveva lasciato Intel ed aveva fondato Zilog da pochi anni ed era pronto a lanciare un nuovo micro, lo Z80.

Ricordo la presentazione e la geniale semplicità della macchina che oggi fa forse un poco sorridere, ma che ha permesso un vero passo avanti nella applicazione di questo nuovo tipo di oggetto che tanto avrebbe cambiato la vita di tutti noi.

La cosa interessante nella storia dello Z80 è che di fatto non è mai morto: le maschere sono oramai più che ammortizzate, esiste una amplissima scelta di strumenti di sviluppo ed è una macchina solida e affidabile. In molti dei sistemi che contengono un micro di controllo quel micro è ancora oggi uno Z80, a più di trenta anni dal suo lancio!

Microsoft l'altro giorno ha annunciato la continuazione per molti anni della distribuzione e del supporto di XP per permettere la installazione di questo sistema operativo sugli ultraportatili.

Queste macchinette nelle quali nessuno credeva stanno avendo un successo che non sembra proprio essere un fuoco di paglia. Personalmente credo che sia più che giustificato, io ho sempre con me il mio Asus EEE che non ha sostituito certo le macchine che uso di solito, ma si è affiancata ed ha completamente sostituito il PDA che usavo prima.

Le motivazioni di Microsoft sono in queste circostanze abbastanza chiare: Vista con la sua filosofia architetturale non potrà certo mai girare su macchine del genere, la alternativa è Linux ed allora meglio mantenere in vita XP.

Se la cosa durerà potrebbe essere una grande novità per Bill Gates che lascerebbe la sua filosofia di un sistema operativo offerto dopo l'altro in sostituzione, ma porterebbe a una sostanziale convivenza di diversi sistemi nella stessa offerta. Certo anche Vista ha diverse versioni, ma si tratta di offerte più o meno complete sullo stesso kernel.

bob

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