martedì, febbraio 03, 2009

Fare peggio dei giornali...


Da tempo ho cancellato dal mio lettore di lettore i blog che mandano nel feed pubblicità e ho tenuto tra quelli che mandano nel feed il testo incompleto solo se sono per me straordinariamente interessante anche se ne penso molto male.

Questa mattina ho cancellato tutti i blog della famiglia OneBlog .

Questa idea di mettere thread solo nei link che portano non al blog, ma direttamente sul sito dello sponsor mi pare demenziale, è come se un giornale mi mandasse ogni tanto una edizione fatta di sola pubblicità.

Quattro messaggi pubblicitari su sei thread francamente mi pare una follia.

Quello che stupisce è il fatto che chi questa pubblicità paga non si renda conto di quanto possa essere controproducente una cosa tanto fastidiosa per l'immagine dello sponsor.

bob

PS anonimi risparmiatevi il solito ribollito messaggio "se ne faranno una ragione", lo so benissimo che essere o non essere letti da me è del tutto irrilevante, voglio solo esprimere una idea sul fenomeno.

10 commenti:

  1. Oh, finalmente qualcosa da controbattere! Per una volta mi trovo in disaccordo con te :)

    1. Perchè è impossibile paragonare un blog ed un giornale. Nessun giornale ti manda tante edizioni assieme e, soprattutto, nessun giornale te le manda gratis. Mettiamola in un altro modo: hai aperto la cassettina della posta e ti sei trovato 2 giornali gratuiti e 4 volantini. E le cose erano peraltro molto ben distinguibili. Beh, a mio avviso la cosa positiva è nei due giornali gratuiti a questo punto, mentre dei volantini potrai farne ciò che meglio preferisci

    2. La proporzione di 4 su 6 è decisamente ingenerosa perchè, come si vede dai messaggi, hai preso un momento particolare nel quale il blog andava in pausa per la sosta di fine anno. Nel mio feedreader quel passaggio se ne è andato piuttosto rapidamente ed è rimasto il feed tradizionale, privo di pubblicità.

    3. La Rete intera si basa sulla pubblicità. E come sempre il tutto è frutto di un compromesso, di un patto silente tra editore e lettore: caro lettore, accetta la pubblicità e io ti offrirò un contenuto gratuito. In questo preciso momento, soprattutto, la pubblicità è del tutto fondamentale perchè permette ad un sistema fragile di stare in piedi e di continuare a sfidare l'editoria. Il giorno in cui il sistema non si reggerà più, la cassetta della posta sarà senza volantini e senza giornali gratuiti. Sarà meglio o sarà peggio? Ognuno la veda come ritiene utile.

    Detto questo, continuerò a leggere questo blog anche se un giorno dovessi trovarmi un po' di pubblicità. Penserò che Dadda ha voluto monetizzare la bontà dei propri contenuti e riterrò giusta la cosa, lo vedrò come un accettabile compromesso. E se nel feed non ci sarà il testo intero cliccherò, perchè non pretendo assieme l'uovo e la gallina: mi basta uno dei due, un click lo spenderò volentieri.

    Ps. sono queste considerazioni personali, fatte da utente comunque impegnato nella stessa famiglia di oneBlog. Conosco da vicino le dinamiche che reggono il sistema ed apprezzo il modo in cui vengono formulate, sempre con estrema attenzione. Per questo mi permetto una piccola arringa difensiva: perchè so che fanno le cose per bene. Tutto ciò fermo restando il fatto che è bello e giusto che si possa discutere anche di queste cose. Anche perchè di blog professionali con feed intero e nessuna pubblicità non potremo parlare mai: se la professionalità non è retribuita, la chiusura è giocoforza la conclusione ovvia della storia.

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  2. Roberto, sai quale è la cosa triste? Che chi vende quegli spazi pubblicitari fa di tutto per mantere il cliente nell'ignoranza, per non spiegargli le dinamiche di fruizione del mezzo, farcendo i propri discorsi di soli numeri, cifre, click through, ecc.

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  3. Un po' di pubblicità non è grave, ma non bisogna esagerare, in particolare come il 30 gennaio (quando credo che Roberto abbia perso la pazienza) e non a fine anno, nel giro di poco tempo tutti i blog della famiglia oneBlog a cui sono abbonato hanno mandato la stessa identica pubblicità (quella in cima alla lista dell'immagine riportata nell'articolo).

    In tali situazioni capisco un comportamento un po' radicale come quello di abbandonare la loro lettura.
    Per fare il confronto con la vita "reale" sarebbe come trovarsi una decina di volte lo stesso volantina nella bucalettere, consegnato da gente diversa.

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  4. Approvo totalmente l'atteggiamento assunto dal Sig. Dadda; e come dargli torto?
    Il principale fine della pubblicità, è quello di attirare a sè un eventuale acquirente.
    Il principale fine di chi espone pubblicità nel web, è quello di accumulare impression.
    Le due cose sono palesemente in contrasto, e chi naviga tutti i giorni, non può negare di essere infastidito da molti tipi di pubblicità (invasiva, dinamica, pre-apertura, e via feed, come scritto nel post).

    L'atteggiamento e le scelte di chi naviga sono fondamentali. Anche io solitamente evito i siti ed i servizi che non rispettano il visitatore, e lo tartassano di banner e spot... Fosse un atteggiamento comune, questo genere di siti e servizi, avrebbero davvero vita breve...

    Maurizio

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  5. No, un po' di pubblicità non è grave di per sé, anche se (sono abbonato ad un paio di loro feed) mi risulta a tratti "fastidiosa" - almeno mettessero del contenuto e poi sotto il banner, forse l'accetterei di più.

    Solo che se il fenomeno "elementi del feed di sola pubblicità" prendesse piede con maggior intensità (magari anche da parte di singoli blog non associati a nessun network) la cosa inizierebbe a farsi veramente poco sopportabile.

    E' vero: essere o non essere letti da te è per loro praticamente irrilevante, ma se in tanti cominciassero ad esprimere dubbi e dissensi sul fenomeno..

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  6. Il tuo feed riporta i post al completo, però i post vengo sempre a leggerli sul tuo sito, perché mi interessa leggere anche i commenti.

    Il feed lo apprezzo più che altro perché mi avvisa che è stato scritto qualcosa di nuovo, senza dovere fare ogni giorno il giro dei siti che seguo.

    Oltretutto uso un feed reader a frame (mi piace l'impostazione del vecchio "Agent" - il newsreader), e leggere l'articolo sul tuo sito mi permette di farlo a pagina intera.

    Tra parentesi se hai dei prodotti da consigliare e che apprezzi, la cosa mi interesserebbe.

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  7. Non volevo intervenire ma leggo tante inesattezze quindi non posso che rispondere.

    Innanzitutto mi presento, sono il responsabile del network oneBlog.

    Personalmente non amo la pubblicità e penso che sporchi profondamente il contenuto e distragga l'utente, facendoci perdere anche ottimi visitatori.

    Premesso ciò però non posso affermare che la pubblicità non sia utile. Probabilmente qualcuno lavora nell'editoria e già conosce ciò che sto dicendo, per altri suonerà nuovo.

    Il gruppo HTML, di cui oneBlog fa parte, ha 40 persone che lavorano in redazione, me compreso, inoltre, facendo contenuti di qualità (e non penso che questo sia in discussione), ha dei collaboratori che nella maggior parte dei casi sono professionisti, o comunque sono degli ottimi conoscitori della materia che trattano.

    Immagino che tutti siamo d'accordo sul fatto che nessuno lavora gratis e sappiamo benissimo che a differenza dell'editoria offline (dove c'è l'introito edicola, seppur minimo, e l'introito "sovvenzioni statali" per la maggior parte degli editori), l'online ha l'unico ingresso chiamato "pubblicità".

    Passando ai numeri, come detto, ci sono 40 persone in redazione e per il solo oneBlog pubblichiamo oltre 2.000 post al mese, scritti da più di 200 collaboratori, quindi, rapidamente, ci sono 240 persone che vengono pagate (chi più, chi meno) da quella pubblicità "sgradevole".

    Grazie alla pubblicità, l'utente finale, quello che sta davanti al PC, non paga un centesimo per leggere informazioni che lo faranno certamente crescere e aggiornare.

    Detto ciò, siamo veramente sicuri di non voler spendere un secondo in più davanti un banner o un click in più per scartare una pubblicità? Siamo veramente sicuri che questo sistema non funziona? Meglio pagare per avere le informazioni?

    Io penso di conoscere le risposte e se mi sbaglio siamo pronti a inviare oneBlog in edicola, prima uscita 1 euro e 99, dalla seconda 5 euro e 90... (senza pubblicità all'interno).

    Vorrei far notare, per dovere di cronaca, come sia stato preso nell'immagine il feed di oneBlog.it, sito istituzionale (vetrina), dove c'è un aggiornamento ogni due mesi, quindi chi è iscritto da parecchio tempo ha accumulato un po' di pubblicità. Lo stesso non succede su altri blog, dove ci sono 5/6 aggiornamenti quotidiani, quindi una pubblicità scompare nel giro di un giorno.

    Infine, altra cosa che vorrei far notare è che è chiaramente scritto "Sponsor:", quindi l'utente non viene ingannato, sa perfettamente che si tratta di una pubblicità. Cosa diversa invece sarebbe "Tra parentesi se hai dei prodotti da consigliare e che apprezzi, la cosa mi interesserebbe"... questa è pubblicità ingannevole, se consigli solo perché sei pagato, e non lo dici, sei legalmente punibile.

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  8. Gentile Signor Tassone,
    la questione è un tantino più delicata del semplice "chiudere un occhio", in forza di un bene maggiore, (l'informazione gratuita).

    E dico delicata, pensando alle redazioni come la vostra, che necessitano della pubblicità per vivere, ma necessitano ancor più di utenti che consultino quelle pubblicità, altrimenti inutili.

    Allora la giusta osservazione, non ruota sulla gratuità degli articoli che pubblicate, o sul "minaccioso" spauracchio del passare alla carta stampata o meno...

    Il discorso si riduce alla necessità (per voi stessi), di aver maggiore cura di chi utilizza e sostiene i vostri servizi ed i vostri introiti, che pubblicità eccessivamente invasive (come quelle dei feed citate in questo post, o delle pubblicità per-apertura dei quotidiani online), possono portare a scegliere altre fonti, magari meno precise e fornite, ma pur sempre gratuite.

    E' solo questione di tempo, e di altri post che, come questo, abbiano la volontà di sensibilizzare sull'argomento, già molto sentito e discusso tra i navigatori.

    Sinceramente dedicherei maggiore attenzione a questi aspetti, pur essendo consapevole che nella maggior parte dei casi, si cede all'opportunità di maggiori introiti, senza farsi troppe domande.

    Maurizio

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  9. Sono abbastanza d'accordo con gli interventi di tutti e credo sia un argomento da approfondire, leggendo i commenti di qualcuno e soprattutto da quello di Tassone mi sono accorto di non essermi spiegato bene: la mia critica non è rivolta alla pubblicità in genere, ci mancherebbe altro, ma a quel modo secondo me stupido e invasivo di farla.

    @Tassone: Orazio cominci dicendo che hai trovato imprecisioni, ma poi non ne citi nemmeno una, te le sei scordate?

    La lezioncina sulla pubblicità che paga le attività editoriale è interessante, ma credo piuttosto ritrita, oramai tutti lo sanno e tra l'altro non vale solo per l'online, ma per tutti i giornali il cui prezzo di copertina paga solo parte delle spese vive.

    Come dicevo critico non la pubblicità (io stesso gestisco il blog di PCMagazine che ha banner) in genere, ma il modo di farla che mi pare molto poco intelligente: mettere solo nel feed un finto post che nel blog non c'è e che porta direttamente, senza che tu te ne possa accorgere prima perché è un post apparentemente come gli altri, nel sito del fornitore è molto fastidioso. Basta comperare un libro a caso sulla usabilità per leggere che portare un lettore in un altro sito senza che lui lo sappia è una forma di maleducazione e un contributo a uccidere la chiarezza della navigazione.

    La mia critica non è del resto a voi, se trovate qualche sprovveduto che paga fate benissimo, la mia critica è a chi paga quella pubblicità a mio modo di vedere controproducente.

    Del resto è oramai cosa nota: la pubblicità che ha un senso in rete è quella contestualizzata (la cosa vale in parte anche per i giornali che non pubblicizzano preservativi sulla rivista "Sarò madre" o tettarelle su "Alla scoperta dell'anticoncezionale perfetto") e presto esattamente come si è sviluppata la cecità ai banner (chi li guarda più?) si svilupperà, se disgraziatamente la vostra dovesse diventare una abitudine, la cecità a tutto quello che segue la parola "Sponsor".

    Alla fine del tuo intervento dichiari che non si tratta di pubblicità ingannevole, ma chi lo hai mai nemmeno insinuato? Excusatio non petita?

    Sulla qualità dei blog non vi è dubbio che sia per la massima parte buona con una forte caduta su quello che dedicate al Vintage e che mi interesserebbe in modo particolare.

    Ricorderai che ho mosso alcuno documentatissime critiche alla quali ho avuto risposte un poco bizzarre. Quando a fronte di una serie di imprecisioni sulla storia dei primi calcolatori mi avete citato come fonti Il corriere della sera e mi pare Repubblica ho capito che non valeva la pena continuare a leggerlo ed è un peccato perché l'iniziativa è bella.

    bob

    PS Io ho messo quella pagina perché quella mattina leggevo ancora i vostri blog e quella mi sono trovato davanti, stamattina quello sul vintage ha 4 sponsor su 11 post, non pochi mi pare! Pochissimi giornali arrivano a sfiorare questo tetto visto che del tra l'altro la legge vieta più del 50% in giornali gratuiti.

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  10. @Roberto: ma parliamo dei feed?

    Questi per intenderci?

    http://feeds2.feedburner.com/oneVintage

    Onestamente vedo una sola pubblicità su 20 post. Non ho capito a cosa ti riferisci con 4 su 11 (chiedo scusa se ho capito male).

    Il riferimento della pubblicità ingannevole era per "Espressione regolare", infatti ho riportato tra virgolette un pezzo del suo commento.

    Le imprecisioni?

    -Riportare, nell'immagine, dei feed risalenti a Novembre, non mettere per esempio un blog dove c'è una sola pubblicità su 20 post (e si tratta di 26 su 27);
    -il commento di Smeerch che è palesemente errato, visto che è il "cliente" che chiede i feed;
    -il fine di chi espone pubblicità non è solo quello di accumulare impression (come più volte ribadito), sarebbe un suicidio avere milioni di impression con un CTR vicino allo zero.

    Infine vorrei concludere dicendo che il mio intervento precedente non voleva essere uno spauracchio ma una provocazione.

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