lunedì, novembre 15, 2010

Paola, lo sciopero della fame e la blogosfera.


L'altra sera è scoppiato il caso Paola Caruso, una precaria del Corriere che esasperata ha deciso di lanciarsi in una protesta gandiana, sciopero della fame e della sete.

Sono intervenuto più volte perché ci tenevo che Paola fosse ben conscia del fatto che uno sciopero della fame può essere condotto per molti giorni senza gravi problemi, uno sciopero della sete può provocare in pochissimi giorni danni gravi e potenzialmente irreversibili. L'insistenza degli amici ha avuto successo, lo sciopero della sete è rientrato e credo che la cosa si presti a qualche riflessione.

La situazione di Paola

Non la ridescrivo perché la trovate in rete, il problema è che le informazioni sono veramente poche e che per quelle poche che si hanno non è per nulla chiara.

La stragrande maggioranza del mondo della rete sembra convinta che si tratti della violazione di un diritto, ma non è così. Paola può certo lamentare, se le cose stanno come dice, di avere avuto sette anni di riconferma di un contratto che non può essere rinnovato per tutto quel tempo, per legge. Io non conosco il contratto dei giornalisti, ma so per esperienza diretta di una delle società dove ho lavorato che una cosa del genere portata in tribunale viene sempre sanzionata a favore del lavoratore. Mi sembra stranissimo che l'ufficio legale del Corriere cada in trappole tanto conosciute, ma tutto può succedere.

Il fatto che abbiano dato un contratto a termine leggermente migliore a un altro non ha in questa storia nessuna rilevanza: in un regime di libero mercato e libera imprenditoria ognuno in una azienda privata assume giustamente chi vuole. Persino nei primi anni della mia carriera quando c'erano le liste di collocamento e si veniva assunti in base alla priorità di iscrizione a quelle io sono stato sempre assunto con chiamata nominativa perché mentre un portiere o un manovale vale un altro un ingegnere non vale un altro e tanto meno un giornalista.

Mi sembra di capire tra l'altro che il contratto di Paola non sia stato cancellato, a questo punto lo scipero della fame a me non sembra una mossa logica, ma questo è un parere assolutamente personale.

La "blogosfera"

L'altra sera ho avuto modo di osservare in tempo reale la reazione di questo strano piccolissimo mondo a cavallo tra il blog e il social e devo dire che la reazione è stata interessante.

La blogosfera ha dimostrato innanzitutto innanzitutto un marcato effetto a metà tra Robin Hood e don Chisciotte: la maggior parte delle persone sono state prontissime a partire lancia in resta contro il più grande e il più potente senza quasi nulla sapere dei reali termini della situazione.

La blogosfera ha parole trigger che la fanno saltare in aria a menare pugni al vento come un pugile suonato al suono della campanella del ring: una di queste parole è precario, molto probabilmente perché per questioni di età media qui i precari sono moltissimi.

La blogosfera ha dato un ennesimo esempio della sua assoluta autoreferenzialità: quando i precari della scuola facevano lo sciopero della fame la reazione fu insignificante, qui la cosa è montata come una panna perché si toccava una di noi.

La blogosfera ha una percezione della sua numerosità e incisività assolutamente alterata: qualcuno proponeva di non comperare più il Corriere e sembrava credesse davvero che la cosa potesse essere minimamente fastidiosa per il Corriere stesso.

Leggendo Mafe su FriendFeed mi viene anche da dire che la blogosfera pecca un poco di coerenza: http://ff.im/tLKmt

bob

3 commenti:

  1. Dai Roberto, ancora a parlare di blogosfera dei 4 gatti? Di QUALE blogosfera parli tu? E' la sindrome di number: hai più di 150 amici, si sono tantissimi, sempre di più e magari credi che online siano tutti così socievoli come te.

    Non è così. Hai commesso anche tu lo stesso errore nel parlare di autoreferenzialità: che ne sai che tra i blog non si è parlato o fatto qualcosa per altri precari o situazioni simili?
    Nei tuoi discorsi ,i pare un tema di essere tornati indietro di almneno 4 anni con la differenza che questa volta non ci sono solo giornalisti che scrivono blog ma anche operai: http://www.isoladeicassintegrati.com/

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  2. @roberto: Be' non è che tutti quelli che sono nella blogosfera fanno solo i giornalisti, però. Io sono una normalissima insegnante. E la situazione dei precari della scuola la conosco bene, per esempio.

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  3. Giornalismo ... il solito problema, chiacchere, chiacchere, e niente di interessante alla fine :-)

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