martedì, gennaio 08, 2008

Misurare l'immisurabile... e il peggio è che qualcuno poi ci crede!


Ho passato i giorni di capodanno a Berlino, una festa intima alla porta di Brandeburgo con un milione e mezzo di persone ed ho usato la rete solo per cercare luoghi e ristoranti interessanti.

Questo capodanno ha per me un valore particolare perché dal primo gennaio lascio la società e sono tecnicamente un pre-pensionato. Mi dedicherò di più e meglio ai miei studenti in università, a scrivere sulle riviste e a fare quello che mi interessa, ma la cosa, dopo più di trent'anni di aziende, fa un certo effetto.

Tornato a Milano ho attivato il mio Google Reader per vedere cosa era successo nei blog ed ho trovato una gran baraonda introno a Blogbabel ed ai meccanismi che ne generano le classifiche.

Ho passato qualche ora a rileggere la marea di post e di commenti che si sono scatenati a seguito dei post dove gli editor di blogbabel annunciavano la modifica dell'algoritmo, e questa mi pare una cosa giusta, e stigmatizzavano in modo spesso violento ed offensivo un certo uso dei blog, e questa no, a me non pare una cosa giusta.

Che cosa è una classifica? Una classifica mette in ordine un certo numero di oggetti sulla base di un valore comune misurato e calcolato.

Mi viene in mente l'esame di Teoria e pratica delle misure, croce e delizia del terzo anno del Politecnico per gli ingegneri chimici come me.

La prima cosa da fare quando si pensa di misurare qualche cosa è decidere con una certa precisione che cosa si vuole misurare. Il secondo passo è verificare che sia possibile misurarlo, il terzo è quello di ideare un metodo di misura che alteri il meno possibile la grandezza che si va a misurare.

Che cosa misuriamo?

Già qui le cose si complicano un poco: in buona sostanza vogliamo misurare l'importanza di un blog, un concetto impalpabile, multiforme ed estremamente soggettivo.

Technorati parla di "autorevolezza", ma il termine è assolutamente sbagliato perché tra essere indicati in un link ed essere autorevoli c'è un abisso tanto è vero che quando qualche anno fa con grande fierezza vennero presentati i risultati delle sue analisi tra i primi blog italiani c'era Sette in condotta, quello che riporta le note che i professori scrivono quando gli alunni si comportano male e le giustificazioni degli alunni: la sola idea di legare il termine autorevolezza a questo tipo di cose fa solo sorridere per la sua surreale comicità.

Blogbabel parla di "capacità di generare discussioni" una espressione che meglio rappresenta una classifica in buona sostanza basata sui link, ma che comunque non misura che in modo molto parziale la importanza di un blog nella blogosfera. In realtà la generazione di discussioni non è solo legata ai link: una parte molto rilevante della discussione può essere per esempio nei commenti e di questo non si tiene, mi sembra, alcun conto. I link non sono poi tutti uguali e tutti ugualmente significativi e questo rende una classifica basata sui soli link, pur con tutte le correzioni possibili, molto poco significativa.

E' possibile una misura?

No, comunque mettiamo le cose la misura della bontà o della importanza di un blog non è possibile. Del resto se andate nelle FAQ di Blogbabel troviamo una indicazione precisa della cosa: la classifica aggregata non è attendibile, lo sono quelle specifiche che indicano parametri oggettivi come per esempio i link in ingresso negli ultimi trenta giorni.

Del resto in questo tipo di misura anche dove, come nei giornali, è possibile una misura oggettiva come il numero di copie vendute il significato della cosa va pi comunque e sempre valutato, le vendite sono vendite, la autorevolezza e la incisività di un giornale sono un'altra cosa. TV Sorrisi e canzoni vende molto più dell'Espresso...

E' possibile una misura che non alteri il fenomeno?

Questo è un grosso problema delle misure in generale, in caso di fenomeni sociali come questo la risposta è anche qui no. Molti sono interessati alla classifica, tutti la guardano e consciamente o inconsciamente chiunque la guardi rischia di aggiustare il suo modo di fare il blog per guadagnare visibilità. La cosa è naturale perché di fatto tutti scriviamo per essere letti.

Il vero problema è che qualcuno poi ci crede pure.

Il vero problema nasce dal fatto che quando qualcuno parla o scrive di blog si dimentica di tutte queste limitazioni e prende banalmente i primi dieci blog nella classifica aggregata, dichiarata inattendibile dagli stessi che la fanno, e definisce quelli i blog più importanti nel nostro paese.

Non so bene se sia ignoranza o disattenzione, ma i giornalisti ci cascano tutti, persino quelli di Nova24 che dovrebbero essere in questo caso un tantino più esperti degli altri.

Del resto è un fenomeno che si riscontra anche nella ricerca scientifica: si ha bisogno di una misura, si scopre che non è possibile, se ne realizza un'altra simile e si traggono conclusioni, quasi sempre sbagliate, facendo finta che la grandezza misurata sia quella giusta.

Quello che conta è il fenomeno, non la sua misura!

Illuminante è stata la lettura di un post nel blog di Enrica e in particolare del commento nel quale rispondendo a un commento molto condivisibile di Alberto D'Ottavi dice:

il punto è che BB è referenziale anche e soprattutto per aziende e giornali, è un gioco sempre più serio, e allora dei codici di condotta ci vogliono per tutti.
Qui sta l'errore!

Non capisco bene l'uso del termine referenziale, ma mi sembra di interpretare che voglia dire che la classifica diventa sempre più punto di riferimento per aziende e giornali.

Mi sembra che si stia facendo un poco di confusione: l'importante è il fenomeno, non la sua misura, pretendere che qualcuno che si diverte a fare alberelli o calici sul proprio blog smetta solo perché a qualcuno serve una misura senza i sui giochini è semplicemente demenziale: nella rete che viene dal basso c'è libertà, nel mio blog faccio quello che mi pare e l'unico codice di comportamento che io mi impongo è di natura etica.

Le aziende e i giornali non riescono a misurare come vogliono loro?

Per parafrasare Sordi: "E chi se ne frega non ce lo metti?".

bob

8 commenti:

  1. Caro Bob, circa un anno fa mi sono beccato un po di sberleffi dalle persone di blogbabel perchè avevo scritto cose simili a quello che dici tu. Se hai tempo, leggi nell'ordine questi post e soprattutto i commenti.

    Ciao, Alfonso

    http://www.alfonsofuggetta.org/?p=1036

    http://www.alfonsofuggetta.org/?p=1038

    http://www.alfonsofuggetta.org/?p=1041

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  2. Molto meno "professionalmente" di Alfonso, ma una domanda simile me l'ero posta anche io:
    http://blog.felter.it/2007/07/normalmente-scrivo-su-questo-blog.html

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  3. Quello che dici è assolutamente ragionevole e totalmente condivisibile. Ma il fattore scatenante di tutto questo casino è stato, appunto, la mancanza di ragionevolezza ;-)

    Spero tanto che si volti pagina e si passi ad altro.

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  4. Bob,

    intanto doppi auguri, per l'anno nuovo e per le tue novità personali :)

    idem: sottoscrivo in pieno, non potevi trovare parole più azzeccate.

    e hai colto una frase cruciale da enrica: quella spiega tutto. quando l'ho letta non volevo crederci

    purtroppo, invece, non posso essere d'accordo con il commento di gaspar qua sopra. di questa cosa bisogna parlare ancora, e parecchio

    salutone

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  5. La riflessione di Enrica (stesso concetto che ho voluto esprimere io) é l'unico punto importante che merita di essere tenuto in considerazione: fintanto che un inserzionista o un investitore terrà in considerazione blogbabel come fonte di una classificazione valida, i blogger dovranno "tener d'occhio" metodi e criteri di gestione della classifica.

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  6. Oh cielo, gli investitori...
    Me lo ero dimenticato.

    Se qualcuno volesse investire su bb deve ritenerla affidabile...

    L'unico investitore del mio blog sono io. Per sempre.

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  7. Ci sono sempre stati molti problemi metodologici su quella classifica e condivido con Alfonso e con i tanti che hanno osato sollevare dubbi o far notare bug evidenti un trattamento a dir poco scortese da parte dei classificanti. :)

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  8. Mi sembra che siamo abbastanza d'accordo, sarebbe bello nascesse un dibattito un po' meno nervoso anche con chi, devo dire con grande sforzo, la classifica la fa sulla sua attendibilità e soprattutto sulla logica con la quale viene usata per gestire le iniziative imprenditoriali legate alla blogosfera.

    Del resto tutti sembrano d'accordo sulla sua inattendibilità, ma poi alla fine quando una rivista o un giornale pubblica l'elenco dei dieci blog più importanti nessuno dice nulla.

    @marco cattaneo: io francamente degli investitori e degli inserzionisti me ne frego perché non scrivo per denaro, ma perché mi diverte e mi piace entrare in contatto con persone che non conosco e che sono interessate a quello che dico o penso. Comunque anche per chi è interessato vale il concetto della non chiarezza del "valore" misurato e della sostanziale inattendibilità.

    bob

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