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sabato, luglio 25, 2009

Quando la preocupazione sulla privacy diventa paranoia...


Questa mattina scorrendo i post nel mio aggregatore ho trovato un post di Mantellini che segnalava un invito della Electronic Frontier Foundation: mandiamo una lettera a Google per segnalare che non ci piace che quando navighiamo in Google Libri vengano raccolte informazioni sui volumi ai quali siamo interessati.

In un primo momento la cosa mi è piaciuta e stavo per mandare anch'io la mia email, ma poi ci ho pensato un poco ed ho capito che ero stato colpito anch'io dalla sindrome del pugile suonato della quale ho parlato qualche giorno fa.

In primo luogo ho pensato che se fossi al posto di Google risponderei "caro signore si tratta di un servizio gratuito e nessuno la obbliga a usarlo, lo cancelli dal suo elenco dei preferiti, le assicuro che ce ne faremo una ragione".

Ragionandoci bene viene fuori che io affido a Google tutta la mia posta e i relativi allegati, il mio calendario, l'elenco dei miei contatti e le mie ricerche in rete e mi dovrei fare un problema perché registra i libri che vado a consultare?

La cosa ha del paranoico.

Ma perché mai, infine, ce la prendiamo con Google che ci vede su Google Libri come utenti non identificabili e poi tranquillamente comperiamo da Amazon che ci chiede di identificarci con la nostra carta di credito senza farci alcun problema?

bob

Qualche esperimento...