Pessimi consigli...
Questa mattina sentendo dire alla radio che eco avrebbe consigliato come metodo per combattere lo spam una risposta da parte di tutti gli "spammati" con una email allegando una copia della Divina commedia sono rimasto un poco stupito.
Rispondere allo spam è la peggior tattica immaginabile: una risposta equivale alla dichiarazione di esistenza in vita della casella e si rischia di essere passati nella lista delle mail che più vale la pena spammare.
L'invio della Divina Commedia, che peraltro è un file relativamente piccolo nell'ordine del MB, si potrebbe pensare a qualche cosa di molto più grande, ma comunque la cosa non avrebbe alcun effetto sulla casella dello spammer perché gli allegati verrebbero rigettati senza nemmeno essere scaricati, ma potrebbe avere, se l'improvvido consiglio fosse seguito da molti, un effetto devastante sulla rete.
Molto più logica la proposta di un francobollo del prezzo assolutamente simbolico, diciamo un centesimo di euro, che non porterebbe significativa spesa per gli utenti, ma che eviterebbe gli invii massicci caratteristici dello spam. Il tempo che passo a cancellare lo spam e a recuperare la posta buona che finisce sotto la mannaia del mio antispam vale certamente più di qualche decina di euro l'anno.
I problemi che sorgono sono due: chi raccoglie ilprezzo del francobollo e dove va questo denaro.
Io penso che lo potrebbe fare il provider che potrebbe per il servizio trattenerne una percentuale versando il resto a una Onlus scelta dall'utente, una specie di 5 per mille della rete.
bob


