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mercoledì, aprile 04, 2007

Ritalia, quali risultati aspettarsi?


Complici giorni un poco convulsi ho avuto dopo il RitaliaCamp più tempo per pensare che per leggere e scrivere. Ieri sera mi sono fatto una scorpacciata di reazioni, di idee e di commenti.

La domanda alla quale credo sia basilare dare una risposta prima di buttarsi a capofitto a scrivere e condividere è questa: che cosa ci possiamo aspettare di generare viste le risorse e le condizioni al contorno?

Una prima cosa da considerare è che Ritalia non ha nessun incarico e di fatto nessun contatto con il committente, il vero convitato di pietra (nella immagine il commendatore del Don Giovanni) della giornata che abbiamo passato insieme.

IBM ha ammesso alcune delle sue "colpe", ma sulle cose più basilari ha dichiarato, e di fatto non poteva fare altro, che le scelte di base non sono sue, ma del committente che, come ci ha mostrato con efficacia Ottolini, è una entità complessa e cangiante.

Qualcuno dalla platea ha a un certo punto ha affermato che "i committenti sono i cittadini". Il concetto è romantico e populista, ma non porta lontano perché in una situazione del genere la nostra funzione di committente la abbiamo esaurita quando siamo andati a votare e possiamo rispolverarle o con un movimento di opinione come stiamo facendo o, qualora lo si ritenesse opportuno, con un esposto alla autorità giudiziaria qualora qualcuno pensasse che si sia violata la legge.

Andare a consigliare modifiche "perché siamo il committente" sarebbe come se io scendendo in strada e vedendo qualcuno che sta posizionando il nuovo bordo del marciapiede gli ordinassi di metterlo venti centimetri più a destra perché "sono il committente in quanto cittadino di Milano". Non oso pensare quale sarebbe la risposta, ma ho buoni motivi di credere che sarebbe piuttosto colorita.

Il formato "camp" credo abbia dimostrato chiaramente di non essere adatto alla conduzione di progetti che per loro natura esigono fasi precise, formalizzate e soprattutto nella giusta sequenza in modo che il risultato di una delle fasi possa essere usato come alimentazione della successiva, ovviamente con tutte le possibilità di riciclo e di riaggiustamento.

Probabilmente il risultato più corretto sarebbe più che un progetto completo una serie di tesi su argomenti specifici e in qualche modo autoconsistenti, una cosa un poco alla Cluetrain Manifesto.

Mi immagino tesi del tipo:

  • quali contenuti
  • quali i modelli di uso
  • come impostare le pagine con il CSS
  • MyItaliaPage?
  • ...

Del resto se andate a vedere i risultati del Toronto Transit Camp al quale ci si è ispirati si ritrova qualche cosa di simile: non un progetto completo ed articolato, ma una serie di spunti interessanti coniugati con diversi livelli di approfondimento. Tenendo conto del fatto che italia.it è una realtà molto più complessa e variegata del sito dei trasporti pubblici di Toronto temo che pretendere di fare di più sia un poco velleitario.

A conferma di questo è opportuno osservare come la mappa concettuale che sembra essere uscita dalla giornata di sabato è un incubo di complessità!

lunedì, aprile 02, 2007

Ieri RitaliaCamp...


Negli anni settanta in California si chiamavano barbeque brainstorming, si facevano il sabato pomeriggio e poi, da buoni americani dell'ovest alle quattro partivano i fuochi, alle cinque le bistecche erano pronte, alle sei avevamo già finito di mangiare. Alle nove, complici le mie abitudini milanesi, mi tornava la fame e mi ritrovavo da McDonald's...

Ebbene molte delle cose che so le ho imparate durante quei gradevoli brainstorming, ma ho anche imparato un'altra cosa: i brainstorming vanno benissimo per fare nascere nuove idee, per affinarle, per condividerle e per contrapporle, ma NON funzionano se si deve condurre a termine un progetto.

I camp nascono proprio con l'idea del brainstorming: credo dunque che da format come quello del camp possano nascere spunti e idee interessantissimi, ma non credo che un progetto possa esservi efficacemente condotto.

La giornata di ieri è stata gradevole e interessante, gli spunti numerosi e l'atmosfera estremamente costruttiva.

Nei prossimi giorni cercherò di raccogliere le idee sugli argomenti sui quali mi sento più competente le lo posterò qui e sul wiki sperando che possano essere utili

Due osservazioni a caldo:

1) Mi lascia qualche perplessità l'idea di decidere le controversie con votazioni aperte: nel prendere le decisioni operative non conta solo la maggioranza, ma anche la competenza.

Faccio un esempio: se ci trovassimo a dover decidere se permettere nella parte del sito dedicata alle prenotazioni l'overbooking la maggior parte di noi direbbe di no perché siamo tutti infastiditi dall'idea che un albergo prenoti più camere di quelle di cui dispone, ma un qualsiasi specialista ci direbbe che si tratta di una pratica assolutamente indispensabile per la sopravvivenza di un albergo.

2) Giudico la presenza di IBM estremamente importante: hanno avuto il coraggio di confrontarsi e questo non va che a loro onore.

bob
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Se a qualcuno interessa questa è l'intervista che ha raccolto da me Robin Good (nella sua pagina trovate anche un interessante riepilogo della giornata):

venerdì, marzo 30, 2007

Domani RitaliaCamp...


Domani mattina vado al RitaliaCamp, il camp organizzato per dare una risposta alla tragica uscita del sito del turismo italiano.

In questo giorni mi sono letto il materiale in rete sull'argomento sia con il cappello da progettista di siti che con quello di viaggiatore. Nella prima veste ho avuto occasione di progettare siti per qualche verso simili con la necessità di raccogliere informazioni già presenti di altre fonti e piuttosto disomogenee, nella seconda credo di ritrovarmi nel target perché viaggio appena posso alla ricerca di luoghi e gente nuovi da conoscere e credo di non essere mai entrato in vita mia in una agenzia di viaggi.

Mi sono venuti in mente tre punti che ritengo sia importante considerare.

1) Dovremmo partire da una serie di modelli di uso

Non sto dicendo nulla di nuovo, si tratta di una tecnica ampiamente consolidata nella ingegneria del software, ma navigando il sito non sembra proprio sia stata utilizzata.

Ho provato ad immedesimarmi in vari tipi di utente, ma in nessun caso sono riuscito ad immaginare un percorso di navigazione che si possa minimamente adeguare alle esigenze specificate. Ho organizzato gli ultimi viaggi in Normandia e nel Nord dell'india sui siti omologhi a quello italiano (Francia, India) e devo dire che malgrado siano ben lungi dall'essere l'ottimo risultano certamente molto più adatti al bisogno.

I casi utente dovrebbero servire sia per progettare gli strumenti di navigazione che per la determinazione dei contenuti: francamente non credo che i testi di un mediocre volume di geografia siano utili, forse meglio sarebbe la integrazione con una buona guida turistica.

2) www.italia.it non dovrebbe essere un sito di contenuti, ma un aggregatore

Un sito del genere piuttosto che andare a mettere insieme una grande quantità di contenuti propri dovrebbe aggregare in modo dinamico il materiale già contenuto in altri siti. Lo sforzo iniziale per la predisposizione della architettura e dei protocolli di connessione viene poi ripagato abbondantemente nel ciclo di vita della iniziativa evitando l'enorme problema di dovere tenere centralmente aggiornata una marea di dati. Questo vale ancora di più per i servizi di ricerca e prenotazione di trasporti, alberghi, musei, eventi...

3) Si dovrebbero utilizzare tecnologie che facciano la differenza

Piuttosto che perdere tempo e denaro in immagini sofisticate, improbabili animazioni flash e timeline della storia d'Italia completamente fuori contesto sarebbe bene cercare di utilizzare le tecnologie più attuali della rete, quelle che vanno sotto il nome di Web 2.0, termine che io non uso perchè non riesco bene a capire bene cosa sia.

Gli utenti Internet oggi utilizzano per organizzare un viaggio Goolge o siti come Expedia: se www.italia.it vuole avere un vero successo deve offrire anche qualche cosa di più.

Una prima ipotesi potrebbe essere la realizzazione di una MyItaliaPage sulla quale sia possibile accumulare via via tutte le informazioni necessarie alla organizzazione del viaggio, operazione che viene quasi sempre effettuata non in una seduta, ma in più sedute di navigazione con affinamenti successivi.

Alla partenza dovrebbe essere possibile ottenere un dossier da stampare o da mettere in un PC portatile o in un palmare per accompagnare il viaggiatore. Sarebbe bello anche poter generare direttamente file da caricare in un navigatore tipo Tom Tom.

mercoledì, marzo 28, 2007

Uccidere RitaliaCamp in culla...


Lo spunto mi viene da un intervento di Camisani sul suo blog dove fornisce della iniziativa RitaliaCamp una versione alla quale non avevo nemmeno lontanamente pensato e che, se si avverasse, avrebbe come risultato il soffocamento in culla della neonata iniziativa.

Nella idea che mi sono fatto ho pensato ad un luogo di incontro positivo dove partendo dalle considerazioni su come NON sarebbe dovuto nascere il sito del turismo italiano si ragionasse tutti insieme su come dovrebbe essere.

Se Venerdì mattina si presentasse qualcuno mandato da Progetto Italia, da IBM o da qualunque altro protagonista della sfortunata avventura dovremmo accoglierlo con gioia e lavorare insieme a lui perché sarebbe la dimostrazione del successo della iniziativa. Purtroppo qualcosa mi dice che nessuno si presenterà, spero di essere smentito.

Trovo peraltro atteggiamento meschino stigmatizzare la accoglienza che abbiamo riservato ad una persona seria, onesta e competente come Marco Ottolini: non è che qualcuno aspiri a tenere sempre e comunque per se la parte di primo attore?

Cercare di trasformare l'incontro in una sorta di processo di Norimberga, invocare gogne mediatiche e rigidità stigmatizzando la apertura credo che tenda a snaturare completamente la cosa e a renderla assolutamente inutile: i tavoli per la indignazione ed i processi sono ben altri e non c'è nessun bisogno di un Camp...

Personalmente ho qualche dubbio che la formula del camp sia quella giusta per condurre una attività progettuale, ma vengo proprio perché voglio verificare questa mia perplessità alla prova dei fatti.

Certo se la cosa prende la piega consigliata da Calzolai mi alzo e me ne vado senza indugio...

bob

PS Visto che il nostro amico Camisani, cittadino digitale, continua ad applicare nei confronti dei dissidenti come me una rigorosa censura pubblico qui di seguito quanto, senza successo, ho cercato di postare sul suo blog:

Marco credo che in questa tua filippica appassionata ci sia un problema: tu inneggi ad una Norimberga, alla gogna, all'interrogatorio e chiedi una rigidità che è assolutamente fuori luogo.
Ritalia, almeno per come la ho capita io, non è nato per fare processi a nessuno, per quello ci sono altre sedi, Ritalia nasce per dimostrare che le cose si potevano fare diversamente e offrire a chi ha la responsabilità del sito una ipotesi di strada condivisa.
Se venisse IBM o Progetto Italia dovremmo essere molto contenti, dovremmo accoglierli e lavorare con loro: quello sarebbe il vero successo!
Se poi come cittadino ti senti derubato e vuoi giustizia alzati dall'ultima presentazione e vai alla procura della repubblica per un esposto.

bob

PS Certo che da uno che applica la censura con i dissidenti la frase "ma mi chiedo se saremo cittadini digitali sino in fondo e se sapremo difendere la verità." colpisce non poco!

lunedì, febbraio 26, 2007

Sta succedendo qualche cosa...


Il grande portale del turismo italiano è in linea da soli quattro giorni e la quantità di materiale generato in rete da chi lo ha analizzato nelle sue molteplici carenze è enorme e spesso di grande qualità.

Questa sera ho saputo di una iniziativa molto interessante: si sta aggregando un gruppo di esperti nelle varie discipline che concorrono alla realizzazione di un sito per realizzare un rifacimento, il tutto su base volontaria.

Credo che sia un evento particolarmente significativo per le dinamiche della rete e per la economia del dono...

Inutile dire che, per quel poco che posso fare, mi sono immediatamente iscritto!

Qualche esperimento...