lunedì, novembre 06, 2006

La vicenda Telecom, AIIP, TAR come la vedo io...


In una chiacchierata tra amici ieri sera si parlava della sentenza del TAR che ha recentemente dato ragione alla Associazione italiana degli Internet provider che aveva presentato un ricorso contro la nuova offerta Telecom Alice 20 Mbps.


L'opinione comune era che non fosse giusto che il tribunale bloccasse una offerta vantaggiosa per gli utenti.


Abbiamo discusso un poco e mi sono reso conto di quanta disinformazione ci sia in giro in materia. Nessuno dei presenti aveva capito che la sentenza non è in assoluto avversa alla offerta di Telecom Italia, ma all'offerta in relazione al prezzo ed alle modalità che Telecom Italia ha stabilito per fornire l'uso della infrastruttura, della quale detiene un sostanziale monopolio, agli altri operatori.

Di fatto Fastweb è sul mercato da tempo con una offerta analoga (in questo momento scrivo su un monitor e guardo un film in televisione sull'altro) con una differenza sostanziale: Fastweb utilizza, nelle città dove è presente, una rete di proprietà e nessuno si lamenta.


Ho usato la metafora del produttore di farina e del fornaio che ha riportato qualche giorno fa Quintarelli sul suo blog, ma parlando mi è venuta in mente una diversa analogia, ve la racconto.


Supponiamo che una società abbia la concessione dell'intera rete autostradale europea e nel contempo si metta sul mercato dell'autotrasporto: fin qui nulla di male se i suoi camion viaggiano agli stessi costi e con le stesse modalità di quelli di altri autotrasportatori.


Meno regolare il tutto sarebbe se avesse la brillante idea di non fare pagare il pedaggio ai propri camion o di farne pagare uno sostanzialmente inferiore a quello che pagano gli altri e se imponesse ai mezzi della concorrenza di viaggiare tutti su una sola corsia con il limite di velocità a cinquanta chilometri all'ora facendo sfrecciare i suoi sulla corsia di sorpasso a velocità molto più alta.


In altre parole qui il problema non è che Telecom Italia faccia una determinata offerta, ma dovrebbe vendere all'ingrosso agli altri provider a condizioni tecnicamente equivalenti e a un prezzo pari al costo della infrastruttura calcolato nella propria offerta con l'aggiunta di un ragionevole margine .


Il risultato sarebbe quello di permettere anche ad altri provider di fare offerte simili differenziandosi per qualità, prezzo globale e servizi aggiuntivi in un mercato sano non drogato dall'uso improprio di una posizione dominante.

1 commento:

  1. puro vangelo...

    un solo appunto, ocio che gli abbonati fastweb in fibra (fiber to the home: ftth) sono solo 225000 su un totale di 675000 circa.

    un paio di anni fa fastweb ha deciso di non fare piu' ftth (antieconomico considerato l'aumento delle perfomances del DSL) ma usare il rame di Telecom Italia, come gli altri operatori.

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