martedì, marzo 13, 2007

Che fine ha fatto la legge Stanca?


Leggo su Scacco al web di un nuovo validatore per la verifica della accessibilità dei siti web che permette anche di verificare la aderenza alla legge Stanca, in inglese Stanca Act.

Se ne parla da anni oramai, ha avuto una incubazione lunghissima, è entrata in vigore, molti ci hanno creduto.

Personalmente ho sempre sostenuto che sarebbe stato molto meglio aderire agli standard internazionali piuttosto che ricercare una via italiana visto che i problemi di disabilità degli italiani non sono certo diversi da quelli che affrontano i disabili degli altri paesi.
Ho sempre pensato inoltre che un sito accessibile sia comunque un sito migliore anche per le persone più fortunate perché accessibilità e usabilità vanno a braccetto.

Il test di questo validatore mi ha dato l'occasione per un ripensamento che non offre un panorama edificante: i siti che hanno preso sul serio la cosa sono ancora pochissimi.

Lascia per esempio perplessi il fatto che il sito della CNIPA, Centro Nazionale per l'Informatica nella Pubblica Amministrazione, è ancora oggi tutt'altro che accessibile!

Avrò una mentalità un poco antica, ma personalmente penso che le leggi si si fanno sarebbe opportuno tentare di farle rispettare.

Da tempo dedico una pare del mio tempo alla proposta di attività di adeguamento dei siti ai dettami della legge Stanca, francamente credo che lascerò perdere per dedicarmi a qualche cosa di più gettonato, anche se francamente la cosa non mi piace.

L'altro ieri un cliente mi ha telefonato raggiante: aveva trovato una soluzione brillante e con costi molto bassi. Nessuna modifica sul sito,ma solo la aggiunta di una guida vocale.
Ho fatto presente che ho qualche serio dubbio che la semplice aggiunta di una sorta di colonna sonora possa rendere una pagina accessibile mi ha segnalato una precisa affermazione in una pagina del sito di Speakage.



Mi sono ricordato di avere già parlato della cosa nel 2005 nel blog che tenevo per PC Magazine: resto del parere che siano pochissimi i siti che possano realmente trarre un reale vantaggio dalla generica immissione di una colonna sonora, mi posso ovviamente sbagliare, ma la prevista esplosione di quella tecnologia alla luce dei fatti non si è verificata.

Sul fatto che la accessibilità richieda ben altro non ho invece molti dubbi: una pagina accessibile è una pagina navigabile e la navigabilità passa attraverso una corretta progettazione della pagina, dei link, degli elementi grafici e dei contenuti!

bob

PS scopro scorrendo il sito di Speakage che l'artefice è quel Camisani che a fronte di qualche mia critica ha pensato bene di censurare i miei commenti sul suo blog: forse adesso capisco perché ce la ha tanto con me...

2 commenti:

  1. alla tua età le piccole vendette e ripicche non sono puerili?
    Tu che dici di voler discutere, non ci fai bella figura con questi attacchi a Marco. Perchè non lo lasci perdere e torni a scrivere cose interessanti che i tuoi lettori possano godere? Scusa te lo dico, ma ultimamente il tuo tono è forzatamente polemico e non stai creando valore.

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  2. Amico mio il considerare questo mio post frutto di vendetta e ripicca mi pare molto riduttivo, credo di avere toccato un problema non banale e di grande attualità.

    Il mio è un blog aperto, credo in anni e anni di avere cancellato un solo commento che conteneva una pesante bestemmia!

    L'idiozia del sito parlante che diventa conforme alla legge Stanca non la ho scritta io: sarebbe bello che una volta Marco invece di fare la vergine offesa rispondesse anche a una critica difficile.

    So che non succederà, molto più facile è censurare il prossimo: pensa che quando Marco parlava di piazza Tienammen pensavo stesse dalla parte dei censurati e non dei censori: evidentemente sbagliavo...

    bob

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