mercoledì, maggio 09, 2007

Ripensiamo il PC?


Quando mi succede di sventrare uno dei miei PC per aggiungere qualche componente o qualche periferica mi ritrovo a considerare come in buona sostanza la architettura delle macchine sia sostanzialmente analoga a quella del mio vecchio Apple II.

Premetto che non conosco molto bene l'architettura Mac: le considerazioni che seguono si riferiscono a macchine della famiglia che una volta chiamavamo IBM Compatibili e che assommano quelle con sistema operativo Windows e con Linux nelle varie possibili varianti.

Quando nel 1981 IBM elaborò la sua architettura hardware lo fece con una stretta analogia alla macchina allora di più grande successo: Apple II sul mercato dal 1977.

A quel tempo potenza di calcolo e memoria RAM erano ancora beni preziosissimi e di fatto era tutta concentrata nella CPU del Personal e sulla scheda madre, le periferiche erano ancora piuttosto stupide e avevano a bordo il minimo indispensabile di logica. Per fare un esempio il posizionamento del braccio di lettura di un disco floppy era controllato direttamente dalla CPU tanto che qualcuno si divertiva a scrivere programmini in Basic che a furia di Peek e Poke (la forma di programmazione assembler più stupida mai vista sulla faccia della terra) suonavano una musichetta facendo sbattere il braccetto sul finecorsa!

Ogni periferica a questo punto aveva bisogno di un programma da caricare sul personal, spesso estremamente complesso e sofisticato: il driver.

Le cose sono poi evolute: la legge di Moore, confermata ancora per i prossimi anni, ci ha dato potenze di calcolo inimmaginabili, e la memoria è diventata una commodity. Le cose non sono però molto cambiate e le periferiche hanno sempre bisogno di driver ingombranti, complessi e specifici.

L'altro giorno sono impazzito per cercare di fare funzionare il mio scanner con Ubuntu, ma alla fine non avendo trovato un driver adatto ho dovuto rinunciare ed installare un vecchio scanner che non usavo da molto tempo, ma con i driver adatti.

Le cose potrebbero e dovrebbero funzionare in modo molto diverso!

Gli scanner fanno più o meno la stessa cosa e il sistema dovrebbe parlare allo stesso modo con tutti gli scanner del mondo utilizzando al più messaggi standard di configurazione per dichiarare parametri e particolarità: tutto il resto della elaborazione specifica dell'oggetto dovrebbe essere demandata al software di bordo.

2 commenti:

  1. Sarei anche d'accordo, peccato che spostare la logica di controllo sul dispositivo abbia dei costi e la strada scelta sia esattamente opposta (risparmiare): siccome i pc diventano sempre più potenti e la potenza degli attuali processori è n-volte superiore a quella che sarebbe effettivamente necessaria, ci si sposta verso la gestione software.

    Un esempio su tutti: i pessimi modem 56 interni hanno tutti gestione software, e si vede! Se serve (ad esempio per fax), tanto vale spendere il doppio e comprarne uno seriale, andrà sicuramente meglio!

    Secondo me la strada che proponi è destinata al fallimento: basta pensare ai dischi SCSI, trovano applicazione solo in determinati spazi di lavoro, dove il costo viene ritenuto accettabile.

    Francesco.

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  2. Hai ragione, ma mi chiedo se ia la strada giusta...

    Il problema è che l'utente non professionale, e ahime' spesso anche quello professionale, guarda più al costo al momentoin cui compera calcolatore e perriferiche e non al costo globale nel ciclo di vita del suo parco hardware.

    bob

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