martedì, agosto 07, 2007

Confusione 2.0 ...



Ogni tanto qualcuno cerca di rappresentare graficamente l'inafferrabile concetto di WEB 2.0.
Quella di Dawson sembra andare per la maggiore, a me sembra un mucchio confuso di concetti correlati in modi assolutamente incomprensibili.

Sul blog di Roberta oggi ho trovato il link a quello di Ross Dawson ed in particolare a un post dove vengono proposte tre slide che dovrebbero essere la corretta presentazione della realtà dello Web 2.0. Girellando per la rete si trovano tracce di un discreto entusiasmo: qualcuno pensa di usarlo per fare lezione in università, qualcuno dice di avere trovato le slide giuste per spiegare il fenomeno ai manager e alle persone meno introdotte a questo tipo di tecnologie.

Ho studiato le tre slide a lungo visto che sono oramai mesi e mesi che vado chiedendo in giro una sensata definizione di WEB 2.0, senza peraltro essere mai riuscito ad ottenerla.

Francamente devo confessare che in quello schema non trovo la definizione dei 2.0 che resta per me un mistero. Se è esistito un WEB 0, un WEB 1.0, oggi ne esiste uno 2.0 prima o poi ne nascerà uno 3.0: dove stanno i confini? Quali i passaggi che ci permetteranno di capire che è arrivato? Francamente io continuo a pensare che non esista nessun 2.0 e che sarebbe molto più saggio chiamarlo WEB: WEB di ieri, WEB di oggi e WEB di domani.

Il diagramma della prima slide francamente francamente io non lo riesco a capire! La logica con la quale i termini sono stati messi nelle varie caselle risulta molto oscura.

La parte esterna blu contiene termini molti generici che sono propri della rete fin da quando sedici anni fa Tim Berners-Lee propose l'ipotesi di un WWW.

Le scritte "Enterprise" e "Open Web" nel cerchio più interno paiono bizzarre: quale è la correlazione? Forse enterprise sta per Intranet e Open Web per la rete in genere: mi sembrerebbe una caratterizzazione molto povera, una Extranet dove la mettiamo?

La parte interna mette insieme concetti semanticamente molto diversi con concatenazioni a dire poco misteriose.

La logica vede qualche cosa in ingresso (input), una serie di processi (mechanism) e una serie di risultati (emergent outcomes): tutto bene, ma poi quando si vanno ad analizzare i vari elementi è molto difficile capire quale sia il ragionamento che sta dietro.

La logica vorrebbe che le applicazioni siano gli strumenti che trasformano qualche cosa in input in qualche forma di output: come diavolo è possibile considerare le applicazioni come input dei meccanismi? Come è possibile che le tecnologie e gli standard non siano considerati i mattoni sui quali poggiano le applicazioni, ma le applicazioni siano considerate un input alle tecnologie?

Come è stato che uno standard come XML sia improvvisamente diventato una tecnologia?

Il tagging cosa ci fa fuori dal collaborative filtering?

Se questa estate ho un po' di tempo provo a ridisegnarlo...

La seconda slide mischia di nuovo il tutto senza una vera logica: la cose concettualmente assolutamente diverse e non confrontabili!

bob

5 commenti:

  1. A ME MI piace ... ;)

    I termini della slide 1 sono spiegati nella slide successiva in ottica 2.0 e alcuni non erano secondo me propri del web di 16 anni fa.

    Il tagging (intesa come la grezza opera di appiccicare etichette ad un contenuto) è un input che viene poi usato per esempio per fare una tag cloud. Come il voto è un input e il ranking un meccanismo.

    I termini Open Web ed Enterprise sono ripresi in slide 2.

    Trovo solo un po' di confusione nella lista delle tecnologie.

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  2. ma dai.. KPMG con pallogrammi simili hanno fatturato milioni, a 'sto poretto concedi i suoi 5 minuti di celebrità! :)

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  3. Continuando con il discorso fatto per i 16 anni del web, io sono convinto che il web non è mai cambiato, quindi no esiste 1.0 o 2.0 o 3.0, ma semplicemente il nostro modo di fruirlo, anche in virtù delle nostre tecnologie di accesso.
    Qualcuno dice che il tagging none sisteva.
    Ebbene, sul mio sito, CADLandia.com, che è un CMS, è dal lontano 2002 che ho implementato le keyword per gli articoli, che poi cosa sono, se non altro che i tag?
    La tecnologia RSS è stata solo un modo iverso di fruire le informazioni, ed io l'ho applicata da subito sia a contenuti del sito, che ai contenuti del forum.
    Il sito è già dal 2002 una community, dove la gente oltre a scambiarsi opinioni, si scambia anche materiale, ossia il concetto di social network che tanto fa moda per il web 2.0.
    Eppure esisteva, così com'è dal 2003, quando di Web 2.0 non se ne parlava.

    Io penso che a volte, il mondo informatico ha necessità di autoreferenzazione, inventandosi termini e buttandoli là come fumo negli occhi ai non addetti.
    Forse sono gli addetti marketing in primo luogo, perhcè grossi nomi, acronimi, frasi ad effetto fanno molta presa su chi deve investire, sia in strututre che in pubblicità.
    Voglio essere concreto, mi spiegate che diffferenza c'è tra una community, come veniva intesa 5-6 anni fa, ed un social network?
    E poi, un preciso punto di distacco tra il Web 2.0 ed il Web 1.0?

    Io penso che ci sono state le implementaioni di nuove idee, ottime nuove idee, però sono idee che si sono rese possiibli solo perchè le tecnologie, ed in particolare la connettività è migliorata.
    Si tratta di una evoluzione dei contenuti e non del mezzo, per cui non farei un distacco tra l'1.0 ed il 2.0.
    Quetsa è la mia opinione, condivisibile o meno.

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  4. leggettevi questo:
    http://www.paulgraham.com/web20.html

    ciao

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  5. Tirata in causa da Roberto, anche se in colpevole ritardo, volevo dire alcune cose. Condivido completamente l'idea di un linea evolutiva del web intesa come un continuum. Una slide a lezione viene sempre commentata e i miei studenti sanno come la penso sul termine web 2.0. Tuttavia mi sembra oggettivo che alcuni cambiamenti importanti sono avvenuti. A prescindere da una discussione analitica sul come, dove e perchè, (discussione che lascio a voi esperti) oggi il web è radicalmente diverso. Spiegare i meccanismi della comunicazione in rete oggi e come questi vadano conosciuti ed eventualmente utilizzati nell'ambito di un business, questo è il mio obiettivo. Se per far questo mi torna utile utilizzare la sintesi estrema di una slide pragmatica come quella di Dawson e mi è comodo utilizzare il termine "web 2.0" lo faccio. La vita è fatta di priorità e forse sfugge, a chi non è in contatto con il mondo dell'Università, quanto lavoro ci sia da fare sull'argomento:
    http://www.robertamilano.it/turismosavona/2007/03/feed_rss_questo.html

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