venerdì, novembre 30, 2007

WIFI, abbiamo solo da imparare!

Ho passato qualche giorno a Bratislava, capitale della Repubblica Slovacca, un paese che ha un Prodotto Interno Lordo pro capite che è la metà del nostro.

Nel bellissimo centro storico ci sono tre grandi bolle WIFI aperte: vai per esempio davanti al municipio, ti siedi sulla panchina, accendi il PC e sei immediatamente collegato per tutto il tempo che vuoi.

In albergo, non un albergo di gran lusso, ma un alberghetto molto carino del centro storico, nei 100 dollari che si pagano per la camera ogni giorno è compresa la connessione permanente alla rete sia in WIFI che con un bel cavo.

Tornando sono passato per Vienna. All'aeroporto ho accesso il mio Pc, ho cercato le reti, ne ho trovata una che mi sembrava avere un nome logico (Wireless Vienna Airport) mi sono collegato senza alcuna formalità e sono rimasto collegato per ore (l'aereo era in grande ritardo) anche grazie alle spine elettriche presenti vicino ad ognuna delle poltrone.

A Milano per collegarmi all'aeroporto devo pagare con procedure complicatissime e al parco mi devo identificare ogni tre ore, sempre che tutto funzioni.

Credo che dovremmo imparare!

Sul sito di Wolly trovo una risposta di Guglielmo alla segnalazione dei problemi riscontrati la settimana scorsa nel tentativo di connessione dal parco.

Ciao a tutti,
Come promesso oggi siamo stati al parco con una squadra di tecnici ed abbiamo compiuto diverse verifiche.
In effetti abbiamo riscontrato due anomalie:
- al Bar Bianco abbiamo sostituito un access point guasto.
- alla Triennale il personale della struttura aveva erroneamente spento l’apparato.
Per il resto tutto funziona correttamente anche se ci teniamo a ribadire che occorre essere nelle aree in cui il segnale è sufficientemente forte.
Speriamo di avere portato un pò di “luce” e vi invitiamo a contattarci direttamente per qualsiasi supporto.
Saluti
Se devo essere franco devo dire che questa risposta mi lascia un pochino perplesso.

Una segnalazione di più di dieci giorni fa viene affrontata ora?

Due apparati fuori uso e questi signori se ne accorgono solo quando a qualche blogger viene in mente di fare una prova? Ma non hanno nessun sistema di controllo?

Il Comune ha sbandierato ai quattro venti che il parco Sempione è coperto da un servizio WIFI ed ora mi dicono che devo andare a cercare le zone dove il segnale è più forte?

Ragazzi se non siete in grado di coprire tutto il parco segnalate almeno dove è la copertura: a Bratislava la Primaciàne Nemesti, la piazza del municipio, è coperta tutta, nelle vie laterali qualche volta arriva e qualche volta no: è così che si deve lavorare.

La identificazione ogni tre ore è una vera follia: la legge impone di identificarmi, bene identificatemi, ma poi lasciatemi collegare per un anno non per tre ore.

Credo davvero che una città come Milano abbia ancora tanto da imparare per esempio da Vienna e da Bratislava e forse varrebbe la pena spendere più tempo per farlo piuttosto che per scrivere trionfalistici comunicati stampa.

bob

5 commenti:

  1. In Italia, fino a quando la legge Pisanu non verrà cambiata, protestare per il WiFi pubblico è semplicemente inutile: stanti certe premesse, si tratta di qualcosa di irrealizzabile.
    Perché nessuno protesta *seriamente* per la legge Pisanu? Una marea di blogger ha incontrato Gentiloni. Ce ne fosse stato uno che glielo avesse fatto notare...

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  2. Francamente non capisco il problema: mi devi identificare identificami e dammi una password per un anno non per tre ore.
    E comunque sarebbe bene prima di fare tanta pubblicità ad una iniziativa realizzarla davvero e bene e non tenerla insieme con il cerotto.
    E mentre funziona va monitorata costantemente, non devono essere i blogger a fare i test.

    bob

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  3. In italia le cose conta inaugurarle mica farle per bene. Molto spesso si inaugurano strutture e servizi che poi diventano (se lo diventano) disponibili anni dopo.

    Quella dell'eventualmente mancante sistema di verifica attiene ad una certa ignoranza su cosa sia la qualità di un prodotto.

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  4. In Finlandia e Norvegia quest'estate c'era da stupirsi se non si trovava WiFi; qualsiasi albergo grande o piccolo, aveva l'accesso incluso nel prezzo e nelle città ci si collegava alle WiFi aperte senza problemi; inoltre nelle biblioteche e in molti alberghi si avevano a disposizione PC collegati ad Internet con installati i principali applicativi, dotati di stampanti a colori, per tutti coloro che non avevano con se il portatile e necessitavano di navigare, creare documenti ecc. Il tutto GRATIS e senza complicate procedure di registrazione o che altro!

    Invece ad Alagna (Valsesia - Piemonte) paradiso del fuori pista sciistico e meta nei periodi invernali di molti turisti Scandinavi e di tutti coloro che praticano il freeride, due anni fa era stato aperto in un bar, un Internet Point, chiaramente molto frequentato e apprezzato da Norvegesi e Finlandesi in vacanza, così come tutti gli altri turisti; bene, lo scorso anno avendo bisogno di accesso ad internet mi accorgo che era stato chiuso, per i soliti problemi burocratici... alla fine ho dovuto collegarmi via modem 56k visto che l'albergo dove eravamo non sapeva neppure cos'era il WiFi.
    Come dire... si torna indietro invece di andare avanti...
    A quanto pare c'è ancora molta strada da fare...

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  5. La Pisanu stabilisce che chi si connette ad internet in italia debba essere sempre identificato, da cui tutti i casini.

    Poi chiaramente, come ho scritto qualche giorno fa, basta una carta di credito anonima, reperibile tranquillamente in molte banche o dal tabaccaio, e navighi wifi completamente anonimo, alla faccia della Pisanu...
    (http://ombra.picopage.com/index.php/1030/e-la-rete-bellezza-e-tu-non-puoi-fermarla/)

    Il problema è che i politici non capiscono cosa sia internet e pensano di poterla controllare, ma è una mera illusione.

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