domenica, dicembre 16, 2007

Qualche volta resto basito...

L'altro giorno dal parrucchiere sfogliavo Panorama, il numero uscito il 19 dicembre di quest'anno, e a pagina 30 nella rubrica "Indiscreto" una notizia a firma D.M. mi a colpito per la sua inconsistenza e per lo strano comportamento dei vari protagonisti della questione oggetto del pezzo.

Il fatto

Corrado Sforza Fogliani, presidente della Banca di Piacenza e di Confedilizia, ha la sfortuna di avere un cognome che è molto prossimo ad una parola del vocabolario italiano. Il correttore ortografico di Microsoft Word, quando è impostato sulla correzione automatica, lo modifica in Fogliari. Fogliani si lamenta con Microsfot che risponde di non avere niente a che fare con il prodotto, che comunque si può disattivare. Fogliari si arrabbia perché ha pagato un prodotto con il correttore e minaccia azioni legali.

La vicenda, se corrisponde a quanto illustrato nell'articolo, ha in se qualche cosa di paradossale.

Errore?

Il sistema di correzione ortografica si comporta, almeno in questo caso, in modo assolutamente corretto. Quando si digita un documento e il sistema non trova una parola nel dizionario di correzione fa una ricerca di prossimità e se trova una parola simile e se è stata impostata questa opzione la corregge automaticamente.

Il lemma "fogliani" si differenzia da "fogliari" per una sola lettera e "fogliari" è il corretto plurale di "fogliare" che indica in botanica qualche cosa che ha a che fare con le foglie: apparati fogliari, temperature fogliari, lesioni fogliari, rosette fogliari, lembi fogliari...

La funzione è comoda, ma necessità una certa attenzione. Un mio collega che si chiama Pavanello ha ricevuto da me lettere dive lo definvo Ravanello, un altro che si chiama Masotti mi è capitato di chiamarlo involontariamente Casotti. Si tratta di vicinanze un poco fastidiose, che possono fare anche pensare a uno scherzo!

Non solo il correttore non sbaglia, ma è semplicissimo porre rimedio alla cosa. Il programma prevede un dizionario personale al quale è possibile aggiungere parole che non sono presenti nel dizionario distribuito con il pacchetto, ma che noi vogliamo comunque considerare corrette. Il dizionario può essere alimentato ogni volta che troviamo una parola di questa categoria direttamente dal menù che Office ci offre per la correzione oppure editato direttamente in quanto si tratta di un banale file di testo. In una grande organizzazione è facile dunque distribuire le aggiunte per evitare che il cognome di qualche dipendente o per esempio il nome di un prodotto vengano sottoposti a questa fastidiosa operazione di correzione.

Se si vuole la correzione automatica non può che avere questi problemi, se si toglie la correzione automatica il correttore ortografico mantiene certamente il suo valore.

Stupore...

Mi stupisce l'atteggiamento di Fogliani che avrebbe prima potuto chiedere a qualche esperto dei sistemi informativi della Banca prima di lamentarsi per un problema inesistente.

Mi stupisce la risposta di Microsoft che non ha segnalato la correttezza del programma indicando la semplicissima procedura per porre rimedio al problema, ma si è nascosta dietro la improponibile affermazione "non abbiamo niente a che fare con il prodotto citato".

I freni della mia macchina non credo siano stati prodotti direttamente dalla Volvo, ma se non funzionano io alla Volvo ovviamente mi rivolgo, sarà poi un suo problema guardarsi indietro rivolgendosi al suo fornitore.

Mi stupisce l'atteggiamento del giornalista che riporta il tutto in modo acritico. L'elaboratore di testi è uno strumento d'uso quotidiano per chi scrive e a un giornalista non possono non venire in mente le osservazioni che sono venute in mente a me!

O no?

bob

3 commenti:

  1. spesso il giornalista scrive di cose di cui ha una conoscenza limitata. fa parte del mestiere, non possono certo essere tuttologi ne documentarsi per ogni cosa.
    nel caso da te citato l'unica possibilità per propugnare l'ignoranza del giornalista è che tenga il correttore disabilitato (come faccio io ad esempio)..

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  2. Un buon giornalista non dovrebbe avere una conoscenza limitata degli elaboratori di testo. Si parlasse di non so quali amenità, potrei capire, ma per un giornalista l'elaboratore di testo è FONDAMENTALE e non si può non conoscere la funzione relativa al controllo ortografico. Sia chiaro che parlo da giornalista. Essendomi occupato (e occupandomi tuttora, anche se un po' a tempo perso) di informazione sportiva sai con quante correzioni ho avuto a che fare? Da Igea Virtus a Igea VIRUS, giusto per citarne una che fa sorridere. I casi sono tre: o si disabilita lo strumento, o si aggiunge il vocabolo che l'elaboratore ritiene errato o lo si corregge manualmente ogni volta che si è costretti a scrivere la parola incriminata.
    La riflessione di Roberto non fa una piega.

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  3. Quello che conviene disabilitare non è il correttore ho il controllo automatico, seno la opzione che si trova "strumenti" "opzione di correzione automatica" "sostituisce il testo durante digitazione".
    In questo modo vengono sottolineati le parole sbagliate ed utilizzando il tasto destro possiamo noi scegliere il da farsi.

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