giovedì, novembre 26, 2009

Avere o essere...




Alla fine degli anni settanta questo libro era diventato una gran moda: Fromm identificava due diversi modi di concepire la vita e le cose, presenti entrambi, ma in diverse proporzioni, in ciascuno di noi.

Da qualche tempo osservo la rete sociale, blog, facebook, e friendfeed, e leggo molto più di quanto non scrivo perché sto cercando di farmi una idea di dove vada a parare questo fenomeno e di quanto social resterà in rete nel futuro.

Qualche tempo fa dicevo che non capisco quelli che lasciano messaggio molto personali e di scarsissimo interesse per me e credo per larga parte dei navigatori. "Questa sera mangio i fagioli con le cotiche", "Non ho fatto colazione", spesso anche piuttosto criptici "Sono cose", "E' il momento", "Il dado è tratto!".

Continuo a non capire queste uscite, ma certamente queste persone fanno parte di quelle che la rete la amano, che sono qui per passione, che vogliono dialogare e costruire qualche cosa.

Sono quelli che nella categorie di Fromm starebbero dalla parte dell'essere.

Dall'altra parte ci sono quelli che della rete hanno bisogno, che la usano per ottenere qualche cosa, per sentirsi qualcuno. Fromm li metterebbe nella categoria dell'avere.

La caratteristica peculiare è quella di non cercare un dialogo, ma una esposizione mediatica, illudendosi spesso che la esposizione in rete possa avere gran valore al di fuori del mondo autoreferenziato dei blog e delle social network.

Postano tutti i giorni, anche più volte al giorno, postano l'intero testo dei loro thread sui blog e su facebook e li segnalano più volte su FF e Twitter.

Periodicamente riempiono di "like" i propri thread quando nessuno commenta e scendono di livello: la cosa è comica perché pensare che uno scriva un testo che non gli piace risulta in poco bizzarro.

Di solito partecipano alle discussioni che ne scaturiscono solo quando i messaggi sono positivi, se qualcuno non è d'accordo spariscono...

Fanno i guru della rete, ma è evidente che non ne hanno capito minimamente lo spirito!

bob

4 commenti:

  1. ...ottima analisi!

    Secondo me i vari FB FF TW hanno favorito la 'socialità' a discapito dei contenuti. Cosa che non notavo (e non noto) nella maggior parte dei blog.

    Non da ultimo il ritorno ad una sintassi da sms!

    --like-- :D

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  2. e' vero che quelli dell'essere incarnano forse lo spirito della rete. E' anche vero pero' che incarnano tanta banalita' e inutilita'. Più volte sfogliando ff o fb mi sono domandato del senso delle cose scritte e allarmato del tempo e della concentrazione che si perde nel seguire questi canali.

    Certo anche nelle chat di 10 anni fa c'erano i canali generalisti e perdi-tempo insieme ai canali più utili. Forse e' così anche con questi nuovi 'strumenti'

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  3. I primi al massimo mi annoiano, non avendo interesse per i buchi della serratura, non riesco a interessarmi alle banalità quotidiane altrui (mi son sufficienti le mie), i secondi mi irritano perché partono dallo steso principio di colui che parla solo con i giornalisti zerbino.

    Quello che mi rattrista è a predilezione per strumenti che non implicano la strutturazione del pensiero. Se lo fa mia nipote quindicenne pazienza, ma se lo fa chi si dice esperto della rete e della comunicazione (un paio di casi eclatanti di chiusura di blog per preferenza di twitter e friedfeeds) mi porta a pensare che della rete abbiano colto solo la superficie e la banalità e per comunicazione intendano solo la chiacchiera di mercato ... null'altro.

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  4. In un paese dove si osanna gente come briatore, calciatori, gieffini, tronisti, veline dove si spera nel superenalotto o win for life cosa vi aspettate? Post su massimi sistemi?.
    Piero mi piace il tuo "incarnano tanta banalita' e inutilita'".
    Perdita di tempo che potrebbe essere utilizzato meglio.

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