In cerca di una microsim...
Ebbene ho ceduto e mi sono comperato un iPad e devo dire che è proprio un oggetto interessante che è subito entrato nella mia vita quotidiana.
Ieri mattina sono uscito per andare a cercare un contratto per collegarlo alla rete cellulare.
Avendo usato per anni una chiavetta H3G e utilizzando la connessione praticamente solo in città (fuori dalla città la rete 3 è ancora molto povera e si finisce per essere sempre in roaming cosa dai costi proibitivi), mi è venuto spontaneo andare prima di tutto da 3. Gli amici mi avevano parlato bene dell'offerta da 3G al mese per 5 euro.
Sono entrato in un negozio 3 dove ho inizialmente trovato una graziosa signorina che aveva però una idea piuttosto vaga dell'argomento del quale stavo parlando. Tra l'altro pensavo anche di poter chiudere il contratto della chiavetta ed ho scoperto che non è possibile farlo in negozio, ma che è indispensabile telefonare al 133 e andare in posta per fare una raccomandata con ricevuta di ritorno, chiedo l'indirizzo, non lo sanno, chiedo se devo restituire o meno la chiavetta, non lo sanno e mi dicono che lo devo chiedere al 133. Telefono al 133, attesa, musichetta ossessiva. L'operatore è gentilissimo, mi fornisce immediatamente l'indirizzo, ma alla domanda di cosa devo fare con chiavetta e sim mi dice che devo chiedere a un negozio. Siamo in loop, tipo "Comma 22"!
La cosa tra l'altro mi pare assurda, persino per estinguere un conto in banca basta andare in filiale e firmare un documento, ma temo che questa assurdità sia comune a tutti gli operatori.
Dichiaro di volere un contratto per un iPad e di avere la partita IVA. Mi viene subito proposta la soluzione di 3G mensili per 5 euro, ma poi mi si dice che è una ricaricabile e che ogni mese avrei dovuto telefonare per dare il numero della mia carta di credito per ricaricare. Faccio presente che la cosa è praticabile perché me ne dimenticherei certamente e che ho chiesto un contratto. La cosa è troppo difficile per la signorina che chiama quello che credo sia il suo capo.
Mi viene proposto un contratto a tempo, faccio presente che lo vorrei a traffico. Il signore assume la configurazione "maestrina con la penna rossa" e mi dice con un'aria che mi ha ricordato il mio professore di meccanica razionale: "non esistono contratti a traffico, ma solo contratti a consumo" e che comunque non ne vale la pena, cosa me ne faccio di tanti Giga. Stranito dalla reazione e dai modi a dir poco scortesi me ne vado ed uscendo penso che mai nella vita ho incontrato un salumiere che mi abbia detto "Tre etti di crudo, ma cosa se ne fa di tre etti di crudo?".
Io sono legato sentimentalmente a Telecom: ho telefonato SIP fin da quando ero bambino e mi hanno dato la mia prima linea ISDN, la mia seconda scelta è stata quella di entrare in un negozio Telecom Italia.
Stessa richiesta, risposta telegrafica: "No non abbiamo nulla che vada bene a lei!". Confesso di essere rimasto basito, sono infastidito dai venditori che cercano di convincerti a tutti i costi che lui ha il meglio per me, ma almeno accennare a provarci mi sembrerebbe doveroso.
Non mi restava che Vodafone e sono andato al negozio Vodafone ONE di corso Buenos Aires poco confidente, lo confesso. Mi sono dovuto decisamente ricredere.
Non solo ho trovato due ragazzi gentilissimi e motivati, ma ho anche scoperto che Vodafone offre per 15 euro al mese una connessione praticamente flat che mi sembra molto meglio di quanto mi offrisse H3G.
In ogni caso quello che mi ha colpito è la radicale differenza nell'atteggiamento nei confronti del cliente...





