lunedì, agosto 15, 2011

Le dimensioni contano?


La recente manovra, o meglio la recente proposta visto che mi sa che avrà vita difficile in parlamento, merita qualche considerazione.

Gli enti con meno di 70 dipendenti

Questa è forse la parte più folle del provvedimento.  La discussione sulla importanza delle dimensioni ci porterebbe lontano e fuori argomento (anche se certamente l'argomento sarebbe più gradevole), ma forse qui varrebbe la pena domandarsi "Contano solo le dimensioni?".

Per il caro leader e, absit injuria verbis, per le sue escort evidentemente si.  La cosa è illogica: certamente ci sono enti piccolissimi, ma molto utili e virtuosi ed enti molto grandi inutili e spendaccioni.  In realtà questa norma non entra minimamente nel merito delle cose e privilegia i grandi carrozzoni rischiando di chiudere piccoli gioielli nazionali come la Accademia della crusca.  Quest'ultima è stata per fortuna salvata da Napolitano, ma su quanti enti piccini e utili si abbatterà questa assurda mannaia?

Liberalizzazioni delle professioni e ordini

Qui confesso di essere un poco confuso, amici che stimo, per esempio avvocati, sono indignati.

Personalmente penso che l'unica barriera all'accesso alla professione debba essere il mercato, la alternativa al libero mercato è l'economia pianificata di tipo sovietico che non si può dire abbia funzionato benissimo.  Folle anche il listino minimo per le prestazioni: ognuno dovrebbe poter offrire i suoi servigi al prezzo che meglio ritiene giusto e sarà poi il mercato a decidere in base al rapporto costo/valore della prestazione.

Del resto io per esempio faccio consulenze nell'ambito della ergonomia e del disegno di siti, non esiste alcun limite all'accesso a questa professione e francamente non ne sento minimamente il bisogno.

A cosa servono gli ordini professionali?  Il controllo sull'accesso alla professione dovrebbe essere demandato allo stato solo quando sono richieste specifiche caratteristiche come nel caso di notai, avvocati, ingegneri, medici...    A questo punto chiunque abbia le caratteristiche richieste che faccia pure la professione, se saranno troppi il mercato sceglierà i migliori e gli altri cambieranno mestiere, come facciamo noi non regolamentati.

Per fare il giornalista dovrei poter portare solo due righe dell'editore che mi da un incarico (esattamente come succede se divento direttore di un giornale e chiedo la iscrizione in albo speciale), qualcuno mi mette nella lista e da quel momento sono sottoposto al controllo di un giurì che verifica la mia correttezza deontologica.  Sindacati, mutue e previdenza dovrebbero essere in altri enti.

Il prelievo per redditi sopra i 90.000 euro

Qui dovrei essere contento perché ho scoperto di essere ricco, ma francamente l'idea di essere tanto più ricco del mio dentista o del mio salumiere mi lascia un poco stranito!

Da leggere!

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