giovedì, agosto 25, 2011

Steve lascia Apple...


In una lettera sul sito della Apple Steve Jobs annuncia di non potere più fare fronte ai suoi doveri, lascia, temo questa volta definitivamente, Apple.

Era una decisione attesa, Steve sta combattendo, da tempo, una difficile battaglia contro una grave malattia .

Conobbi Steve alla fine degli anni settanta a una delle presentazioni di AppleII a Palo Alto e lo rincontrai visitando negli anni ottanta lo stabilimento del primo Mac di Freemont: inutile dire che è una delle persone più carismatiche e intelligenti a cui abbia mai avuto il piacere di stringere la mano.

Credo che per Apple sarà molto difficile ritrovare una guida del genere...

roberto

lunedì, agosto 22, 2011

E l'ordine dove è?


La polmonite è una malattia che può dare serissimi problemi e complicanze anche molto pericolose.  Prima dell'avvento degli antibiotici era la prima causa di morte in molte nazioni, Italia compresa, oggi ha ceduto il primato ad altre malattie, ma si colloca ovunque tra il quarto e il sesto posto.

In altre parole è una malattia da curare con particolare attenzione.

L'altro giorno in una discussione sulla Omeopatia nata dal maldestro tentativo del colosso della Omeopatia Boiron di tacitare le critiche di un blogger mi è stato segnalato questo link.

La lettura è interessante e si presta a qualche osservazione.

Dunque qui abbiamo un medico che visita per telefono un paziente, dice giustamente che non si dovrebbe fare, ma poi ammette di averlo fatto.  Al paziente un medico che lo ha visto e sicuramente auscultato ha diagnosticato una "bella broncopolmonite" che di bello ha poco, ma è un modo comune di dire che è forte.  Dopo la diagnosi ha prescritto un ciclo di antibiotici.

Il paziente non è sicuro, si rivolge ad un altro medico (il protagonista della nostra storia) che dopo avere chiesto con molta cura tutti i sintomi al telefono decide di interrompere la terapia antibiotica e instaurare una complessa e molto liturgica terapia omeopatica.

Il paziente per fortuna guarisce comunque, ma si sa che molte volte queste malattie guariscono anche da sole, dipende dallo stato del paziente e dal suo sistema immunitario.

Il nostro telefonista, opps medico, da questo singolo caso deduce con grande certezza che la guarigione è avvenuta per merito della omeopatia e che di conseguenza si può affermare che la omeopatia può curare anche malattie gravi.  Che dire una sperimentazione clinica ineccepibile, in fondo sulla intera popolazione dei pazienti (1) il 100% (1) è guarito!

Io mi chiedo e vi chiedo se possono succedere certe cose e se si possa mettere in rete impunemente una cosa del genere.  Certo la risposta che vorrei tanto ricevere è quella dell'organi di vigilanza...

roberto

PS Qualche tempo fa ho scritto a Christian Boiron per chiedere la risposta a semplicissimi quesiti, no non hoi avuto risposta...

lunedì, agosto 15, 2011

Le dimensioni contano?


La recente manovra, o meglio la recente proposta visto che mi sa che avrà vita difficile in parlamento, merita qualche considerazione.

Gli enti con meno di 70 dipendenti

Questa è forse la parte più folle del provvedimento.  La discussione sulla importanza delle dimensioni ci porterebbe lontano e fuori argomento (anche se certamente l'argomento sarebbe più gradevole), ma forse qui varrebbe la pena domandarsi "Contano solo le dimensioni?".

Per il caro leader e, absit injuria verbis, per le sue escort evidentemente si.  La cosa è illogica: certamente ci sono enti piccolissimi, ma molto utili e virtuosi ed enti molto grandi inutili e spendaccioni.  In realtà questa norma non entra minimamente nel merito delle cose e privilegia i grandi carrozzoni rischiando di chiudere piccoli gioielli nazionali come la Accademia della crusca.  Quest'ultima è stata per fortuna salvata da Napolitano, ma su quanti enti piccini e utili si abbatterà questa assurda mannaia?

Liberalizzazioni delle professioni e ordini

Qui confesso di essere un poco confuso, amici che stimo, per esempio avvocati, sono indignati.

Personalmente penso che l'unica barriera all'accesso alla professione debba essere il mercato, la alternativa al libero mercato è l'economia pianificata di tipo sovietico che non si può dire abbia funzionato benissimo.  Folle anche il listino minimo per le prestazioni: ognuno dovrebbe poter offrire i suoi servigi al prezzo che meglio ritiene giusto e sarà poi il mercato a decidere in base al rapporto costo/valore della prestazione.

Del resto io per esempio faccio consulenze nell'ambito della ergonomia e del disegno di siti, non esiste alcun limite all'accesso a questa professione e francamente non ne sento minimamente il bisogno.

A cosa servono gli ordini professionali?  Il controllo sull'accesso alla professione dovrebbe essere demandato allo stato solo quando sono richieste specifiche caratteristiche come nel caso di notai, avvocati, ingegneri, medici...    A questo punto chiunque abbia le caratteristiche richieste che faccia pure la professione, se saranno troppi il mercato sceglierà i migliori e gli altri cambieranno mestiere, come facciamo noi non regolamentati.

Per fare il giornalista dovrei poter portare solo due righe dell'editore che mi da un incarico (esattamente come succede se divento direttore di un giornale e chiedo la iscrizione in albo speciale), qualcuno mi mette nella lista e da quel momento sono sottoposto al controllo di un giurì che verifica la mia correttezza deontologica.  Sindacati, mutue e previdenza dovrebbero essere in altri enti.

Il prelievo per redditi sopra i 90.000 euro

Qui dovrei essere contento perché ho scoperto di essere ricco, ma francamente l'idea di essere tanto più ricco del mio dentista o del mio salumiere mi lascia un poco stranito!

Da leggere!

domenica, agosto 07, 2011

Lettera aperta a Christian Boiron


Caro Christian, non ci conosciamo, ma hai una faccia aperta e simpatica e sono sicuro che sarai pronto a rispondere a questa mia lettera sincera e costruttiva.

Qualche giorno fa ho saputo che hai minacciato di denunciare il blog Blog(0) per avere pubblicato alcuni dubbi sulla efficacia della terapia omeopatica sulla quale hai costruito il tuoi impero.

Ti dico come la ho capita io:

1) Tu vendi acqua, costa molto più della benzina, ma sempre di acqua si tratta! Non ripeto il calcolo che è stato fatto da molti, ma regole inequivocabili della chimica, sono laureato in ingegneria chimica e queste cose si studiano al primo anno, ci dicono che arrivati a una diluizione 12C se in una confezione c'è una molecola, una sola molecola, del principio attivo sei fortunato.

Del resto come ben sai non esiste alcun metodo analitico capace di distinguere tra il contenuto di un tuo flacone e l'acqua ed è per questo che puoi vendere prodotti anche molto pericolosi senza alcuna ricetta.  Io berrei senza alcun problema tutto l'armadio dei farmaci omeopatici della mia farmacia sicuro che non ne avrei alcun problema.

2) A questa inequivocabile obiezione rispondi che grazie alla dinamizzazione l'acqua ha memoria dei principi attivi con i quali è stata a contatto.  Difficile immaginare un meccanismo logico per il quale questo succeda, ma c'è un altro problema: da 12C in poi nella metà dei flaconi (il valore è approssimativo perché dipende dal peso molecolare del prodotto, ma la cosa è peggiorativa) c'è acqua purissima che viene diluita ulteriormente con acqua purissima.  Dovremmo dunque pensare che non solo l'acqua ha memoria, ma è anche capace di trasmettere questa memoria ad altra acqua pura.  A questo punto mi chiedo a quanti prodotti è stata esposta questa acqua nella sua storia?  Quanti prodotti "ricorda".

Forse hai trovato il modo di cancellare la, non misurabile, memoria dell'acqua?  Se non è misurabile come diavolo fai a sapere che non mi stai somministrando la memoria  di chissà quali strani principi attivi con i tuoi prodotti?

Solo un lavoro, che io sappia, è stato fatto per cercare di dimostrare questa proprietà dell'acqua, quello tristemente famoso e immediatamente sbugiardato di Benveniste.  Come fate a sapere che l'acqua ha memoria?

3) Certo un farmaco può essere efficace anche se non si conoscono i meccanismi di azione, ma almeno dovrebbe essere dimostrata l'efficacia con metodi di sperimentazione in doppio cieco che sarebbero facilissime visto che in linea di massima con la omeopatia non si curano malattie mortali per le quali questo tipo di sperimentazione presenta gravi problemi etici.

Visto che siete tanto convinti della efficacia della omeopatia come mai non fate esperimenti del genere?  Io li ho cercati, ma ho trovato solo quello di Lancet che dice che non c'è sostanziale differenza tra omeopatia e placebo.

Questa è la storia come la ho capita io, probabilmente ho capito male.

Aspetto fiducioso una risposta.

Roberto Dadda

PS U/n consiglio: trovati un esperto di social media e di presenza in rete perché il modo con il quale avete reagito è suicida!  Moltissimi di noi non sapevano nemmeno che il blog Blog(0) esistesse, ma avete fatto di tutto per dargli visibilità.  Io faccio il consulente anche in quell'argomento, chiamami che ti faccio lo sconto!




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Qualche esperimento...