giovedì, giugno 14, 2012

Di Marco Camisani Calzolari e della Teoria e pratica delle misure, ovvero come si dovrebbe evitare, in una sedicente "ricerca scientifica" di "dare i numeri" a caso...





L'articolo di Marco Camisani Carzolari sui finti follower e alcune contestazioni, come la mia, hanno sollevato un vespaio di polemiche.  Con me Marco ha deciso di non parlare, dice che non ha tempo e mi invidia per tutto il tempo libero che in realtà vorrei tanto avere e non ho, con altri ha presentato argomentazioni a dire poco opinabili.
Commentando un post di Dotcoma mi è venuta in mente una analogia che vorrei condividere anche qui.
In realtà qui siamo davanti a un classico problema di misura e a un errore che nella storia della scienza si è ripetuto più volte anche in modo eclatante, io ho in mente, ma forse a questo punto penso di sbagliare, che Marco sia un ingegnere, all’esame di “Teoria e pratica delle misure” questa cosa viene spiegata in modo esteso.
Un esempio. Se voglio misurare quanto NaCl c’è in un certo campione di acqua esiste una misura diretta: porto a secco il campione in quantità sufficiente facendolo bollire, purifico quello che resta in modo che sia solo NaCl e poi peso.
Le misure dirette spesso o sono banalmente impossibili, non esiste nessuna possibilità di fare quella misura, o sono, come in questo caso, difficili e costose. A questo punto posso pensare a una misura indiretta: penso di poter dire quanto sale da cucina c’è nell’acqua misurandone la conducibilità elettrica. Se la misura che vado a fare nasca o meno da considerazioni empiriche poco importa: la devo validare.
La prima cosa da fare è verificare che ci sia una relazione tra la grandezza che vado a misurare e quella che voglio valutare, nel caso dell’acqua prendo acque preparate con diverse quantità di sale e faccio la misura.
La seconda è stabilire le condizioni di misura (in questo caso la temperatura per esempio) e misurare il rumore di fondo, le variazioni di misura cioè dovute al metodo di misura stesso o a parametri che non controllo.
Dopo queste valutazioni, e SOLO dopo queste valutazioni dico di avere trovato un metodo e traggo delle conclusioni sui numeri che altrimenti non hanno alcun valore.
Attenzione: il fatto che non abbiano valore non vuole dire che non siano giusti, Marco potrebbe anche averli azzeccati, ma sarebbe successo per caso e non per una corretta conduzione della misura!
Il fatto di dire, come fa Marco, che una misura è giusta perché lanciata su diversi campioni da risultati diversi è deliziosamente naive, ma credo che la stupidaggine della conclusione sia troppo ovvia per essere commentata.
Restando nella elettrochimica va anche considerato come, e vale qui come in ogni altra misura, non è assolutamente detto che di una certa grandezza esista la possibilità di effettuare una misura indiretta (in realtà questo vale anche per le misure dirette, ci sono cose che sappiamo esistono, ma non abbiamo mai misurato), misurare qualche cosa potrebbe essere semplicemente impossibile.

A fronte del fatto che si misurasse benissimo la conducibilità e che questo, per il caso che ho descritto, permetta di fare misure anche molto precise ha portato qualcuno a pensare che si potesse usare lo stesso metodo per verificare se una batteria al piombo fosse carica o meno mettendo una celletta di misura di conducibilità nell’elettrolita.

La cosa sarebbe interessantissima (in realtà mi risulta non esista nulla che permetta,, a tutt’oggi, di fare questo e la valutazione della carica si ottiene con la storia elettrica ai morsetti), molti anni fa lavoravo nel settore e passai giorni e notti a cercare di ottenere quel risultato che è di fatto impossibile. Se avessi ragionato come Marco, visto che di numeri diversi ne ho ottenuti vagoni, e avessi dato per scontato che questo fosse il segnale della validità della misura avrei pubblicato un lavoro che avrebbe fatto ridere mezzo mondo anche se, probabilmente, visto l’interesse per l’auto elettrica, sarebbe finito su Quattroruote, come Marco è finito, con una misura che a essere molto gentili definirei opinabile, su FT!

my2c

roberto

2 commenti:

  1. Leggere qui prego http://www.mind-spa.it/2012/06/14/finti-follower-e-finti-tonti-3-shooting-the-messenger/

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  2. In realtà non stiamo sparando sul messaggero perché non ci piace il messaggio, stiamo sparando sul messaggero perché il messaggio se lo è inventato! http://robertodadda.blogspot.com/2012/06/marco-camisani-calzolari-segnala-un.html

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