giovedì, giugno 14, 2012

Il messaggero che si inventò il messaggio!


Marco Camisani Calzolari segnala un post che evidentemente gli è piaciuto molto.

Sono andato ovviamente a leggerlo: Walter Vannini, autore del blog, usa la shakespeariana metafore dello "sparare sul messaggero" sostenendo in buona sostanza che chi contesta Marco in realtà sta sparando si un messaggero perché portatore di un messaggio che non piace.

Francamente penso che la cosa sia del tutto inesatta: noi non spariamo sul messaggero perché porta un messaggio che non ci piace, spariamo sul messaggero perché si è inventato il messaggio!

Nei fatti poi Walter riconosce che in umeri di Camisani sono molto opinabile, ma sembra credere che sia impossibile ottenerne di migliori cancellando con un colpo di spugna intere branche della scienza come per esempio la sociologia.
"Non solo la ricerca di Camisani, ma tutte le cosiddette scienze umane (per le quali ho poca simpatia metodologica, sia chiaro) non sopravviverebbero ai tre criteri qui sopra. Per il semplice fatto che il metodo scientifico non è direttamente applicabile a cose che scientifiche non sono."
Devo dire che con tutta la più buona volontà io l'ultima frase, che ha un suo fascino, non la capisco proprio.

Cosa vuole dire che "una cosa è scientifica"?  I fenomeni sono fenomeni, non esistono fenomeni scientifici o non scientifici, la scienza è un metodo che si può applicare a qualsiasi fenomeno!

Temo che si faccia una certa confusione tra scientificità e precisione, c'è una bella differenza e in ogni caso anche scienze che credevamo precisissime come la fisica dopo i lavori di Werner Heisenberg sappiamo che le misure che facciamo sono persino nella fisica quantistica tutto fuori che precise.

Quella che Marco fa è una misura indiretta senza nessuna validazione ed è questo il problema: nessuno chiede una precisione assoluta, ci mancherebbe, ma esistono metodi che permettono di verificare se la misura indiretta è possibile (non tutto si può misurare) e se è significativa.

Nulla di tutto questo, parliamo di metodiche usuali non di cose sopraffine, è stato fatto e i numeri sono di fatto praticamente casuali.  Questo non vuole dire che siano sbagliati, vuole dire che nessuno può dire quanto siano giusti.

roberto

7 commenti:

  1. Salve Dadda,
    solo qualche piccolo appunto.

    Accetto la perifrasi "Walter riconosce che i numeri di Camisani sono molto opinabili" a patto di togliere il "molto" e di considerarla un'osservazione, non un giudizio. I numeri di Camisani sono opinabili come quelli di qualsiasi sondaggio.

    Quanto poi a cosa significhi che "una cosa è scientifica", intendo riferirmi semplicemente al fatto che le cose umane tendono spesso a violare cosucce come il tertium non datur, alla base della logica che sta alla base dell'inferenza e della deduzione, che stanno alla base della scienza.

    Penso alla prospect theory, per dire.

    Questo non significa che non si possa applicare un giusto rigore, ci mancherebbe.

    Solo che misurare fenomeni sociali non è sempre semplice, verificabile e ripetibile come misurare la quantità di soluto in un solvente.

    E quindi, basarsi solo su questo genere di misure (i follower di Camisani o i dati di un sondaggio, per dire) come se esprimessero una qualche verità inconfutabile non è un buon modo di procedere.

    Il che, poi, è proprio la tesi di Camisani.

    Quanto alla misura di validità (cioè, essere sicuri con che frequenza un bot per l'algoritmo sia davvero un bot) non penso che Camisani la tirerà fuori dal cappello: è un test di Turing sotto mentite spoglie.

    Quindi, dovremo farne a meno come ne facciamo a meno per cose più importanti: ad esempio il PageRank di Google, che nessuno discute e sul quale incidono interessi enormi.

    Anche perché l'obiettivo non deve essere "stanare i bot" (è impossibile) ma migliorare le pratiche di marketing e la loro efficacia per le aziende che le pagano.

    Grazie,
    W

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  2. Scusate, bellissimi e interessantissimi post.
    Ma mi sembra che non sia una questione di indeterminazione etc
    Un minimo livello di confidenza (gioco di parole) si potrebbe anche stimare, ma su base scientifica, quella vera...
    In fondo la statistica esiste e non mi sembra (intesa come disciplina scientifica) sia stata applicata... con le sue regole e metodologie...
    Il test (compreso il pdf) sembra solo una serie di numeri (si fa per dire) "gestiti" in modo tale da potere dire: Dico questo è ho ragione.

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  3. Poverino camisani non se lo fila più nessuna allora vai di polemica, come farebbe uno pseudo giornalista del giornaletto di pollenatrocchia per vendere qualche copia in più.
    Complimenti si pulisca la lingua che a leccare si sporca, se vuole dopo l’orario di chiusura c’è posto per le pulizie a 5 euro ora compreso contributi regolare contratto a progetto ( pulizia del cesso, cambio carta igienica, aggiunta sapone e altro ).
    Mi mandi il curriculum che valuto se farle fare il sito del pollaio di mia nonna 200 euri tutto compreso.

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  4. TWITTERGATE: SACCO; ANALISI CORRETTA, SI DISCUTA SUI DATI
    IL PROF BOCCONI HA VISIONATO CAMPIONE GRILLO; 1% MARGINE ERRORE
    (ANSA) – LONDRA, 25 LUG – “Abbiamo visionato uno per uno i
    presunti falsi del campione riferito all’account di Beppe Grillo
    e il margine di errore è basso, intorno all’1%. Quindi
    l’analisi c’é”. A parlare è Francesco Sacco, professore
    presso l’università Bocconi, dipartimento Management e
    Tecnologia.
    “Mi piacerebbe – dice all’ANSA – che il web fosse uno spazio
    civile dove si dibatte e non attacca a livello personale. Detto
    questo, non esiste la metodologia perfetta. Pensiamo a Blade
    Runner: trovare i replicanti era un’arte”. L’importante dunque
    é l’approccio e Sacco ha insistito perché questa volta i dati
    ‘crudi’ della ricerca sugli account dei politici fossero
    pubblicati in toto così che ognuno potesse svolgere una contro
    verifica. “Facciamo una scommessa: in quanti si prenderanno la
    briga?”. E la polemica che si è scatenata. “I risultati
    possono non piacere. Ma ripeto, l’analisi c’é. E io non sono
    uno schierato”. (ANSA).
    http://www.linkedin.com/pub/francesco-sacco/0/a0/498

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  5. Camisani è un poveraccio, facciamo colletta per aiutarlo.

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  6. Camisani continua a mantenere nel suo profilo il titolo di professore anche se invitato dallo iulm a non utilizzarlo http://www.liberoquotidiano.it/news/1065935/Twitter-Puglisi-Calzolari-professore-a-contratto-senza-laurea.html.

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