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sabato, dicembre 05, 2009

Momo design e contratto 3, atto secondo...


Ieri raccontavo del mio problema con la chiavetta Momo Design MD-@ che 3 mi ha dato in comodato quando, quasi due anni or sono, ho stipulato un contratto per la connessione del mio portatile.

Avendo il dubbio di essere incappato in un negozio male informato questa mattina sono andato nel negozio di piazza Cordusio a Milano ed ho posto lo stesso problema: ho un contratto dove compero connessione, la chiavetta che mi hanno dato non funziona su Windows 7, cosa devo fare?

Dopo lo sgradevole incontro con un commesso estremamente scortese che mi ha detto praticamente "O aspetta i nuovi driver o fa un altro contratto" ho ottenuto, con non poca fatica, di parlare con il responsabile del negozio.

E' intervenuta una signora molto cortese e molto competente e dopo una breve chiacchierata il responso è stato molto chiaro e inequivocabile: "la chiavetta in comodato che mi è stata data aveva scritto sulla scatola che funzionava con Vista, se la voglio usare devo installare vista, se no peggio per me!". Ho cercato di opinare che il contratto, che è poi la cosa che vale davvero, non contiene nessuna indicazione in merito, ho cercato di spiegare che io da loro compero connessione, ma non c'è stato verso: l'unica alternativa è quella di rinunciare al contratto, pagare la penale e fare un contratto nuovo a fronte del quale mi verrebbe data una nuova chiavetta.

Il mio contratto scade a febbraio, si tratta di 20 euro, ma certamente non lo rinnoverò: se per 3, alla quale chiedo solo di ottemperare a un contratto stipulato permettendomi la connessione, valgo meno di 20 euro non credo meriti la mia fiducia!

Va considerato anche che non sto chiedendo di connettere una macchina con un sistema operativo esoterico, sto chiedendo che mi venga permessa la connessione di una macchina che ha il sistema operativo che si trova installato oggi entrando un un qualsiasi negozio di PC e scegliendone uno a caso!

ATTENZIONE: sembra dunque che sottoscrivendo un contratto di connessione con 3 si resti vincolati alle caratteristiche dichiarate sulla scatola del device che vi viene consegnato al momento della stipula del contratto, se le tecnologie cambiano si continua a pagare anche se non è più possibile usufruire del servizio!

NOTA: quanto esposto vale per la chiavetta MOMO Design MD-@. altre chiavette 3 funzionano benissimo anche su Windows 7!

bob

mercoledì, maggio 09, 2007

Ripensiamo il PC?


Quando mi succede di sventrare uno dei miei PC per aggiungere qualche componente o qualche periferica mi ritrovo a considerare come in buona sostanza la architettura delle macchine sia sostanzialmente analoga a quella del mio vecchio Apple II.

Premetto che non conosco molto bene l'architettura Mac: le considerazioni che seguono si riferiscono a macchine della famiglia che una volta chiamavamo IBM Compatibili e che assommano quelle con sistema operativo Windows e con Linux nelle varie possibili varianti.

Quando nel 1981 IBM elaborò la sua architettura hardware lo fece con una stretta analogia alla macchina allora di più grande successo: Apple II sul mercato dal 1977.

A quel tempo potenza di calcolo e memoria RAM erano ancora beni preziosissimi e di fatto era tutta concentrata nella CPU del Personal e sulla scheda madre, le periferiche erano ancora piuttosto stupide e avevano a bordo il minimo indispensabile di logica. Per fare un esempio il posizionamento del braccio di lettura di un disco floppy era controllato direttamente dalla CPU tanto che qualcuno si divertiva a scrivere programmini in Basic che a furia di Peek e Poke (la forma di programmazione assembler più stupida mai vista sulla faccia della terra) suonavano una musichetta facendo sbattere il braccetto sul finecorsa!

Ogni periferica a questo punto aveva bisogno di un programma da caricare sul personal, spesso estremamente complesso e sofisticato: il driver.

Le cose sono poi evolute: la legge di Moore, confermata ancora per i prossimi anni, ci ha dato potenze di calcolo inimmaginabili, e la memoria è diventata una commodity. Le cose non sono però molto cambiate e le periferiche hanno sempre bisogno di driver ingombranti, complessi e specifici.

L'altro giorno sono impazzito per cercare di fare funzionare il mio scanner con Ubuntu, ma alla fine non avendo trovato un driver adatto ho dovuto rinunciare ed installare un vecchio scanner che non usavo da molto tempo, ma con i driver adatti.

Le cose potrebbero e dovrebbero funzionare in modo molto diverso!

Gli scanner fanno più o meno la stessa cosa e il sistema dovrebbe parlare allo stesso modo con tutti gli scanner del mondo utilizzando al più messaggi standard di configurazione per dichiarare parametri e particolarità: tutto il resto della elaborazione specifica dell'oggetto dovrebbe essere demandata al software di bordo.

Qualche esperimento...