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venerdì, marzo 06, 2009

Economia del dono.


Mi hanno scritto alcuni amici chiedendo le copie della presentazione sulla economia del dono che ho fatto al Femcamp di Bologna nel 2007.

Le slide senza il parlato della persona che le presenta hanno poco senso, a suo tempo avevo realizzato questi due filmati, se a qualcuno interessano li ripropongo qui.

martedì, maggio 29, 2007

Economia del dono al femcamp

Ho commentato in una serie di filmati il mio intervento al Femcamp di Bologna:

Parte prima


Parte seconda


Parte terza

domenica, aprile 08, 2007

La Gift economy come la ho capita io.

Leggendo un post su Marketing usabile e partecipando ad una discussione su Aghenor mi sono trovato a discorrere sulla Economia del dono (Gift economy), un argomento che salta sempre più spesso fuori quando si parla in rete di iniziative di marketing.

Nella fattispecie un guru ha deciso che a chi parteciperà pagando alle conferenze di lancio del suo nuovo libro regalerà cinque copie del volume in modo che i partecipanti che ovviamente non sapranno bene cosa farsene delle quattro copie in più le regaleranno a qualcuno provocando così una diffusione del volume più veloce.

Qualcuno ha parlato qui di Economia del dono, personalmente non credo che ci sia alcuna affinità tra le due cose e provo a spiegarvi il perché.

Innanzitutto l'economia del dono è una economia e di conseguenza dovrebbe attenere al meccanismo con il quale i beni vengono prodotti, distribuiti e consumati. Esempi di economia sono quella di mercato, la nostra, e quella pianificata tipica per esempio dei paesi comunisti di quando il comunismo esisteva ancora.

Il fatto che qualcuno regali qualche cosa a qualcuno non basta per definire una operazione appartenere alla Ecomonia del dono: il "compri tre e paghi due" dei supermercati o il regalo di una rivista a chi ne compera un'altra nulla hanno a che fare con l'economia del dono, sono solo operazioni di marketing nell'ambito di una economia di mercato.

Cosa è allora l'economia del dono?

L'economia del dono si attua quando qualcuno regala di abitudine qualche cosa a qualcun altro senza pretenderne una immediata contropartita, ma solo per partecipare a un circolo sociale virtuoso dove anche gli altri, quando lo vorranno o quando e se sarà necessario, parteciperanno alla vita della collettività con un dono.

Nelle tribù primitive i cacciatori mettono a disposizione di tutti il frutto del loro lavoro, la comunità lo riceve e per esempio parteciperà alla difesa della collettività se e quando verrà attaccata da una tribù nemica o si accollerà lunghe marce per portare l'acqua da luoghi lontani nei periodi di siccità.

Qualcuno osserva che nascono comunità nelle quali le economie di tipo diverso convivono in modelli misti: non si tratta assolutamente di una novità, nelle comunità dal modello economico complesso questa convivenza di paradigmi è sempre esistita.

La donazione del sangue nelle comunità dove non è remunerata è un chiaro esempio di economia del dono: non solo chi dona non pretende nessuna contropartita, ma spera fermamente di non averla mai nemmeno in dono perché subire una trasfusione testimonia una situazione certamente non gradevole! L'unica contropartita è la gratificazione di partecipare a qualche cosa di virtuoso ed utile per la collettività.

Molto simili, anche se in ambiti molto diversi, le motivazioni ed i meccanismi che spingono qualcuno a scrivere una voce di una enciclopedia on line come Wikipedia, a scrivere specifiche o software per un prodotto open source o a scrivere su un blog solo perché pensano che quello che dicono possa essere utile a qualcuno.

In linea di principio penso che il lancio di un libro non dovrebbe essere un evento a pagamento, mi aspetto anzi qualche cosa da bere alla fine, ma che io per partecipare debba comperare cinque copie del volume lo trovo una sgradevole iniziativa di marketing. Ognuno ovviamente è libero di offrire quello che vuole, ognuno è libero di andarci o non andarci, ma per favore evitiamo di nobilitare la cosa tirando in ballo l'economia del dono!

bob

giovedì, novembre 09, 2006

Open source e economia del dono...


Di questo argomento ho parlato qualche mese fa nel mio vecchio blog, molti me ne hanno parlato e allora ho deciso di rivedere un poco il documento e di ripostarlo qui.


In più di una occasione parlando del software open source Bill Gates ha affermato di non capire con quale spirito un programmatore torni a casa la sera dalla sua famiglia dopo avere impegnato la giornata a programmare per poi mettere in rete il risultato del proprio lavoro senza ricevere per questo un compenso.


La cosa mi ha frullato in testa per un po' di tempo: qualche cosa mi diceva che non è del tutto corretta, ma non riuscivo a razionalizzare il problema in modo compiuto.


Poi ho incontrato un libro di Marcel Mauss, “Saggio sul dono. Forma e motivo dello scambio nelle società arcaiche”, ed ho capito che si trattava di un cambio di paradigma e i paradigmi che cambiano sono sempre una cosa difficile da capire.


Figlio del miracolo economico degli anni sessanta ho la testa completamente orientata alla economia mercantile: le risorse sono scarse e chi le genera le vende.


Il saggio espone il concetto della economia del dono, tipica delle comunità rurali antiche dove chi crea risorse non le vende, ma le scambia con gli altri sulla base di regole e convenzioni non scritte sostanzialmente impostate sul concetto di reciprocità: chi riceve qualche cosa dona e cerca sempre di donare un poco più di quanto non abbia ricevuto.


E' importante notare la enorma differenza tra dono e baratto: il dono è svincolato dal valore intrinseco del bene mentre il baratto è una forma di scambio mercantile svincolata solo dall'uso del denaro come strumento intermedio.


Il blogger e lo scrittore di software open di fatto aderiscono a questo paradigma mettendo a disposizione le proprie idee e il risultato del loro lavoro in una comunità fatta di relazioni e di scambi con il risultato di amplificare enormemente il risultato del proprio lavoro!


Del resto la dimensione stessa del fenomeno blog e la quantità di software gratuito anche di grande qualità che si trova oggi in rete sono la chiara testimonianza di un fenomeno con basi molto solide.


Interessanti questi link che raccolgono esempi di software libero indicando di quale programma pagato sono alternativa:


Jason Chen’s Free Useful Software List
Wikipedia Entry for Open Source Software
An Entire Website Dedicated To Open Source Software
top 10 Open Source Programs


Se qualcuno l'argomento interessa la lettura del volume può essere illuminante, oltre che molto gradevole.



Qualche esperimento...