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lunedì, maggio 12, 2008

Terremoto e giornalismo...

Questa mattina ho saputo del terremoto in Cina da CNN, probabilmente su twitter se ne parlava da prima e qualcuno, per esempio Alberto,sembra ritenere che questo sia stato un esempio di giornalismo del domani.

La cosa è interessante e ho perso un poco di tempo per analizzare la immensa nube di messaggi che vengono fuori lanciando su Twitter la ricerca con parola chiave "earthquake".

Devo dire che il rusultato è piuttosto deludente: messaggi su messaggi che non danno di fatto alcuna informazione, ma che sono utili sono quando riportano il link a un sito che in modo istituzionale e professionale riporta notizie.

Francamente credo che per eventi di questo genere il giornalismo professionale e organizzato sia ancora molto superiore ed ho qualche dubbio che le cose possano cambiare in un futuro immediato.

Certo nei prossimi giorni probabilmente troveremo fotografie su Flickr e testimonianze su blog di persone presenti, ma al momento le informazioni che mi sta dando l'inviato di CNN dalla Cina sono enormemente più interessanti di quanto mi arriva da Flickr dove stanno cinguettando di terremoto una marea di persone che ne sanno esattamente quanto ne so io!

Diverso il caso delle testimonianze dirette in situazioni di emergenza: ricordo le chiacchierate fatte su ICQ durante le guerre nella ex Iugoslavia, ma ancora una volta sono situazioni molto particolari, diverse e probabilmente complementari rispetto al giornalismo tradizionale che resta fonte principe di informazioni.

Su Flickr al momento ci sono solo alcune foto di gente che scappa ordinatamente come quella che ho riportato qui, nulla di più. Certamente chi è sul posto ha bel altro da fare che postare!

bob

martedì, novembre 13, 2007

La sindrome di Robin Hood

Qualche giorno fa Francesco se ne usciva con un post molto forte dove denunciava una serie di tranelli contenuti nel contratto che 3 propone ai suoi clienti per il telefono con collegamento a Skype.

Ne è nata una grande nube di link e di ri-link nettamente divisa in due grandi tipi di intervento: qualcuno ha discusso la cosa confermandone i contenuti o contestandoli, qualcuno altro, ed è la stragrande maggioranza, si è immediatamente e semplicemente aggregato alla segnalazione della disonestà dell'offerta ed alla chiamata a non firmare un contratto truffaldino.

La discussione è andata avanti ed alla fine, un po' come spesso succede su Wikipedia, ha prevalso una visione un poco più moderata delle cose. Resta l'idea di un contratto scritto male (la cosa intendiamoci non è di poco conto), resta una telefonata di Francesco con una persona 3 a dire poco incompetente, ma l'idea della truffa da evitare assolutamente è scoppiata come una grande bolla di sapone.

Francesco ha preparato un altro post, e la cosa fa solo onore alla sua onestà intellettuale, dove spiega le perplessità che gli restano e quelle che ha risolto ed è lui stesso che fa cadere la parte più forte della denuncia.

A questo punto potrebbe suonare esagerata la parola «disonestà» che ha dato il titolo al mio precedente articolo. Essa è stata generata da un impulso di schifo, provato dal sottoscritto all’acredine, allo sprezzo del cliente percepito dal colloquio con la signora in questione, che ha trattato i clienti (convinta di parlare col negoziante) come pezze da piedi.
Questa mattina sono andato a dare una occhiata alla nube di citazioni che Blogbabel diligentemente costruisce e sono rimasto un poco stranito.

Insieme a qualcuno che raccoglie il dibattito sulla potenza dello strumento blog e sui potenziali problemi che possono nascere dal suo uso improprio c'è ancora qualcuno che imperterrito raccoglie il primo post di Francesco, ignorando completamente il secondo, e grida allo scandalo.

Credo che un sociologo potrebbe fare un lavoro molto migliore del mio nell'analisi del fenomeno. io credo che ci sia lo zampino di quel Robin Hood che c'è in tutti noi, tra ricco e povero scegliamo istintivamente di difendere il povero ed allora quando si incontrano un Davide e un Golia si prendono istintivamente le parti di Golia senza entrare troppo nel merito della contesa.

Colpisce anche il fatto che ci siano blog anche molto blasonati che continuano a gridare allo scandalo senza minimamente citare le successive precisazioni.

Il "giornalismo dal basso" è certamente un fenomeno interessante e bellissimo, ma forse ci si dovrebbe ricordare che sempre di giornalismo si tratta: nel giornalismo la correttezza della informazione e la onesta verifica delle fonti restano fattori fondamentali.

bob

domenica, novembre 11, 2007

Fluidità e velocità potenziali pericoli per la blogsfera?

L'altro ieri Francesco Minciotti se ne è uscito con quello che a molti è sembrato un mirabile pezzo di "giornalismo dal basso" sulla truffa che 3 starebbe perpetrando nei confronti dei suoi potenziali clienti con la firma del contratto per lo SkypePhone.

E' partita subito una reazione a catena dove qualcuno citando qualcun' altro ha ripreso la tesi ed è stato a sua volta citato...

La notizie era di quelle che piacciono per quello spirito alla Robin Hood che è in tutti noi e si è sollevata subito una nube di link che blogbabel poco fa riportava per esempio così:

E non sono certamente tutti!

Francesco dopo essere stato al centro di una serie di precisazioni da parte di chi, come me, i contratti li trova tutto fuori che truffaldini sta ritrattando l'accusa di truffa sul suo blog.

Di fatto l'unica sacrosanta critica che resta in piedi riguarda la improvvida telefonata con la sedicente responsabile dei rapporti con i rivenditori di 3.

Basta fare un giro nei link che ho riportato per accorgersi che la parola che ricorre di più è "truffa" e che la stragrande maggioranza dei post (il che vuole dire non tutti!) è una chiamata alla attenzione contro 3 che sembrerebbe essere la fonte di ogni male.

Se io fossi 3 certo la cosa non mi piacerebbe!

A questo punto credo che i blogger dovrebbero meditare un attimo sulla eccezionale potenza dello strumento che hanno in mano e sui danni che possono provocare con un uso acritico.

bob

PRECISAZIONE del 13 novembre:

I link che riporto è il cut and paste della nube di Blogbabel. Se si percorrono i link la stragrande maggioranza riposrta la truffa di 3, invita a non comperare, parla di una sola, definisce il post di Francesco un ottimo pezzo di giornalismo investigativo: questi sono gli atteggiamenti che io definisco acritici e che hanno provocato la reazione a catena di cui parlo. Certo ci sono per fortuna delle eccezioni, del resto nella lista ci sono anche io.

Mi sembra di notare una certa confusione nella analisi di quanto esposto da Francesco: io credo valga la pena distinguere in tre parti.

1) il contratto contiene punti non chiari
2) nella telefonata ha ricevuto informazioni assurde
3) l'offerta 3 è truffaldina

Ebbene sul punto
1 non ci sono dubbi, credo di essere stato uno dei primi a segnalare per esempio la assurdità della presenza di una clausola che parla si "spese di chiusura" in caso di recesso anticipato e poi non mi dice a quanto ammontano queste spese. Altre contestazioni come quella delle 10 ore mi sembrano meno valide perché in realtà ad una lettura attenta la cosa non è poi così criptica.
Comunque non ci piove: IL CONTRATTO E' SCRITTO MALE!

Il punto
2 non merita una parola in più di quelle dette: se la telefonata è andata come descritto L'IMPIEGATO DI 3 CHE HA RISPOSTO AL TELEFONO MEGLIO SAREBBE CHE FACESSE, CHE SO, LE FOTOCOPIE, MA DEVE CERTAMENTE STARE LONTANO DAI TELEFONI

Il punto
3 si è sgonfiato per ammissione dello stesso Francesco: NON MI PARE SIA CORRETTO AFFERMARE CHE SI TRATTA DI UNA TRUFFA

Se a questo punto facciamo un giro nei blog che hanno segnalato il post di Francesco e in quelli che a catena hanno segnalato chi lo segnalava il messaggio che passa è praticamente solo il terzo, quello della truffa.

A questo mi riferisco quando parlo del pericolo del passaparola acritico e omologato.


mercoledì, giugno 13, 2007

Bush, panne e il giornalismo diffuso...



L'altro giorno il presidente degli Stati Uniti era a Roma. Spostandosi per la città nella sua blindatissima Cadillac ha avuto un problema: la macchina si è fermata e non ne ha più voluto sapere di ripartire.

Nulla di grave, un'altra macchina, questa funzionante, si è affiancata a quella ferma, gli uomini del servizio di sicurezza hanno formato un muro di protezione e Bush è stato trasferito ed è ripartito.

Qualche anno fa la notizia sarebbe stata raccolta da un cronista attraverso il racconto di qualcuno presente e sarebbe finita in un trafiletto insignificante.

Oggi abbiamo tutti la possibilità di vedere il filmato.

Cosa è cambiato?

Il primo cambiamento è di natura tecnologica: macchine fotografiche e telefonini capaci di riprendere filmati e minuscole cineprese sono oggi disponibili a prezzi tanto ridotti da renderle disponibili ad ogni angolo di strada. Pensare che il mio primo filmato lo ho fatto con la pellicola, lo ho sviluppato, montato con forbice e solvente e sonorizzato poi mi fa sentire tanto vecchio...

Il secondo cambiamento sta nella possibilità offerta dalla rete di condividere contenuti in modo semplice ed estremamente economico. e abbastanza semplice da invogliare la gente a farlo anche se non ha un particolare amore per la tecnologia.

L'insieme delle due cose è una delle mille definizioni di web 2.0 che ho raccolto nella mia caparbia quanto infruttuosa ricerca.

Qualcuno arriva a sostenere che per qualche verso il vero giornalismo sia questo e che sia nel futuro destinato a soppiantare il giornalismo come lo conosciamo oggi.

Io credo si sbaglino!

Il giornalismo spontaneo e diffuso si affiancherà sempre di più a quello professionale ed arriverà ad influenzarlo anche molto profondamente, ma non vedo le due cose in alternativa.

Del resto pensateci: da quando leggete i blog non cercate più informazioni sui giornali (cartacei o in rete che siano), alla radio ed alla televisione? Qualcuno pensa seriamente di poter essere informato in modo efficace solo dal giornalismo spontaneo e diffuso?

Qualche esperimento...