domenica, novembre 11, 2007

Perché ritengo sia sbagliata la corale denuncia della "truffa" di 3 per lo SkypePhone


La blogosfera italiana alza un coro quasi unanime che afferma l'offerta SkypePhone di 3 essere truffaldina.
Ebbene qualcuno mi spiega, contratto alla mano, dove starebbe questa truffa?

Ieri sera esprimevo la mia perplessità sul coro, quasi unanime che si è subito accodato, alla denuncia di Francesco che ritiene l'offerta di 3 relativa allo SkypePhone truffaldina.

Il concetto di truffa è piuttosto preciso e si tratta, giustamente, di un reato grave. Wikipedia ne da questa definizione:
"È definita come attività ingannatoria capace di indurre la parte offesa in errore attraverso artifici e raggiri per indurla a effettuare atti di disposizione patrimoniale che la danneggiano e favoriscono il truffatore o altri soggetti, procurando per quest'ultimi un profitto corrispondente al danno inferto alla vittima."
Ebbene basta andare a leggere il sito di 3 per capire che costi e modalità, che lo ripeto a me non piacciono e non interessano, sono definiti in modo preciso e difficilmente equivocabile.

Il discorso sulla sostanziale incompetenza della persona con la quale Francesco ha parlato certo rimane, ma per valutare se un contratto è truffaldino non ci si può certo basare su di una telefonata, ma ci si deve basare sulla offerta e sulle clausole contrattuali.

Qualche anno fa telefonai al call center Alice perché avevo dei problemi di DNS e la risposta fu "signore noi vendiamo connessione a Internet, i DNS non li abbiamo". Evidentemente ero anch'io incappato in una persona dalla scarsa competenza, ma non per questo ho affermato che Telecom mi stava truffando perché non mi dava il servizio DNS, indispensabile alla navigazione, cui avevo diritto!

Vero è che l'offerta 3 non è scritta così bene e che qualche punto può essere fuorviante, ma con un minimo di attenzione le cose diventano assolutamente comprensibili. Qualcuno ha affermato che tutti i contratti sono incomprensibili, ma non è vero: Skype propone un contratto molto ben scritto, lineare e che non lascia dito a nessun dubbio, credo che ci sia molto da imparare.

Sulla vicenda SkypePhone 3 a me restano comunque alcune perplessità.

Innanzitutto la pubblicità è quantomeno dubbia. Viene affermato "Da oggi Skype sul tuo videofonino 3. Chiama gratis dove vuoi e quanto vuoi."

Basta leggere le varie proposte contrattuali per capire come di veramente gratuito, come per esempio l'offerta Skype PC to PC, non c'è nulla, in qualche modo qualche cosa devi pagare. Purtroppo è un uso comune, e a mio modo di vedere improprio, della parola "gratis" nelle pubblicità.

Quando qualcuno mi dice "comperane due il terzo è gratuito" in realtà mi stanno dicendo "se ne comperi tre ti facciamo uno sconto del 33% sull'acquisto", qui sarebbe forse più logico dire che se faccio uno dei contratti previsti il servizio Skype non lo pago per 10 ore al giorno, senza SkypeOut e se sono sotto copertura 3.

Fuorviante anche il "dove vuoi e quanto vuoi": la limitazione delle 10 ore di conversazione giornaliera, l'impossibilità di usare SkypeOut e l'impossibilità di chiamare per esempio dalla Francia, dove 3 non è presente, fanno a pugni con questa affermazione. I contratti, che sono poi la fonte da analizzare per parlare di una eventuale truffa, dichiarano queste limitazioni in modo chiaro.

L'unico punto del contratto che mi risulta ancora poco chiaro solo le "spese di recesso" che mi verranno addebitate se decido di smettere di usare il servizio prima della fine del contratto. Sarebbe bello venissero esplicitate anche se di fatto esiste nei fatti un tetto massimo rappresentato dai 10 euro di ricarica mensile che sono imposti: se decido che non mi serve più il telefono lo metto in un cassetto e aspetto, pagando i 10 euro, che il contratto finisca.

La cosa che mi ha colpito non è tanto la denuncia di Francesco, prendere una cantonata può succedere a tutti noi, ma la corale e acritica adesione di tanti blogger ai quali giro una semplice e lineare domanda: contratti alla mano dove starebbe la truffa?

bob


5 commenti:

  1. Sono piu' d'accordo con te che con Francesco; non a caso io ho segnato solo i punti del suo post che mi sembrano piu' condivisibili e ho scritto che secondo me non sono una intenzione truffaldina ma una disattenzione alla legalita, che e' cosa assai diversa.

    Una cosa e' dire "adesso faccio cosi' perche' frego la norma", altra cosa e "adesso faccio cosi'" e non penso nemmeno se e quale esista una norma cui riferirsi. norma che probabilmente non conosco e, che se lavoro a un call center, non sono tenuto a conoscere.

    In questo caso c'e' una omissione da parte del capo ad una corretta formazione sugli aspetti legali.

    Tu fai una analogia tra Internet/DNS e TariffaOggi/TariffaDomani che secondo me non regge.

    Per la validita' del contratto, io devo sempre sapere quanto e' il corrispettivo da quando firmo a quando cessa. E il call center (il venditore" deve saperlo. Questa e' negligenza. Colpevole in quanto ammessa da chi ne ha responsabilita'.

    E non vale il discorso "mal comune mezzo gaudio". Mal comune, mal comune e basta e se H3G e' cosi e vodafone fosse uguale, io non risparmierei i miei commenti a nessuno dei due. (il condizionale e' una battuta...)

    IMHO

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  2. Roberto, hai senza dubbio ragione.

    Dall'altro lato, io continuo a vedere che con l'ampliarsi della rete internet si scatenano sempre più fenomeni "umani" esattamente identici ai fenomeni esistenti nel mondo "fisico".

    Questo tipo di associazioni e di coro acritico è abbastanza 'normale' quando qualcuno alza la voce e lo fa con concetti semplici e già nella testa di tutti ("società italiane di tlc = truffatori").
    Si tratta di studi demagogici, di studi della "stupidità delle masse" (ops! ma non si parlava di smartmobs?), di studi di leadership...

    Questi fenomeni sono indipendenti dal fatto che siano "nella blogosfera", la cosa interessante in questo caso è che CHIUNQUE può potenzialmente diventare traino di un fenomeno simile, per quanto circoscritto.

    Il discorso da qui si potrebbe continuare ad ampliare ed ampliare, evidentemente, sia nell'ambito delle scienze sociali sia in quello delle differenze fra mondo 'fisico' e mondo 'digitale'. :)

    Affascinante. :)

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  3. Caro Roberto,

    è strano essere «l'uomo del giorno» tuo malgrado (d'altronde, Grillo ha portato in piazza 300k persone dicendo che per i politici si dovrebbe presumere la cattiva fede e quindi di vietargli il loro lavoro per più di dieci anni — le masse sono ontologicamente stupide), e quindi vedere che (parte della) rete parli di te, di quanto dovresti sapere o non sapere, di quello che dovresti dire o non dire — magari finisce che qualcuno tirerà fuori quali sono i miei piatti preferiti, chissà.

    Scherzi a parte, ammiro profondamente il tuo modo pacato di porre i tuoi contenuti, sicuramente più dei miei, dettati dalla delusione d'aver sentito ciò che ho sentito.
    Ti riporto ai tre punti fondamentali della mia obiezione, sottolineando come vi sia una grossa differenza fra "truffaldino" e la definizione giuridica del reato di "truffa" che tu hai riportato (non voglio mica denunciare la 3, ma mettere in luce un modus operandi a mio avviso di bassa lega e confusionario — un po' quello che dice Stefano Quintarelli, solo con una puntina di "malizia" in più).
    Li ho scritti sul blog di Alessandro Longo, e ripeterli qui genererebbe un inutile doppione.
    http://www.alongo.it/?p=597#274654

    Non conoscevo il tuo blog. Se non altro, tutta 'sta fanfara esorbitante mi ha portato la piacevole sorpresa di poterti aggiungere al mio lettore RSS :)

    Un caro saluto

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  4. @stefano la analogia non regge per nulla, volevo solo significare che una cosa è ricevere la risposta di un cretino l'altra giudicare il comportamento contrattuale: quello che vale è quello che sta scritto sulla carta.
    Francamente non capisco il problema della tariffa: se mi fanno firmare un contratto di 30 mesi e dichiarano una tariffa io quella pago, se le aumentano considero sciolto il contratti per sopravvenuta variazione.
    Diverso è se firmo un contratto senza durata e d'altronde non posso certo immaginare che la tariffa resti la stessa per sempre.

    @francesco attento che la truffa è truffa e dire che un contratto è truffaldino senza poterlo poi dimostrare è diffamazione. Secondo me se non ti querelano ti puoi ritenere solo molto fortunato!

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  5. Eh, ma qui viene da pensare che tu sia assoldato da Tre??!! :-)
    (Domiziana docet)

    Io comunque sostengo che la divulgazione di un link a un post interessante non significhi adesione acritica al suo contenuto, se il testo a corredo non autorizza esplicitamente questa interpretazione.

    Personalmente, avevo notato come alcune argomentazioni fossero balbettanti. Ma vorrei farti notare come non tutti i blog facciano informazione nel senso giornalistico del termine. Nel mio caso, è proprio l'insostenibilità dell'accusa esplicita di truffa che mi ha convinto a citarlo: è interessante il suo incosciente coraggio nell'andare del tutto oltre, rispetto a quello che autorizzava il fatto raccontato, ovvero il pressappochismo degli intermediari.
    Certo, un po' si gioca anche noi alla mobilitazione pelosa (propagazione senza piena adesione intellettuale), per motivi che ben immagini: si cerca di spingere le aziende a replicare esplicitamente, ad obbligarle alla conversazione. Specie nei casi in cui l'azienda ha già un cattivo nome in fatto di trasparenza e correttezza.

    Tu hai ragione "logica" a pretendere accuse dettagliate, e in genere sono d'accordo con te su questo campo. Però stavolta darei dei punti anche all'opposta ragione "strategica", se è utile alla causa: le grandi aziende si diano i mezzi per chiarire subito e incontrovertibilmente diatribe come queste, facilmente risolvibili. E mettano fra i prodotti e i clienti gente in grado di rispondere alle domande.

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