Qualche giorno fa, parlando della iniziativa Nanosocial mi sono permesso di fare due osservazioni:
1) opinavo l'uso nel nome di un termine di gran moda, "social", in un evento che con il "fenomeno social" che la rete vive in questi giorni non ha alcun legame e che di conseguenza da l'impressione che sia stato scelto per pura moda.
2) dichiaravo che personalmente un format che prevede che io mi muova da casa per due giorni della mia vita per andare a sentire qualcuno che parla per un tempo brevissimo di un argomento a priori ignoto seguito da una ancora più breve discussione a me pare, lo ripeto personalmente, poco appetibile.
La cosa ha dato luogo a un animato dibattito senza che nessuno dei sostenitori della correttezza nella scelta del nome entrasse minimamente, purtroppo, nell'argomento.
Discussioni normali, stupidi tentativi di interromperle dicendo che non servono (se non servono basta non partecipare) poca sostanza insomma.
Questa mattina
un attacco frontale sul blog di
Sartoni:
Frap show @ Roberto Dadda’s blog
Che poi il blog lo facevano anche i sumeri sulle tavolette d’argilla, ma sti fighetti contemporanei vogliono dare nomi nuovi alle cose vecchie. Questa pratica è deleteria e pericolosa, pare che abbia fatto estinguere i dinosauri…
Caro Luca credo che tu abbia finito il percorso di questa discussione maluccio: prima contesti la cosa, senza peraltro entrare mai nel merito, poi sostieni assurdamente che parlo per sentito dire come se per parlare di qualche cosa bisognasse per forza averla vissuta (articoli sulla morte non ne potrebbe, secondo la tua tesi, scrivere nessuno!) e poi con il classico
stile della reazione infantile passi al dileggio, ultima arma di chi ha pochi argomenti.
Sai cosa faccio?
Sulla idiozia dei Sumeri
non ti rispondo perché uso la filosofia di George Bernard Shaw che diceva "quando qualcuno pone una argomentazione stupida meglio non discutere, le argomentazioni stupide si uccidono da loro, discutendo non potresti che aiutarle".
Sulla scelta del nome "social"
ti faccio rispondere da un tale Sartoni, che parlando del MarketingCamp di Camisani lo attaccò, insieme a me con argomentazioni IDENTICHE a quelle che ti hanno fatto oggi tanto innervosire!
E' per puro caso tuo parente?Mi piace immaginare che sia tuo cugino perché giudicherei troppo offensivo sottolineare una incoerenza così palese.
Qualche estratto degli interventi del cugino di Sartoni con il link all'intero post in modo che non si dica che traviso facendo ritagli:
blog di
Marco
- Written by:
- Luca Sartoni
- Posted on:
- 16 September 2007 at 12:23 am
Citando un meravigliosa battuta di Luttazzi:
C’è un posto per te al MarketingCamp, il mio!!!
Fate pure gli esploratori digitali e le giovani marmotte, ma io ad un camp su invito faccio a meno più che volentieri.
- Ma come a inviti non va bene, ma se una cosa identica a un camp la chiamiamo "nanosocial" allora gli inviti vanno bene?
Tra l'altro qui tuo cugino dimostra una certa ignoranza perché non sa che i "camp" sono nati strettamente a inviti e tra l'altro con argomento fissato, solo successivamente è passata l'idea del "viene chi vuole e ci parla di quello che vuole!".
Written by:
Luca Sartoni
Posted on:
25 September 2007 at 8:09 pm
No guarda, io i nomi non li storpio proprio. Io dico che se dal principio aveste detto che usavate camp perchè tirava, o perchè vi andava di farlo e basta, allora non ci sarebbero stati problemi. La gente lo sa e si regola di conseguenza. Ma il fatto è che vi siete pure voluti caricare di significati è proprio fastidiosa. La cosa che mi ha dato fastidio più di tutte è che non riuscite ad ammettere le vostre intenzioni. Ho sempre organizzato eventi e ogni volta ho passato giorni a scegliere il nome perchè da quello si potesse trarre l’idea di fondo. Voi usate camp perchè fa figo ma non volete ammetterlo. Mi rendo conto che sia più facile lamentarsi e sentirsi poverini, leccandovi le ferite a vicenda. Inoltre, continuate a guardare il dito, inerpicandovi sull’origine dei nomi. Qui l’origine conta poco. Conta il fatto che diversi gruppi autogestiti hanno organizzato eventi caricandoli di significati sociali e in italia hanno preso il suffisso camp. Poi c’è stata una evoluzione diversa da altri paesi. Ormai abbiamo preso una strada caratterizzata dalla nostra cultura. Adesso voi volete fare i puristi e riprendervi un significato che non è mai stato vostro (e neanche nostro) e volete pure fingere di interessarvi all’essenza o all’etimo. ***omissis ***
- Ma come "camp" non andava bene perché di moda e "social" va bene?
- Davvero ci vuoi fare credere che avete chiamato l'eevento "social" per caso senza esservi accorti che è il termine più usato oggi per identificare i nuovi fermenti della rete?
- Pensi davvero che siamo tutti cretini?
Written by:
Luca Sartoni
Posted on:
18 September 2007 at 9:09 am
Certo che arrivare a citare la genesi del barcamp, le sacre scritture, fare citazioni edotte per non voler ammettere di aver scelto un nome perchè faceva fico, è veramente fanciullesco come comportamento.
"Social" oggi non è, come dice tuo cugino, "fico"?
E' interessante questo tuo cugino perché usa contro il MarketingCamp di Camisani argomenti IDENTICI a quelli che uso io per contestare la validità e la opportunità di usare "social" perché va di moda in un classico seminario!
Caro Luca vedi a questo tipo di attacchi uno che è in rete dagli anni settanta, quando le flame erano flame vere, è abituato, ma mi danno sempre un poco di fastidio perché sarebbe tanto bello poter discutere dei contenuti e dei concetti senza che la infantile permalosità che oggi pervade purtroppo la rete trasformi tutto in un gran polverone.
Ti lascio una idea per la settimana, io mediterei su questa voce del De Mauro:
co|e|rèn|za
s.f.
CO
1 fedeltà di una persona ai propri principi, conformità costante tra le sue parole e le sue azioni: dare prova di c., un uomo di grande c.
2 non contraddittorietà sul piano logico di un ragionamento, di un discorso e sim.: la c. di un pensiero, di una teoria filosofica
Per te e per tutti gli altri che sembrano non condividere la importanza di un adeguato uso dei nomi per identificare i fenomeni consiglio, come faccio ogni anno con i miei studenti, una attenta rilettura dei Mc Luhan...
bob