lunedì, dicembre 01, 2008

Le code di paglia bruciano!


Qualche giorno fa, parlando della iniziativa Nanosocial mi sono permesso di fare due osservazioni:

1) opinavo l'uso nel nome di un termine di gran moda, "social", in un evento che con il "fenomeno social" che la rete vive in questi giorni non ha alcun legame e che di conseguenza da l'impressione che sia stato scelto per pura moda.

2) dichiaravo che personalmente un format che prevede che io mi muova da casa per due giorni della mia vita per andare a sentire qualcuno che parla per un tempo brevissimo di un argomento a priori ignoto seguito da una ancora più breve discussione a me pare, lo ripeto personalmente, poco appetibile.

La cosa ha dato luogo a un animato dibattito senza che nessuno dei sostenitori della correttezza nella scelta del nome entrasse minimamente, purtroppo, nell'argomento.

Discussioni normali, stupidi tentativi di interromperle dicendo che non servono (se non servono basta non partecipare) poca sostanza insomma.

Questa mattina un attacco frontale sul blog di Sartoni:

Ognuno ha i commentatori che si merita

Frap show @ Roberto Dadda’s blog
Che poi il blog lo facevano anche i sumeri sulle tavolette d’argilla, ma sti fighetti contemporanei vogliono dare nomi nuovi alle cose vecchie. Questa pratica è deleteria e pericolosa, pare che abbia fatto estinguere i dinosauri…
Caro Luca credo che tu abbia finito il percorso di questa discussione maluccio: prima contesti la cosa, senza peraltro entrare mai nel merito, poi sostieni assurdamente che parlo per sentito dire come se per parlare di qualche cosa bisognasse per forza averla vissuta (articoli sulla morte non ne potrebbe, secondo la tua tesi, scrivere nessuno!) e poi con il classico stile della reazione infantile passi al dileggio, ultima arma di chi ha pochi argomenti.

Sai cosa faccio?

Sulla idiozia dei Sumeri non ti rispondo perché uso la filosofia di George Bernard Shaw che diceva "quando qualcuno pone una argomentazione stupida meglio non discutere, le argomentazioni stupide si uccidono da loro, discutendo non potresti che aiutarle".

Sulla scelta del nome "social" ti faccio rispondere da un tale Sartoni, che parlando del MarketingCamp di Camisani lo attaccò, insieme a me con argomentazioni IDENTICHE a quelle che ti hanno fatto oggi tanto innervosire!


E' per puro caso tuo parente?

Mi piace immaginare che sia tuo cugino perché giudicherei troppo offensivo sottolineare una incoerenza così palese.

Qualche estratto degli interventi del cugino di Sartoni con il link all'intero post in modo che non si dica che traviso facendo ritagli:

blog di Marco

Citando un meravigliosa battuta di Luttazzi:
C’è un posto per te al MarketingCamp, il mio!!!
Fate pure gli esploratori digitali e le giovani marmotte, ma io ad un camp su invito faccio a meno più che volentieri.
Tra l'altro qui tuo cugino dimostra una certa ignoranza perché non sa che i "camp" sono nati strettamente a inviti e tra l'altro con argomento fissato, solo successivamente è passata l'idea del "viene chi vuole e ci parla di quello che vuole!".
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No guarda, io i nomi non li storpio proprio. Io dico che se dal principio aveste detto che usavate camp perchè tirava, o perchè vi andava di farlo e basta, allora non ci sarebbero stati problemi. La gente lo sa e si regola di conseguenza. Ma il fatto è che vi siete pure voluti caricare di significati è proprio fastidiosa. La cosa che mi ha dato fastidio più di tutte è che non riuscite ad ammettere le vostre intenzioni. Ho sempre organizzato eventi e ogni volta ho passato giorni a scegliere il nome perchè da quello si potesse trarre l’idea di fondo. Voi usate camp perchè fa figo ma non volete ammetterlo. Mi rendo conto che sia più facile lamentarsi e sentirsi poverini, leccandovi le ferite a vicenda. Inoltre, continuate a guardare il dito, inerpicandovi sull’origine dei nomi. Qui l’origine conta poco. Conta il fatto che diversi gruppi autogestiti hanno organizzato eventi caricandoli di significati sociali e in italia hanno preso il suffisso camp. Poi c’è stata una evoluzione diversa da altri paesi. Ormai abbiamo preso una strada caratterizzata dalla nostra cultura. Adesso voi volete fare i puristi e riprendervi un significato che non è mai stato vostro (e neanche nostro) e volete pure fingere di interessarvi all’essenza o all’etimo. ***omissis ***
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Certo che arrivare a citare la genesi del barcamp, le sacre scritture, fare citazioni edotte per non voler ammettere di aver scelto un nome perchè faceva fico, è veramente fanciullesco come comportamento.
"Social" oggi non è, come dice tuo cugino, "fico"?

E' interessante questo tuo cugino perché usa contro il MarketingCamp di Camisani argomenti IDENTICI a quelli che uso io per contestare la validità e la opportunità di usare "social" perché va di moda in un classico seminario!
Caro Luca vedi a questo tipo di attacchi uno che è in rete dagli anni settanta, quando le flame erano flame vere, è abituato, ma mi danno sempre un poco di fastidio perché sarebbe tanto bello poter discutere dei contenuti e dei concetti senza che la infantile permalosità che oggi pervade purtroppo la rete trasformi tutto in un gran polverone.

Ti lascio una idea per la settimana, io mediterei su questa voce del De Mauro:
co|e|rèn|za
s.f.
CO
1 fedeltà di una persona ai propri principi, conformità costante tra le sue parole e le sue azioni: dare prova di c., un uomo di grande c.
2 non contraddittorietà sul piano logico di un ragionamento, di un discorso e sim.: la c. di un pensiero, di una teoria filosofica

Per te e per tutti gli altri che sembrano non condividere la importanza di un adeguato uso dei nomi per identificare i fenomeni consiglio, come faccio ogni anno con i miei studenti, una attenta rilettura dei Mc Luhan...

bob

10 commenti:

  1. caro Roberto, tu sai che non ero d'accordo con te, ma ti riconosco la coerenza di cui scrivi.

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  2. ...ultima arma di chi ha pochi argomenti:

    Io non ho pochi argomenti, semplicemente non ne ho neanche uno. Faccio presente che quel nome non l'ho scelto io. Io me ne sono semplicemente invaghito a cose fatte. E come ripeto ho solo preso parte all'organizzazione della seconda edizione.


    Sulla idiozia dei Sumeri non ti rispondo perché uso la filosofia di George Bernard Show che diceva "quando qualcuno pone una argomentazione stupida meglio non discutere, le argomentazioni stupide si uccidono da loro, discutendo non potresti che aiutarle":

    E infatti hai risposto.

    [...]ma io ad un camp su invito faccio a meno più che volentieri.

    Infatti io rifiutai l'invito a suo tempo proprio perchè era una marchettata del cazzo. Il nanosocial non lo è per niente.

    Quel "cugino" non è cugino ma sono sempre io. Cresciuto e cambiato come solo i giorni che passano sanno fare alle persone ragionevoli. Non cambiato abbastanza per riuscire ad evitare di gettarmi nella mischia quando ne sento la voglia, nonostante qualsiasi guida allo stile e al bonton continui a sconsigliarne il prenderne parte.
    In realtà non ho niente contro di te e a dire il vero sono sempre stato d'accordo sul fatto che si non ci sia qualcosa di veramente "innovativo" nel Nanosocial. Un po' di tenerezza però me la fai perchè ultimamente ti vedo sempre in situazioni buffe a difendere una sorta di tempi passati in un perenne pessimismo storico. Sempre a ribadire che nulla è nuovo che tutto è già visto. Quasi a voler dire che si stava meglio quando si stava peggio. Ma comunque credimi, per te ho gran rispetto.

    Al contrario per certi minchioni che passano la domenica ad onanizzarsi il cervello su qualsiasi frammento di nanosocial la rete gli permetta di sbirciare, beh per quelli non ho molta cortesia. Frap sei un minchione, mai quanto lo sono io, ma te la cavi alla grande.

    See you guys.

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  3. Dadda, si tratta di un ambiente molto cheap,
    ma la cuffietta blu secondo me non ti dona.

    http://www.youtube.com/watch?v=qtP3FWRo6Ow

    ;-)

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  4. Il nanosocial-vate (che si è molto divertito!!) disse infine la sua.

    http://ubuntista.wordpress.com/2008/12/02/nanosocial-02-2/

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  5. "Il motivo per cui ho deciso, insieme ad altri, di creare il NanoSocial, è semplice: trovare una formula (ovviamente, ispirata da altre formule esistenti, barcamp in primis) che permetta ad un numero ristretto di persone di riuscire a conoscersi in maniera profonda, anche dopo soli due giorni di “convivenza”. La presentazione, in fondo, è una scusa..."

    Basito, sono davvero basito.
    Ma in maniera profonda però, per cui mi tocca inevitabilmente citarmi.

    "Scherzi a parte, cosa davvero spinga 15 persone di medio-alta intelligenza (con le dovute eccezioni, sia chiaro ;-) ) a rinchiudersi in un hotel per un intero we, allo scopo di discutere della rava e della fava, è questione che a mio avviso meriterebbe un interessante approfondimento da un punto di vista strettamente antropologico."

    Cioè, va bene tutto.
    Ma qui le eccezioni cominciano a farsi numerose... :-D

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  6. Tutto questo parlare (e litigare) di Camp e incontri informali è fine a sé stesso per come la vedo io. Rendiamoci conto una volta per tutte che gli eventi vengono organizzati prima di tutto a scopo utilitaristico degli organizzatori, al quale si aggiunge a breve distanza lo scopo utilitaristico dei partecipanti (non tutti). Del resto, questo è il motore della società.

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  7. fino in fondo al post non sono riuscita ad arrivare, ché è di un tedio... ma una domanda ce l'avrei lo stesso: george bernard show?

    ad

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  8. @luca Io non ho nulla di personale contro nessuno, ho solo commentato inizialmente un articolo del sole 24 ore che parlava del nanoscoial come una grande novità e una sperimentazione dei nuovi modi di comunicare.

    Tu ti sei molto innervosito quando qualcuno ha fatto notare che oggi difendi la scelta del nome nanosocial e ieri partivi lancia in resta contro merketingcamp: se avessi detto dall'inizio che hai cambiato idea avremmo potuto parlare di altro, il problema è che sei partito sostnendo che tra le due cose non c'era alcuna attinenza.

    Intendiamoci cambiare idea è una caratteristica delle persone intelligenti.

    Ti ringrazio per la tenerezza, ma francamente non vedo dove stia il pessimismo nella mia posizione, spiegamelo se vuoi.

    Tieni comunque presente che la tensione a dirimere tra cose realmente difficili e cose che ripercorrono strade già percorse la ho da sempre perché penso, con qualche compagno di strada come per esempio Mc Luhan, che sia uno strumento fondamentale per capire veramente i fenomeni.

    Non ho tempo di andarli a cercare, ma negli anni settanta scrivevo in rete che per la maggior parte delle sue funzioni la rete altro non è che un nuovo strumento di comunicazione e non quel mondo nuovo che piace tanto, ma che porta le analisi fuori strada.

    bob

    PS no amico mio sui sumeri non ti ho risposto perché chiunque capisce che tra sumeri e blogger c'è una grende differenza e una grande novit, tra nanoblog e seminari se escludi il numero chiuso bizzarro e il taglio dei minuti di intervento e di discussione ancora più bizzarri.

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  9. @luca Dimenticavo: ma perché per contrastare qualcuno lo devi per forza insulare? (parlo del "minchione" che hai usato).

    Non sarebbe tabto più logico e maturo contrapporre un discorso logico: se davvero le argomentazioni di frap sono tanto stupide sarebbe facilissimo!

    Così dai solo l'impressione di essere stato colpito nel vivo e di non avere argomenti con i quali reagire.

    bob

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  10. @bob
    Giusto oggi, continuando a notare qui e là l'ardere continuo della nano-coda lunga, anch'io mi chiedevo il perché di una certa diffusa nano-blogger-permalosità.
    E mi doomandavo perché l'ironia sia merce così rara tra i nano-geek.
    Che il vero problema derivi dal fatto che, aldilà di questo blog, i nano-apostoli non se li sia filati praticamente nessuno?
    Mah...

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