sabato, novembre 22, 2008

E lo spazzino divenne "operatore ecologico"...

Cinque secoli prima di Cristo Socrate ad Atene intratteneva discepoli e colleghi sulla piazza, veniva proposto un argomento che era poi discusso e sviscerato. Probabilmente la cosa non nasce in Grecia: a me per esempio piace pensare agli illuminati indiani che giuravano il paese con la ciotola per il riso e che si fermavano a discorrere con i contadini.

Questa cosa mi è venuta in mente ieri leggendo su Nova 24 l'articolo di Mantellini che racconta dei Nanosocial bizzarri incontri dove 19 invitati parlano per 17 minuti di un argomento qualsiasi e ne discutono per 13 minuti con gli altri 18 adepti. Anche a voi viene voglia di giocarli al Lotto?

Qualcuno sembra convinto che si tratti di qualche cosa di nuovo nato dalla spinta dal basso che caratterizza quella che abbiamo identificato con il fumosissimo termine di WEB 2.0.

A parte in numeri fantasiosi, verrebbe più normale pensare a 20 minuti per intervento e non farebbe alcuna differenza, francamente mi chiedo cosa diavolo ci sia di tanto nuovo in questa formula.

A parte la già citata scuola di Atene, i Raggi di Gioventù studentesca ideati da don Giussani negli anni sessanta funzionavano esattamente nello stesso modo con l'idea di dare la possibilità anche ai più timidi di dire la loro senza essere sopraffatti dai più estroversi.

I foocamp dai quali poi sono nati i barcamp funzionavano in modo molto simile, erano su invito e a numero chiuso.

In realtà a pensarci bene il Nanosocial non è per nulla diverso da quello che succede ogni sera nei "Bar sport" sparsi ai quattro angoli del pianeta terra.

Del resto i seminari li facciamo da sempre e non c'è congresso che non preveda manifesti e sessioni brevio a tema libero oramai da anni.
Personalmente, ma questo probabilmente è un mio limite, l'idea di muovermi per andare a sentire discorsi di ignoti su argomenti non noti a priori con una discussione con tempi che se l'argomento è interessante possono essere pochi, ma che per argomenti pallosi possono essere interminabili, non mi attira per nulla. Del resto il motivo per cui considero chiusa la mia esperienza con i Barcamp è la eterogenicità degli argomenti e l'ordine spesso casuale. Ovviamente un parere del tutto personale che nulla toglie al piacere di incontrare vecchi amici.

Francamente mi pare che questa mania di considerare tutto quello che viene dalla rete nuovo ed accezionale dando nomi nuovi a cose vecchissime sia un poco fuorviante.

L'operatore ecologico fa le pulizie come il vecchio netturbino, la COLF fa la cameriera e l'unità cinofila resta un cane lupo!

bob

4 commenti:

  1. Sono d'accordo, dalla prima all'ultima parola di questo post.

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  2. Io non sono d'accordo con il tag NANOSCOAL, per il resto sono assolutamente allineato :D

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  3. Caro Roberto, per non farti fare la figura di quello che parla per sentito dire e di cose che non conosce, abbiamo pensato di estendere anche a te l'invito per il Nanosocial.

    Non è mai stata nostra pretesa essere innovativi nella formula o nel nome ma semplicemente efficaci nella sostanza.

    Alla fine dei due giorni di Nanosocial possiamo essere sicuri di aver conosciuto gli altri partecipanti avendo maggiori possibilità di interscambio culturale, intellettuale e personale rispetto ad altri eventi molto più partecipati.

    Non abbiamo mai avuto l'intenzione di scoprire l'acqua calda e la tua partecipazione ci farebbe davvero piacere.

    Alle persone che partecipano viene richiesto un poco di impegno perchè parlare davanti agli altri non è facile, così come spostarsi per tre giorni da casa e pagare di tasca propria le spese dell'esperienza.

    Confidiamo nella tua partecipazione, anche per fare in modo che la prossima volta tu possa parlare di qualcosa per esperienza diretta e non per opinione preconcetta.

    Ciao

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