martedì, giugno 26, 2007

Diarioaperto, una lettura molto interessante!


Qualche giorno fa sono usciti i risultati della ricerca che Diaroaperto ha condotto per fotografare il mondo dei blog italiani.

Ho scaricato la relazione finale e lo ho letta, devo dire, con grande interesse, come non mi succedeva da tempo per documenti del genere, riporto qui di seguito impressioni e considerazioni così come mi sono venute in mente leggendo.

Una delle cose che saltano all'occhio subito è la dichiarazione della maggioranza degli intervistati che sembrano trovare i blog più credibili di quanto non trovino il giornalismo tradizionale. Ebbene la affermazione mi convince fino a un certo punto perché di fatto stiamo confrontando oggetti molto diversi. I blog, con pochissime eccezioni, sono fonte di opinioni, non di notizie e la loro lettura credo sia per tutti complementare e non alternativa alla fruizione delle altre fonti di informazione.

La massa dei blog è molto variegata ed andiamo dal blog della Giordano che si improvvisa improbabile esperta di telefonia a quello di Macchianera che ha l'esperienza e la genialità di andare a guardare cosa c'è negli omissis del rapporto Calipari e li scova. Dire in generale che un blog è più affidabile della terza pagina del Corriere mi sembra un poco azzardato. Certo con la esperienza ci si crea una cerchia di blog dei quali fidarsi, magari se ne conoscono gli autori ed eccoci possessori di una catena di fonti delle quali avere la massima fiducia, ma la fiducia nasce dalla esperienza di lettura non dal fatto che siano blog e certamente abbiamo tutti anche qualche foglio di carta stampata o qualche trasmissione radio o televisiva nella quale riponiamo la stessa fiducia.

I blog sembrano rubare tempo alla televisione e ai siti di news molto più di quanto non facciano con i giornali. La televisione probabilmente è penalizzata dal suo essere sincrona, il fatto che si continuino a leggere i giornali e si riduca l'accesso alle news on line per me è misterioso: interrogato avrei detto l'esatto contrario.

Abbastanza strano è anche il che i blogger dichiarino di fare un uso moderato del commercio elettronico: in realtà io penso che qui ci sia una idea sostanzialmente distorta di come vada valutato l'impatto del commercio elettronico, ho analizzato il problema qualche giorno fa.

I blogger dichiarano di essere poco sensibili alla pubblicità: mi chiedo se la cosa sia completamente credibile. Francamente penso che ci sia un effetto molto simile a quello che produce agli exit pool delle elezioni un numero di elettori di Berlusconi inferiore a quello che poi realmente il nostro ex presidente prende sulle schede. In altre parole credo che dicendo "Si guardo molto la pubblicità sui blog" faccia sentire la gente un po' cretina...

Una ultima considerazione sui dati dei partecipanti. Innanzitutto colpisce l'enorme numero di persone che hanno cercato di accedere al questionario senza arrivare a poterlo compilare in forma corretta: forse varrebbe la pena capire dove sta il problema.

La stragrande maggioranza (83%) di chi ha partecipato scrive un blog mentre solo il 16% i blog li legge e basta: credo che allargando la ricerca e invertendo questi due numeri si otterrebbero risultati piuttosto diversi, ma mi chiedo se davvero esista una platea di lettori abbastanza larga o se ci leggiamo di fatto tra di noi...

Ottimo comunque il lavoro che merita certamente di essere portato avanti ulteriormente e merita tutta la nostra attenzione!

bob

1 commento:

  1. Beh Roberto,
    grazie mille del tuo giudizio positivo. Dopo tutto il tempo passato sopra sti dati il riscontro positivo fa davvero piacere.

    Lo scopo di rilasciare i dati in modo completamente "aperto" è proprio questo: cercare chiavi di lettura uguali, diverse, opposte alle nostre.
    La nostra è solo una prima interpretazione, una volta raccolti tutti i dati. Diario Aperto in realtà è potenzialmente infinito perché un tal mole di risultati ti permette qualsiasi tipo di incrocio statistico con scoperte sempre nuove.

    Entrando nel merito della pubblicità: concordo con te che l'effetto potrebbe essere quello de "la guardo ma non lo dico". Il fatto è che percentuali così basse fanno credere proprio che i lettori (soprattutto di fascia giovane) siano immuni dalla pubblicità tradizionale.

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