lunedì, ottobre 22, 2007

La tempesta in un bicchier d'acqua...

La notizia del disegno di legge per la regolamentazione delle attività editoriali in rete ha sollevato una tempesta dove molti hanno parlato di attentato alla libertà di informazione violata e alla fine della rete libera.

Dopo avere letto la proposta di legge mi sembra di poter dire che tanto rumore si è scatenato su basi poco consistenti.

La legge è,come purtroppo spesso accade, poco chiara e se si propendesse per l'interpretazione che prevede la registrazione di tutti i blog si tratterebbe semplicemente di una legge stupida in quanto inapplicabile e farebbe la fine delle proposte che prevedevano un direttore responsabile per ogni blog e il conferimento di quanto scritto alla Biblioteca Nazionale.

Se, come mi sembra di capire, si sta pensando di prevedere l'iscrizione a un registro di vere e proprie attività editoriali francamente non vedo cosa ci sia di male. L'iscrizione a un registro non comporta automaticamente il cessare della libertà: i giornali sono per esempio registrati sia nei paesi che lasciano la stampa libera, sia in quelli che la imbavagliano, registrazione o non registrazione non fa la minima differenza.

Mi trovo molto d'accordo con la visione di Mafe.

bob

7 commenti:

  1. Mah ho già scritto anche altrove: non condivido i toni esagerati che ho letto in giro, ma troverei egualmente inadatta una risposta nulla da parte della blogosfera.

    Non solo: mi sembra estremamente positiva la tempistica che c'è stata da parte di una parte della politica a rispondere.

    Il problema è quanto dici tu - anche Mafe, anche io - ovvero che la legge è poco chiara. Ma non la definirei "La tempesta in un bicchier d'acqua" :)
    Se guardi il commento che le ho fatto, il problema dell'ambiguità è molto più esteso e diventa ancora più ambiguo nel momento in cui si opta per l'interpretazione di Mafe. :)

    P.S.: ma ti era arrivata la mail sul discorso "definizion web 2.0"?

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  2. Assolutamente concorde con Folletto per quanto riguarda la necessità e tempestività della reazione della rete.

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  3. Ciao, sono d'accordo sia su quanto detto da Roberto riguardo all'esasperazione dell'accaduto, sia sulle precisazioni postate successivamente. In giro per la rete infatti ho assistito a vere e proprie reazioni isteriche, che sinceramente mi sono sembrate un po' esagerate a fronte del delirio prodotto da una proposta di legge nata, secondo me, da una serata in trattoria tra Ricardo Franco Levi e Prodi, nella quale si è forse esagerato con la Barbera ;-) Vero è che la risposta della rete non poteva mancare. Detto questo mi restano un paio di perplessità. La prima: come mai ad accorgersi della cosa è stato il solito Grillo? E' vero che ha abbondanza di fonti, ma nessuno nella grande rete si è accorto di una roba del genere? Seconda perplessità: nei commenti in cui mi sono imbattuto era chiarissima l'impronta del Grillo Pensiero. In molti si sono limitati a riportare quanto scritto da Grillo, ma nessuno si è messo ad analizzare la cosa o ad approfondirla, e spesso gli interventi terminavano con frasi isteriche che come il comico dichiaravano l'intenzione di trasferirsi all'estero :-( Questa seconda perplessità mi inquieta non poco sull'influenza che Grillo sta esercitando sul Popolo della Rete e sulla cieca fiducia che molti hanno sviluppato nei confronti dei suoi proclami. Insomma, se Grillo starnutisce parte l'onda, e la cosa non mi lascia tanto tranquillo.

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  4. Non ho indagato approfonditamente ma:

    1.
    Non è stato Grillo, che io sappia. Mi pare sia stato civile.it.

    Grillo sembra il primo, perché come sempre succede chi ha più fama sembra il primo a dirlo, semplicemente per ignoranza (io stesso non lo sapevo, ma non sapevo neppure che l'avesse detto Grillo, quindi...). :)

    2.
    Hai perfettamente ragione. Ed è il motivo che io credo alcune persone incluso Dadda e tu stiate prendendo le distanze dalla cosa. Vedere troppe persone che esagerano, fanno in modo che chi starebbe in mezzo si sposta sull'altra sponda. E' una dinamica sociale piuttosto normale.

    Bisogna semplicemente capirla e posizionarsi come si crede, valutando la situazione senza considerare la reazione, o comunque considerandola come è: una cosa separata. :)

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  5. Condivido quanto detto da Folletto Malefico e, in parte anche quanto detto da Massimo.
    Il punto è che questa volta Grillo ha sparato fuori dal cerchio e non si è informato adeguatamente: chiunque abbia un minimo di nozionismo giuridico, leggendo la proposta di legge, ne avrebbe rilevato i limiti e l'inattuabilità.
    Mi fa quindi specie l'"al lupo, al lupo" del comico genovese: la blogosfera ha reagito bene da un lato e, inconsapevolmente, male da dall'altro.
    Il "cut & paste" feroce dei link ai post di protesta, infatti, non ha fatto altro che falsare statistiche, classifiche e pagerank (ma questa è un'altra storia di cui ho già parlato nel mio blog).
    Il problema è che, con proposte di tale azzardo, non si colpisce la blogosfera in se, ma il concetto stesso di informazione collaborativa: è un tornare indietro nel tempo, all'informazione perentoria e somministrativa.
    Alla fine chi soffrirebbe di più sarebbero solo ed esclusivamente gli internauti: da protagonisti a semplici comparse.
    Un saluto.

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  6. non sono d'accordo. Se ben tre ministri hanno deciso di ammettere l'errore del ddl, significa che i dubbi dei blogger erano sacrosanti.

    Il problema è che si legifera alla carlona, con leggi si inapplicabili per non dire del tutto balzane, che però poi possono essere usate per colpire col pugno di ferro chi da fastidio.

    Tutti hanno detto che il ddl è scritto coi piedi, non è chiaro e contiene molte ambiguità. E' troppo chiedere che le leggi siano scritte chiare una volta per tutte, e che i ministri leggano le leggi che poi firmano?

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  7. Una semplice considerazione: con tutti i problemi che ci sono in Italia, che senso ha che i nostri politici perdano tempo ad istituire un registro dei blogger? E poi perdano ulteriore tempo a litigarci sopra? Basta usare un qualunque motore di ricerca... e i registro ce l'hai on line, aggiornato, in tempo reale. Un registro ministeriale significa persone che dovremmo pagare per tenerlo aggiornato, perdite di tempo e denaro inutili. Piuttosto invece che compilare inutili copie di tabelle di registar su carta mutuate dai dns manteiner, concentriamoci ad esempio su come risolvere il problema di chi non riesce a pagare le rate del mutuo casa (la prima che mi viene in mente). Ciao Roberto.

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