domenica, gennaio 27, 2008

Giornata della memoria


Herman era nato nel 1906, sua moglie Jenny nel 1908, erano cresciuti nella Berlino modernissima a due passi da quella Postdammer platz tanto caotica da diventare la prima piazza in Europa dove sarà installato un semaforo.

I loro figli Victor e Thea erano nati nel 1941 e nel 1931.

Vivevano a Berlino nel moderno quartiere degli artigiani dalle case razionaliste dietro l'isola dei musei, vicino alla sinagoga grande con la sua bella facciata dal tetto dorato. Trentasette anni il padre, trentacinque la mamma, dodici anni la bimba più grande e solo due il piccolino della famiglia.

A Berlino davanti alle case dove vivevano le vittime della shoah per terra sono state messe queste piastrelle di ottone, per non dimenticare.

Passi davanti alla loro casa e lo vedi. Li vedi il sabato andare in Sinagoga attraversando il parco, indovini le loro speranze, le loro gioie ed i loro dolori, li immagini una famiglia tutta proiettata verso il futuro.

Poi leggi "Auschvitz 1943" e pensi che quel giorno qualcuno ha spento il loro futuro: deportati, divisi, trasformati in numero e scomparsi senza che nemmeno si sappia la data di quelle morti assurde.

Quel 27 gennaio quando Auschvitz venne liberata loro non c'erano più...

No, non possiamo dimenticare perché chi dimentica diviene complice!

bob

5 commenti:

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  2. Non ci può essere alcun futuro senza memoria. E' nostro dovere ricordare, spiegare per evitare che orrori come la Shoah non si ripetano più.

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  3. occorre poi associare alla shoah tutte le altre pulizie etniche che la storia ha tristemente raccontato per fare di queste aberrazioni un nemico comune e condiviso.

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  4. La memoria serve per non dimenticare questa ma anche per altre tragedie. Così, al volo, vorrei che non dimenticassimo i ragazzi del nostro esercito tornati a casa mortalmente colpiti dalle conseguenze dei proiettili all'Uranio impoverito, per esempio.
    Vorrei che non dimenticassimo le vittime delle stragi in Italia (ne cito una per tutte, Bologna, 2 agosto 1980). Anche sulle strade si consumano quotidianamente stragi di famiglie intere, per colpa di chi si mette alla guida irresponsabilmente ubriaco o stanco. Cominciamo a metterci una mano sulla coscienza ogni volta che saliamo al volante, tanto per cominciare. Così per dire, e senza mancare di rispetto alla Shoah, si intende.

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