martedì, gennaio 22, 2008

Tumblelog e polpette...

Vincent Flanders la definisce "mistery meat navigation". Si riferisce alle pagine web scritte senza una particolare attenzione alla usabilità dove l'utente fa fatica a trovare link e funzioni come si fa fatica mangiando una polpetta a capire con quale carne è stata preparata.

L'altro giorno in un post sui tumblelog osservavo che non mi piacciono anche perché i post non hanno permalink. Mi è stato fatto notare che i permalink ci sono ed effettivamente sono sulla pagina... ben nascosti!

Avevo giusto bisogno di un esempio di navigazione oscura per le slide delle mie lezioni e devo dire che quella dei permalink dei tumblelog è un esempio perfetto. Il permalink è un attributo del post, quale strano motivo abbia spinto chi implementa le piattaforme per tumblelog a farli apparire, spesso come simbolo criptico, solo quando il mouse passa sull'intestazione del post mi sembra francamente del tutto incomprensibile e ingiustificato.

Del resto non sono il solo a non usarli: quando per esempio sulla pagina principale di BlogBabel appaiono i link a un tumblelog sono sempre riferiti non al post specifico, ma alla radice e la cosa crea con il tempo e con la aggiunta di post una certa confusione perché si finisce per non capire a che cosa si riferisca la citazione.

La discussione nata nei commenti si è rivelata per me illuminante, riporto qui di seguito qualche considerazione che ne è scaturita è che continua a farmi considerare i tumblelog un format inutile e fastidioso.

Assenza di commenti

I commenti non sono una cosa nativa nelle piattaforme e nella stragrande maggioranza dei tumble non ci sono. La cosa è molto sgradevole per un autore che viene citato e che non può replicare. Certo è possibile replicare con un link, ma questo meccanismo polverizza il dialogo e lo uccide (penso che anche nei blog l'usanza invalsa di non discutere nei commenti, ma in un altro blog linkando sia tutt'0altro che positiva, ma di questo parlerò in un altro post).

Io per esempio vorrei poter rispondere a puScic che ironizza sul fatto che io studi il comportamento dei blogger che lo faccio perché insegno all'università Web design e la cosa mi interessa professionalmente, sarebbe utile alla discussione farlo in un bel commento al suo post.

L'autocitazione è diventata accettabile

Per qualche strano motivo la autocitazione di un blog da parte dello stesso autore nel suo tumble è considerata accettabile ed è largamente usata con la proliferazione di post assolutamente inutili che alterano le classifiche basate sui link entranti. Certo qui è un problema di uso e non di strumento, ma il fenomeno è fatto dello strumento e dell'uso che diventa tradizione.

Il fatto che ci siano utenti che si sono scagliati a suo tempo ferocemente contro gli ormai famosi alberelli di natale fatti di link che oggi autocitano praticamente ogni loro post è grottesco!

Il tumblelog è di fatto semplicemente un blog

Folletto malefico ha fatto giustamente notare come i tumble altro non siano che blog scritti su di una piattaforma che facilità molto la citazione di contenuti altrui. Questa facilità come spesso succede ha spinto gli utenti a privilegiare un modello di uso specifico.

In realtà probabilmente più che usare la piattaforma, come sta accadendo adesso, per creare una specifica famiglia di blog sarebbe più utile inserire queste nuove funzioni nelle tradizionali piattaforme. A me per esempio piacerebbe molto poter avere nel mio blog una sezione dedicata alle citazioni del materiale che trovo in giro, non necessariamente in altri blog, certo lo posso fare anche con Blogger, ma con un meccanismi simile a quello di tumble sarebbe più comodo.

Qualcuno mi ha risposto che il tumble è ottimo come strumento personale per la raccolta del materiale trovato in rete, ma francamente non capisco perché mai si debba rendere pubblico questo materiale: io uso fin da quando è nato il blocco note di Google e mi trovo benissimo.

17 commenti:

  1. Vabbé, dai, son qua, con il capo cosparso di cenere.
    Notavo che mi par di sopravvalutare il fenomeno, facendolo oggetto di studio.
    [puScic]

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  2. Però non le scappa proprio niente, eh?

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  3. Che non abbia i commenti (ma si possono mettere se si vogliono) è una delle cose che preferisco. Nel mio blog rispondo capillarmente a tutti. Sempre. Nel tumblr, che sarà anche un blog ma che io considero diverso dal blog vero e proprio per molte caratteristiche, mi limito - come praticamente tutti quelli che seguo- a segnalare al galòp a chi legge siti belli, immagini buffe, battute fulminanti, poesie strane e cose così. Le voglio proprio condividere, non tenere private. Scusa, non la trovo una cosa “teribbile”...;-) La stragrande maggioranza di chi usa twitter (quello sì proprio non lo capisco) ne fa una chat pubblica (non sono iscritta, ma se voglio vi leggo tutti, se siete “aperti”, e vi trovo pure sui motori di ricerca): ma sapere che uno/una “Ha sonno, E’ stufo per la pioggia, Mangia un gelato, Ha fatto l’amore, Non sa che borsa mettere, Guarda il mare, Gli prude il naso” et similaria, mi piace meno che conoscere l’indirizzo di un link di un grafico o il post fenomenale di un blog che non conoscevo. Avrò gusti strani, ma mi rendon felice ;-*

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  4. @mitì: ti faccio una considerazione del tutto fuori discorso...

    Tu dici "capisco Tumblr" e "non capisco Twitter"...

    Poi descrivi alcune cose, modalità d'uso e le tue motivazioni...

    Sai che io uso Twitter quasi come tu usi il Tumblr? :)
    Idem, più o meno, tutte le persone che seguo su Twitter.

    E' il mezzo che fa l'uso? ;)

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  5. Folletto, può darsi. ;-) In ogni caso i twitter che mi capita di leggere sono soprattutto quelli che vengono linkati sui tumblr ;-D*

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  6. Provo a risponderti sinteticamente.

    Permalink.
    Nulla da dire. Dipende dal template, ma il loro riconoscimento non è immediato.

    Assenza di commenti.
    A mio avviso un tumblr con i commenti non è più un tumblelog. Tecnicamente diventa un blog a tutti gli effetti. Più semplice, immediato, ma sempre un blog.
    Un tumblelog è uno strumento differente perché non contempla il dialogo. Mi permetto di riportare quanto ho commentato nel primo post che hai fatto:

    "Il tumblelog non è uno strumento pensato per dialogare (almeno non al suo interno) quanto piuttosto uno strumento per pubblicare in maniera semplice ed instantanea pezzi di web.
    ...
    Quello che fanno queste persone è uno collage di ciò che vivono in Rete. E proprio perché i contenuti non appartengono al tumbler, ma ai rispettivi blog (o se vuoi filosoficamente "alla Rete") non ha senso commentarli sul tumblr.

    Per questo non possono essere considerati blog, a mio avviso, perché non vogliono iniziare un dialogo, ma semplicemente riprendere, segnalare un contenuto altrui."

    Che molta gente lo usi in maniera inappropriata e, a tuo avviso scorretta, è un discorso a parte che non comprende la natura dello strumento, ma l'uso delle persone.

    Questione autocitazione.
    Anche qui le tue considerazioni scadono in processo induttivo che considera generalizzato l'uso specifico di alcuni utenti. E lo fai diventare una tradizione!

    Blog, Tumblelog, Microblog
    Non sono d'accordo sul fatto che per creare qualcosa di nuovo e differente occorre aggiungere.
    Tecnicamente non ci sarà nulla di innovativo, ma lo strumento tumblelog, così come il microblogging, ha creato un nuovo modo di essere in Rete.

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  7. In effettiiii...
    han già detto tutto gli altri, mi ero preparato un commento da postare stamane, poi Mitì e anche Tommaso mi han bruciato sul tempo -è inutile che ribadisca quello che hanno già con chiarezza precisato-

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  8. provo a citare un altro problema:
    facile da creare vs. facile da fruire

    "Facile da creare" è più vero per i tumblelog e quindi li rende 'di successo'
    "Facile da fruire" è già meno vero, ma siccome l'utente non paga si 'becca' quello che arriva

    secondo me questo è un po' uno degli aspetti degeneri della blogosfera e del 'free' in generale: alle volte l'aspetto del free=gratis mi pare alle volte prevalere (in senso negativo) sull'aspetto del free=libero

    ma ad essere sincero non mi sento di pretendere nulla dai blogger che preferiscono uno stile/strumento più semplice per loro

    magari mi piacerebbe che scegliessero con più oculatezza i propri strumenti, andando a privilegiare altri strumenti

    sono stato un po' prolisso quindi aggiungo solo una cosa velocissima: io vorrei proprio i commenti a thread, senza mi pare che sia tutto meno chiaro!

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  9. Posso far notare una contraddizione? Posso? In questo post ci si lamenta dello sdoganamento dell'autoreferenzialità causato da tumblr, ergo si presume che "prima" citare se stessi era vietato vietatissimo o comunque non conforme a una certa etica (?) dei blogger (sì, parlo sempre di blogger(s) e non di tumblr(s), perché è vero, un tumblr è un blog senza commenti. E non è che i blog senza commenti siano nati adesso - faccio l'esempio scemo a caso che fanno sempre tutti: Wittgenstein, il blog di Luca Sofri, non ha i commenti. E' quindi un tumblr?).

    Poi, invece, qualche post più indietro su questo stesso blog, al grido di "il blog è mio e ci faccio quello che voglio!", si contesta a Orientalia4all di aver tirato in ballo un "codice di comportamento", rispondendole (testuale, copio e incollo):

    «ma quando mai? Chi lo decide questo codice di comportamento?»

    Allora, la domanda sorge spontanea: chi decide *cosa* è regolamentato nel comportamento del blogger provetto e *cosa* non lo è?
    Forse lei, a sua discrezione, signor Dadda?

    Cordialità.

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  10. ma, insomma, mi pare che siam tutti grandi, per aver bisogno di un codice di comportamento ci cali dall'alto; tra l'altro mi par mica che si tendi di sdoganare l'autoreferenzialità, non è bello, dai, un tumblr che replica pedissequamente tutti i post del blog (secondo me, eh), come alla lunga finisce per stancare chi, in Twitter, racconta per filo e per segno ogni minuto della sua giornata, ma tant'è, qua dentro siam liberi di seguire il flusso di conoscenza che ci è più congeniale.

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  11. che si tenda, che bestia, ho sbagliato un congiuntivo!

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  12. marchino - ma infatti il punto è proprio quello: uno con il blog, con il tumblr, con twitter, con qualsiasi diavoleria web a disposizione ci fa quel che gli pare.
    Sta poi al lettore decidere se seguire o meno, ma di qui a lanciarsi in una crociata anti-tumblr/andti-twitter/anti-whatever ce ne passa...

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  13. bestia al quadrato! Che si tenti, avrei voluto scivere.

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  14. anche in merito alla TV ci son sempre le crociate, ma i contenuti non cambiano, siam sempre comunque liberi di cambiar canale o non accenderla del tutto.

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  15. Condivido i vostri commenti, anche se non metterei nello stesso discorso Twitter e Tumblr perché sono due strumenti molto diversi con scopi diversi.

    Personalmente il problema dell'autoreferenzialità non mi interessa più di tanto. Se a loro piace autolinkarsi per mantenere il passo dei blog più citati, sono liberissimi di farlo.

    Di sicuro, scoprire che qualcuno (che magari scrive anche cose interessanti) si autoreferenzia non mi fa una buona impressione ed anzi mi porta inevitabilmente a ridimensionare la mia opinione su quella persona, fino in certi casi a dubitare della sincerità di ciò che scrive.

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  16. Ullapeppa, qua si mette in dubbio addirittura la sincerità! Mi par proprio esagerato, ecco.

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  17. > scoprire che qualcuno (che magari scrive anche cose interessanti) si autoreferenzia non mi fa una buona impressione ed anzi mi porta inevitabilmente a ridimensionare la mia opinione su quella persona, fino in certi casi a dubitare della sincerità di ciò che scrive.

    beh, insomma, penso dipenda anche dal contesto, no? Se uno in un post richiama qualcosa che lui stesso ha detto in un altro post, come per continuare un discorso, non vedo cosa ci sia di male, anzi, mi pare anche utile, così se qualcuno non ha seguito tutto il discorso vuole raccapezzarcisi ha la possibilità di farlo facilmente.
    Se poi invece uno finisse *solo* per autocitarsi, infinite volte, ad nauseam, ecco, non è che ne metterei in dubbio la sincerità (non avrei i parametri per dubitare della sua sincerità), ma mi darebbe l'idea di una persona con un ego molto, molto, MOLTO grande.

    (solo che mica ho capito cosa c'entri tuto questo con tumblr, ora che ci penso... non so, io vedo tumblr come uno strumento di condivisione ed interazione, ma magari son io ad essere naïve...)

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