mercoledì, maggio 07, 2008

Ma chi le scrive le notizie Ansa?

Quando leggio notizie su argomenti che conosco mi vengono spesso seri dubbi sulla affidabilità delle notizie che riguardano argomenti che non conosco e che di conseguenza non posso giudicare.

Leggo su Ansa questa sera:

(ANSA) - ROMA, 2 MAG - Dopo quarant'anni di ricerche, gli HP Labs annunciano di essere riusciti a crearne un esemplare del Memristor, il resistore della memoria. Il Memrisor, teorizzato negli anni '70 dal professore universitario Leon Chua, consente di creare memorie che non perdono i dati una volta tolta l'alimentazione. Le applicazioni nel campo dell' informatica potrebbero essere infinite: dalla creazione di nuove memorie Ram, alla costruzione di nuovi dispositivi di archiviazione come gli hard disk.
Le memorie che "che non perdono i dati una volta tolta l'alimentazione" esistono dagli anni ottanta e si possono comperare per esempio chiavette USB da alcuni GB per qualche decina di euro.

Forse fare controllare le notizie da qualcuno che abbia una minima preparazione sull'argomento eviterebbe la scrittura di notizie al limite del ridicolo.

bob

PS Il memristor effettivamente esiste, ma non è la prima memoria non volatile, è solo un nuovo modo per costruire memorie che potrebbe essere interessante in particolari applicazioni.

4 commenti:

  1. la qualità dell'informazione scientifica quando non arriva da organi specialistici è quasi sempre di bassissimo livello..
    basti vedere come tutti gli organi di informazione facciano quotidiano scempio della statistica

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  2. La risposta è - credo - che si è trattato di un copiaeincolla da un comunicato stampa.

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  3. Lo confesso, la colpa è mia! Nel senso che la notizia è stata da me rivista e approvata dopo che era sta scritta da un collaboratore sulla base di un comunicato della HP. Per quanto mi riguarda non posso essere che d'accordo sulla necessità di una informazione scientifica più qualificata anche nelle agenzie di stampa come la nostra. Ma onestamente trovo che anche il fatto di paragonare i memristor alle chiavette Usb sia di per sè una semplificazione. Non trovi? Tieni presente che io ho cominciato a scrivere di computer qualche tempo fa (più o meno quando è nato il PC IBM...) e quindi ho seguito con entusiasmo anche la nascita e lo sviluppo delle memorie solide utilizzate per le chiavette e la relativa speranza dell'industria di poter usare un giorno questo tipo di memoria (o un suo parente come in questo caso) sia come Ram che come hard disk. E questo è proprio il senso della notizia (ed era in effetti anche il suo lead, prima dell'intervento del collega al desk molto zelante e poco entusiasta di cose informatiche). Naturalmente rinnovo le mie scuse per inesattezze e imprecisioni del testo, anche se in questo caso mi sembra che il problema sia meno grave di quello che sembra. Cordialmente. Vittoriano

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  4. @vittoriano ti ringrazio per la risposta e per le osservazioni.

    Vedi quando siamo passati dalla trazione a cavalli al motore a scoppio sicuramente qualcuno ha giustamente osservato che si era passato da un mezzo di locomozione che consumava anche quando non veniva usato a un mezzo di locomozione che in garage non consuma. Quando sono nati i motori a idrogeno la novità stava in altre caratteristiche, ma non sarebbe stato esatto affermare che finalmente le automobili spente non consumano più. Questo il senso della mia critica.

    Il parallelo tra memorie flash e memorie a resistenza non solo è corretto, ma lo trovi in qualsiasi lavoro che le citi. Il memristor se venisse davvero realizzato avrebbe una densità di memoria dell'ordine dei 100 GBits al centimetro quadrato, un grande passo avanti rispetto agli attuali 16 delle memorie flash. Il problema da risolvere è una notevole lentezza nelle tecnologie fino ad oggi disponibili.

    dadda

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