lunedì, settembre 01, 2008

Della pagliuzza e della trave...

I giornali qualche volta sbagliano e come lettore la cosa mi infastidisce, ma si tratta di una realtà inevitabile: nelle umane attività la gente qualche volta sbaglia e se lo sbaglio è in qualche modo "logico" chi controlla non se ne accorge. Questo meccanismo purtroppo non si limita alla carta stampata, ma è spesso causa di tragedie come la caduta degli aerei.

Di tanti errori dei giornali devo dire che quello in cui è incorsa La stampa di Torino l'altro giorno è certamente uno dei più vistosi, ma francamente non mi sembra uno dei più gravi che ho visto. Il servizio su Vogue la signora lo aveva fatto davvero, qualcuno ha messo in linea una copertina molto ben realizzata e uno zelante navigatore di redazione ha pensato fosse vera e la ha proposta per la pubblicazione: a chi controlla è sembrata altrettanto vera ed è finita in prima pagina.

Un errore vistosissimo, su questo non ci piove!

Quello che mi ha colpito è la reazione da branco di molti blogger che hanno scritto innumerevoli post nei quali giustamente si evidenzia l'errore traendo poi una conclusione del tutto opinabile che suona un po' come se si volesse chiedere a tutti di smetterla di dire che i blog sono spesso pieni di imprecisioni perché le imprecisioni sono anche sulla carta stampata.

Ebbene non esiste la proprietà dalla annichilazione dell'errore, modello materia-antimateria.

Gli errori e le imprecisioni dei giornali non tolgono nulla alla imprecisione ed alla scarsa affidabilità dei blog e francamente, leggendone molti, devo dire che trovo molte più stupidaggini nei secondi (il mio compreso intendiamoci) che nei primi.

La cosa è del resto ovvia perché mentre nei giornali c'è un meccanismo di controllo che qualche volta può fallire, nei blog non c'è alcun meccanismo di controllo e, intendiamoci, va bene così , ma forse dovremmo guardare anche quello che abbiamo noi nell'occhio prima di andare a dare tanta enfasi a quello che hanno gli altri usandolo, in modo del tutto irragionevole, quasi fosse una giustificazione ai nostri errori...

bob

8 commenti:

  1. Se almeno le scuse fossero state messe con il dovuto risalto. Magari con una spiegazione del perché, invece che le ultime foto, magari quella della Palin a fianco di McCain al momento della scelta, sia stata preferita una copertina di un giornale di moda. Forse per "far capire" di che persone si parlasse, magari insinuando che fosse poco seria come vicepresidente degli Usa?
    Queste "letture tra le righe" Anselmi non le spiega, ma ormai qualche blogger più attento le intende.

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  2. Che sui media non ci sia verifica della fonte, basta che sia notiziabile quello che arriva sullo schermo in rassegna stampa è spesso vero.
    Quello che francamente ho difficoltà a comprendere come ci sono blogger che si scagliano contro i media tradizionali, salvo poi cercare sgomitando di andarci a lavorare.
    Accentando spesso la linea editoriale.
    Quale coerenza?

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  3. "Ebbene non esiste la proprietà dalla annichilazione dell'errore, modello materia-antimateria".
    Lectio che possiamo sibtetizzare più semplicemente nella considerazione che errare e' umano e quindi tutti possono sbagliare. Ma su questo nessuno discute.
    Il problema nasce quando esiste un'entita' (in questo caso il mondo del giornalismo iscritto all'ordine) che non perde occasione per porsi in cattedra e gettare discredito sulla qualita' dell'informazione diffusa dalla cosiddetta blogosfera.
    E' un mondo ampiamente regolamentato, quello della stampa, dove pero' smentite e ammissioni di errori sono delle autntiche rarita'.
    E li' come in TV la qualita' dell'informazione sta vivendo un momento di crisi profonda.
    In tutto questo, se qualcuno ogni tanto alza la mano e dice a chi ha la voce piu' grossa "guarda che hai sbagliato", non trovo nulla da eccepire.
    Soprattutto se la mano viene alzata dal basso.
    Il discorso pagliuzza-trave qui per me c'entra assai poco e non farei neppure tirare la prima pietra a chi ritiene di non aver mai commesso errori del genere: si tratta semplicemente di riconoscere che chi ha una responsabilita' deontoligica ed etica deve avere un comportamento ad essa consono. Far notare una lacuna in questa logica non e' peccato. Visto che la stampa e' sempre pronta a metter all'indice Internet e blogger, a volte c'e' bisogno di un po' di riequilibrio.

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  4. io non concordo solamente sul fatto che sia una "copertina molto ben realizzata".Il fotomontaggio è assolutamente grossolano e visibilissimo anche ad un occhio non esperto.
    Il fatto che per me è importante è che si dica che la carta stampata è diversa dalle informazioni nella rete quando ormai, questa ne è l'ennesima dimostrazione, anche la carta stampata dalla rete prende la stragrande maggioranza delle sue notizie.
    Se il giornalista avesse chiesto la copertina a Vogue, invece che cercarla in rete, non avrebbe certo fatto quell'errore.

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  5. Ritorno a chiedere:

    Quello che francamente ho difficoltà a comprendere come ci sono blogger che si scagliano contro i media tradizionali, salvo poi cercare sgomitando di andarci a lavorare.
    Accettando spesso la linea editoriale.
    Quale coerenza? Qualcuno ha una risposta che non sia "maledetto analogico ci attacchi con le tue domande"?
    Sono free lance, verifico sempre le fonti a prescindere che sia la Gazzetta di pollenatrocchia o Il Sole24 ore.
    Ribadisco, se i media tradizionali hanno giornalisti che fanno schifo e seguono le linee editoriali ( ad interpretare il pensiero di anonimo e Felter ) perchè ci sono Blogger che fanno a pugni per diventarne una firma diventando poi stranamente morbidi e concilianti?.
    Se un ristorante serve piatti schifosi io non cerco di diventarne il cuoco, cambio posto.

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  6. beh anonimo, a volte il cuoco fa la differenza. Forse se si cambia il cuoco esce la qualità e il ristorante smette di fare piatti schifosi. Quello che voglio intendere è appunto che a volte come affermi tu le linee editoriali 'tarpano le ali', ma a mio modesto avviso (sono free lance anche io) spesso diffonde più qualità, valore e buon esempio un giornalista nostrano, che si è fatto il paiolo solo per dovere di cronaca sul proprio blogger, piuttosto che il mostro sacro che scalda la sedia. Boh, forse è solo retorica ma mi piace immaginare in positivo.

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  7. beh anonimo, a volte il cuoco fa la differenza. Forse se si cambia il cuoco esce la qualità e il ristorante smette di fare piatti schifosi. Quello che voglio intendere è appunto che a volte come affermi tu le linee editoriali 'tarpano le ali', ma a mio modesto avviso (sono free lance anche io) spesso diffonde più qualità, valore e buon esempio un giornalista nostrano, che si è fatto il paiolo solo per dovere di cronaca sul proprio blogger, piuttosto che il mostro sacro che scalda la sedia. Boh, forse è solo retorica ma mi piace immaginare in positivo.

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  8. Faccio il free-lance per passione e non per carriera ( mi occupo di altro ).
    Ci sono molti blogger ( giornalisti pubblicisti e professionisti di qualità ) e free-lance che meritano.
    Ci sono blogger che è palese sbavano per diventare giornalista, ufficio stampa, p.r. o resp. comunicazione di qualche grande azienda nei media.
    Sgomitano per arrivarci cercando di emarginare altri lungo la strada facendosi scudo del proprio network fatto sempre dei soliti noti ( lo chiamiamo cartello, sarà un caso? ).
    Non sono fazioso con i blogger sono contro l'incoerenza di chi si scaglia contro il sistema e poi una volta parte diventa morbido con le linee editoriali ( dettate dall'editore e dal direttore responsabile ).
    Sappiamo tutti quanti benefici si hanno a fare il giornalista e quanta cortigianeria si porta dietro.
    Dal resp. brand che chiede markette ( redazionali e dopo 2 pagine bella in vista una paginona di pubblicità a pagamento ) a quelli che stranamente hanno sempre prodotti in prova ( e parlano del brand ).
    O l'ingresso gratuito con l'accredito ecc.
    E di certe liste di proscrizione?.

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