domenica, novembre 09, 2008

Windows, Linux: stupore!


Università degli studi di Milano Bicocca interno giorno, sono chairman a un convegno di Telemobility.

Io:

"Posso collegare il mio PC alla rete Wireless per favore?"

Hostess gentilissima:

"Certo le mando il tecnico!"

Arriva il tecnico, infila una chiavetta nel mio PC, smanetta un attimo e poi con aria tra lo stupito e lo schifato:

"Ma è una macchina Linux!"

Io:

"Certo!"

Tecnico:

"Allora è impossibile collegarla, è troppo complicato installare il certificato..."

Tiro fuori la mia chiavetta 3, mi collego via rete telefonica mobile e penso che c'è qualche cosa di storto e insolito nell'Università...

bob

9 commenti:

  1. Non che è tutta "solo" colpa del tecnico? Che poi comunque lavorando il tecnico per l'Università c'è anche qualcosa che non va nell'Università...

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  2. Purtroppo Davide per quanto a volte i tecnici ci mettano del loro, dopo aver organizzato e co-organizzato eventi in Bicocca posso solo confermare la posizione di Roberto. La situazione è terribile.

    Il probleam però non è tecnico: è di policy.

    A questo poi, aggiungi il fatto che Linux è un po' meno user friendly... e bang. Il tutto schioppa.

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  3. E' terribile che da "troppo difficile" consegua "impossibile"...

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  4. L'ignoranza non ha confini! perchè invece di andarsene non ha preso in mano la situazione e cercare un rimedio? la prossima volta che gli sarebbe capitato una macchina Linux lo avrebbe fatto in due minuti!!

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  5. Credo che sia questa la stortura a cui si fa riferimento nell'articolo, cioè al fatto che un tecnico che lavora per l'università, non prende in mano la situazione, perde 10 minuti per installare il certificato, ma poi ha uan soluzioen che vale per ogni macchina linux, ma si rassegni (e si metti in una pigra posizione di comodo) a dire è impossibile.
    E' questo lassismo e rilassamento che è il vero male delle università, soprattutto per chi poi, nello stesso ambito accademico, ci mette passione, dedizione e spirito di accrescimento.

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  6. quotissimo Annunziata..
    un dipendente serio (o forse anche solo di una struttura privata) di fronte ad un problema tecnico si sarebbe adoperato per addivenire ad una soluzione (o almeno ci avrebbe provato)..

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  7. Francamente la soluzione la avevo io, installare un certificato su Linux è una cosa alla portata della mia media intelligenza, il problema è che il nostro amico si è messo in tasca la chiavetta con il relativo certificato ed è sparito.
    Lungi da me la volontà di generalizzare, ma lo stupore deriva dal fatto che in quella università mi sarei aspettato un atteggiamento esattamente antitetico a quello che ho riscontrato.
    Certo il problema sta anche nel fatto che a un convegno i relatori hanno tutti windows, io uso open office, ma lo devo sempre convertire!

    bob

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  8. roberto ma dai vuoi fare l'ultrageek con linux suvvia !!!

    :-)

    mi sembri il sottoscritto dieci anni fà con mac ... stesso cinema ...

    adesso però mac fà dei pc alla moda e dei telefoni che non inoltrano gli sms però essendo di moda tutti li sanno configurare ...

    scherzi a parte pensandola esattamente come te su Bicocca ed affini da tempo non mi fido più di tecnici et similia e sul mio pc non faccio installare certificati sconosciuti ...

    la vera indipendenza tecnologica è non dipendere da nessuno, linux, mac o windows che sia ...

    :-)

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  9. Michele mp0m hai capito il problema: io il certificato lo volevo anche perché senza certificato non avrei potuto navigare, il problema è l'opposto, è il "tecnico" che non ipotizzava nemmeno di trovarsi un relatore con Linux.
    Il parallelo con Mac credonon regga, è una situazione diametralmente opposta con un sistema chiuso perché voleva essere chiuso, a differenza di Linux che è volutamente aperto.

    bob

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