mercoledì, febbraio 25, 2009

Dilettanti allo sbaraglio!


Ci sono situazioni nelle quali ci si rende conto di un evidente problema dei contenuti generati dagli utenti: per motivi non facili da comprendere quando la gente scrive in rete vive una sorta di sindrome di onnipotenza parlando con grande sicumera di argomenti dei quali ha una conoscenza nulla o molto marginale.

Osservavo la cosa leggendo le reazioni della rete alla fermata di oggi del front end web di gmail che non ha funzionato per due ore e mezza.

Qualcuno ha tirato in ballo il cloud computing mettendone in dubbio l'affidabilità: è evidente qui la tendenza all'uso di buzzword che fanno tanto moda, ma che in realtà sono concetti tecnici molto chiari. E' evidente che qui il cloud come tale non centrava nulla.

C'è chi afferma che problemi come questo evento ha evidenziano il fatto che qualsiasi sistema si può fermare.  Ma cosa c'è da evidenziare?  Lo si sa benissimo che qualsiasi si sistema può avere problemi e prima o poi li avrà. Sono caduti due Space Shuttle, si fermano (per fortuna raramente) i sistemi delle borse e noi pretendiamo che un sistema complesso come Gmail non si fermi mai? Avere una pretesa del genere equivale a vivere nel mondo delle favole.

Qualcun altro, tanti altri, hanno parlato di inaffidabilità.

Allora. Per quelli che come me usano il servizio gratuito se lo si considera inaffidabile c'è una sola alternativa: smettere di usarlo. Peccato che non si saprebbe bene dove andare a parare perché la affidabilità di Gmail è tra le più alte dell'offerta, anche con la fermata di oggi. Peraltro le clausole del contratto escludono in modo chiaro ed inequivocabile ogni responsabilità di Google per qualsiasi malfunzionamento.

Anche gli utenti che pagano il servizio Gmail PRO non hanno nessun motivo logico per lamentarsi perché la disponibilità del servizio dichiarata in contratto è di 99.9. Chi come me si è occupato per anni di servizi che di 9 dietro il punto ne hanno molti di più diventa automatico fare i conti per capire se dopo una fermata si sia ancora nei limiti contrattuali.

Un availability di 99.9 permette al servizio di stare fermo per 8,75 ore all'anno: le due ore e mezza di oggi sommate ai quaranta minuti di qualche mese fa lasciano ancora al sistema la possibilità di fermarsi cinque ore e trentacinque minuti restando nei limiti contrattuali.

Un dilettante scrive idiozie del tipo "Quelli di Google cominciano ad avere dei problemi" un esperto scriverebbe "I sistemi di Google, sempre estremamente affidabili, hanno avuto un problema comunque ampiamente all'interno dei limiti di affidabilità dichiarati."

Se poi qualcuno è andato in panico perché utilizza Gmail come archivio e non ha potuto accedere per due ore a informazioni per lui vitali questo è un problema suo che dovrebbe farlo meditare seriamente sull'approccio sbagliato al salvataggio delle informazioni vitali.

Come direbbe Shakespeare: "Much ado about nothing!"

bob

8 commenti:

  1. Grande Bob, ottimo post.
    Mi sono sempre chiesto come si possa criticare una applicazione top come Gmail.Google mi ha permesso di abbandonare i client di posta dal lontano 2004 e, se dovessi mettermi a contare i downtime (comunque risolti in breve tempo), credo basterebbe una sola mano.

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  2. beh, oggi Shakespeare direbbe "Much Buzz about nothing!" :D

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  3. non dimentichiamo che Gmail è ancora un servizio in Beta, e che si sa che anche se sono iscritti 3 milioni di persone, non è un servizio ancora stabile.
    Comunque per il resto è effettivamente vero che ogni scusa è buona per andare a colpire BigG :)

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  4. Condivido il suo pensiero, non appena è andata giù Gmail è scattato il panico isterico e sono andati tutti su Twitter a dire che il servizio non era disponibile.
    Una bella camomilla farebbe bene a tutti.

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  5. Semplicemente ancora un ottimo post pieno di buon senso !

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  6. Piccola precisazione che non cambia comunque la sostanza di questo post, che condivido: secondo lo SLA delle Google Apps, l'uptime è del 99,9% su base mensile e non annua, per cui con quelle 2,5 ore di disservizio hanno effettivamente sforato (in misura, peraltro, complessivamente accettabile).
    In ogni caso Google, con un fair play sconosciuto ad altre aziende, non si limiterà a rimborsare ai clienti paganti la penale prevista (circa 40 centesimi di dollaro, in questo caso), ma offrirà loro 15 giorni di servizio gratuito (che valgono 2 dollari, cioè cinque volte tanto).

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  7. Gli utenti business, al di là del fastidio temporaneo, erano sicuri che non avrebbero perso i dati, mentre chi come me ancora non si è deciso ad acquistare quel servizio, avrebbe potuto rischiare di perdere tutto senza avere poi nulla a cui appellarsi.

    Il punto è:
    "quanti utilizzano professionalmente un servizio gratuito e non garantito, spacciandosi per professionisti?!".

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  8. Grazie Dario, avevo letto male. La cosa comunque comporta il fatto che potrebbero stare giù un paio di ore al mese per tutto l'anno e restare nei limiti promessi.

    @antonio Se qualcuno è tanto sprovveduto da usare per qualche cosa di vitale un servizio gratuito è semplicemente un po' stupido ed il problema è solo suo. Io uso moltissimo gmail, ma salvo quello che mi interessa salvare, potrebbero chiudere tra un minuto e l'unico problema sarebbe dover cambiare provider ed avvisare i corrispondenti, dei quali comunque è tutti gli indirizzi sul pc.

    bob

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